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Un’altra doccia gelata per le borse. Pesa ancora la Brexit

Altri 4 punti percentuali persi per Milano. E non sono scese solo le banche, ma anche i titoli di altri settori. Ancora alti i volumi. Per quanto tempo continuerà l'effetto Brexit?

di Mauro Introzzi 27 giu 2016 ore 17:55

A Piazza Affari continuano i ribassi. Dopo un avvio positivo i maggiori indici hanno presto invertito rotta, sconfinando in territorio decisamente negativo. Sotto pressione era inizialmente solo i bancari, che già nella seduta di venerdì - quella dell’esito della Brexit - avevano decisamente sofferto con crolli anche superiori in molti casi ai 20 punti percentuali. Ma con il passare delle ore le vendite hanno caratterizzato tutti i principali titoli, con la sola eccezione di qualche energetico
In mattinata, intanto, è stato collocato un Btp indicizzato. E nel frattempo prende il via a Sintra, in Portogallo, il 3° Forum sull'attività delle banche centrali in Europa e nel mondo. Hanno preferito disertare l’evento il governatore della Bank of England Mark Carney e la presidente della Federal Reserve Janet Yellen.

A Piazza Affari, alla campana di fine contrattazioni, i principali indici di Borsa Italiana hanno registrato dei ribassi di tutto rilievo. Il FTSEMib ha perso il 3,94% a 15.104 punti (minimo di 15.017 punti, massimo di 15.908 punti) mentre il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno il 4,07%. Peggio hanno fatto il FTSE Italia Mid Cap (-5,03%) e il FTSE Italia Star (-5,12%).

mercato3_3Si sono mantenuti alti i volumi
. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è stato pari a 4,51 miliardi di euro, rispetto ai 6,46 miliardi di venerdì. Su 332 titoli trattati, solo 60 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state ben 260. Invariate le rimanenti 12 azioni.
L’euro si è attestato a 1,1017 dollari.

Tra le principali borse europee Francoforte ha perso il 3,05%, Parigi il 2,97% e la Spagna l’1,83%. Molto male i mercati scandinavi, con la piazza di Helsinki e quella di Stoccolma che hanno lasciato sul terreno 8 punti percentuali circa.

QUOTAZIONE BLUE CHIP

L’inizio di settimana ha visto ancora i bancari nell’occhio del ciclone. Secondo quanto riportato dalla stampa il governo italiano sarebbe pronto a scendere in campo a difesa delle banche se ce ne fosse la necessità. Si metterebbero sul piatto interventi a sostegno della liquidità delle banche e della loro solvibilità.

Tra le blue chip bancarie Unicredit ha perso l’8,09% e IntesaSanpaolo il 10,93%.
La prima è stata protagonista dei tagli di target price di Jp Morgan, Barclays e Berenberg, la seconda del downgrade di Citigroup.

LEGGI: Le raccomandazioni del 27 giugno 2016

Il Banco Popolare è arretra del 6,2% e la Popolare di Milano del 7,18%
. Molti sono stati i titoli più volte sospesi per eccesso di ribasso. Superiore ai 13 punti percentuali il calo di Mps.

Tra i principali titoli occhi su UBI Banca (-6,35%).
Il gruppo guidato da Victor Massiah ha presentato il Piano Industriale 2019/2020. UBI Banca punta a creare una Banca Unica, incorporando sotto un unico cappello Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca Popolare Commercio e Industria, Banca Regionale Europea, Banca Popolare di Ancona, Banca Carime e Banca di Valle Camonica. Accanto a una revisione organizzativa l’istituto punta a ridurre il rapporto tra crediti deteriorati netti e patrimonio tangibile, portandolo ad un livello inferiore al 100%, in linea con le best practice europee. Dal punto di vista economico il piano industriale stima un utile netto in crescita a circa 730 milioni nel 2019 e a oltre 870 milioni nel 2020. L’obiettivo di creazione di valore porta il ROTE (il ritorno sulle attività tangibili) dal 2,4% nel 2015 (al netto delle componenti non ricorrenti) al 9,4% nel 2019 e al 10,6% nel 2020. In previsione della crescita degli utili, il piano di UBI Banca include la distribuzione di dividendi con un pay-out costantemente superiore al 40% sull’utile di ogni esercizio e un dividendo unitario in costante crescita durante tutto il periodo di piano.
Nel frattempo il titolo ha ricevuto un taglio del rating a "equalweight" (neutrale) dal precedente "overweight" (sovrappesare) dagli analisti di Barclays, che valutano il titolo 3,54 euro.

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Fitch ha confermato i rating assegnati a Credito Emiliano (-10,9%). Il rating a lungo termine è stato mantenuto a “BBB+”. L’outlook è stabile.

Nel corso del pomeriggio sono state anche sospese per eccesso di ribasso Fiat Chrysler Automobiles (-6,22%), Mediaset (-6,77%), e gli assicurativi Unipol (-10,22%) e UnipolSai (-5,72%).

Hanno mollato sul finale gli unici che durante la giornata avevano mantenuto per lungo tempo dei segni positivi. Eni ha perso lo 0,08% mentre Enel ha lasciato lo 0,39%. Le loro performance hanno comunque permesso ai principali indici di non naufragare anche nella seduta di oggi.
Snam ha perso lo 0,33%. Deutsche Bank ha tagliato da “buy” (acquistare) a “hold” (mantenere) la sua raccomandazione e tagliato il target price da 5,3 a 5,1 euro. Secondo gli analisti potrebbero esserci in futuro incertezze di regolamentazione sul mercato nostrano.

Dopo il ritocco dei termini dell’offerta pubblica di scambio su RCS (+4,99%) da parte di Cairo Communication (-5,93%) è arrivata quella della cordata guidata da Investindustrial e composta da Mediobanca, UnipolSai, Della Valle e Pirelli. International Media Holding ha ufficializzato di aver alzato l’asticella del prezzo dell’offerta d’acquisto sulla casa editrice di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport da 0,7 a 0,8 euro per azione. Ora Urbano Cairo ha a disposizione 5 giorni per ritoccare nuovamente i termini della sua offerta pubblica di scambio.

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