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Profondo rosso per le borse: FTSEMib -2,7%

Nelle ultime sei sedute l'indice ha subito una correzione nell’ordine del 10,5%, nonostante il rimbalzo registrato il 26 febbraio. Pioggia di vendite sui bancari

di Edoardo Fagnani 27 feb 2020 ore 17:46

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la giornata con ribassi nell’ordine del 3% dopo essere arrivati a perdere anche il 4%%: nelle ultime sei sedute il FTSEMib ha subito una correzione nell’ordine del 10,5%, nonostante il rimbalzo registrato il 26 febbraio. Matteo Ramenghi - Chief Investment Officer di UBS WM Italy - ha sottolineato che la volatilità dei prezzi degli asset sta crescendo rapidamente sulla scia dell’aumento del numero di nuovi contagi da coronavirus fuori dai confini cinesi, con le azioni italiane che hanno perso tutti i guadagni accumulati da inizio anno. "La riduzione del numero di nuovi casi potrebbe essere un catalizzatore per gli investitori che prevedono di investire", ha aggiunto l'esperto. Oggi è terminata la tre giorni di aste di titoli di stato italiani; in mattinata il Tesoro ha collocato due Btp, con scadenza a 5 e 10 anni per un ammontare di 6,5 miliardi di euro: il rendimento del decennale è risalito all’1%.

piazza-affari-coronavirusIl FTSEMib ha subito una flessione del 2,66% a 22.799 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.480 punti e un massimo di 23.078 punti. Il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno il 2,67%. Chiusura negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-2,77%) e per il FTSE Italia Star (-2,77%). Nella seduta del 27 febbraio il controvalore degli scambi è salito 4,42 miliardi di euro, rispetto ai 4,11 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 1.048.906.807 azioni (1.071.292.557 nella seduta di mercoledì). Su 441 titoli trattati, 352 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 85; invariate le restanti quattro azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,1 dollari, mentre il bitcoin è rimasto sotto i 9.000 dollari (circa 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund si è attestato a 157 punti, dopo aver superato i 160 punti nel corso della giornata.

 

Altra giornata di vendite per i titoli del settore bancario.

UBI Banca ha terminato la seduta con una flessione del 3,83% a 3,82 euro. Cattolica Assicurazioni ha comunicato di essere stata accettata dal Comitato CAR (Comitato Azionisti di Riferimento UBI) relativamente all’adesione al patto parasociale di consultazione avente ad oggetto azioni di UBI Banca. Inoltre, la compagnia assicurativa ha aumentato all'1,01%, tramite acquisti sul mercato azionario effettuati nel corso delle ultime due settimane, la partecipazione detenuta nel capitale nell'istituto dal precedente 0,5%.

Performance peggiori per IntesaSanpaolo e UniCredit, che perdono rispettivamente il 3,88% a 2,2885 euro e il 4,38% a 12,002 euro, dopo essere state sospese per eccesso di ribasso.

 

Pessima giornata per la Juventus FC (-6,08% a 0,9782 euro). Il club bianconero è stato sconfitto per 1 a 0 dal Lione nella gara di andata degli ottavi di finale di Champions League. Il punteggio complica il passaggio del turno.

 

Pesante ribasso per STM (-6,86% a 24,86 euro), che ha registrato la peggiore performance di giornata al FTSEMib, in linea con il trend negativo del settore.

 

Male anche Atlantia (-2,72% a 20,37 euro). Secondo quanto scritto su La Repubblica, la holding potrebbe decidere di chiedere alla Consob un rinvio di due mesi della presentazione dei conti dell'intero 2019 al mercato. Il quotidiano ha segnalato che i vertici di Atlantia sarebbero in difficoltà a redigere il bilancio (e il budget 2020) a causa della controllata Autostrade per l'Italia: la situazione di stallo del negoziato con il Governo sul futuro della concessione non fornisce le indicazioni utili per finalizzare i documenti societari che solitamente sono approvati e diffusi in queste settimane dell'anno.

 

Fiat Chrysler Automobiles (-1,82% a 11,562 euro) si è allineata al trend negativo di Piazza Affari. Secondo Matteo Oddi di Exante, il quadro tecnico di medio-lungo periodo sul titolo resta ancora negativo, nonostante il rialzo del 4,6% registrato nella seduta del 26 febbraio. L’esperto ha ricordato che le azioni di Fiat Chrysler Automobiles hanno chiuso il mese di gennaio con un calo dell’11%, mentre al momento il bilancio di febbraio è solo frazionalmente positivo. Di conseguenza, il titolo è chiamato a ulteriori prove di forza per far ritornare la fiducia fra gli investitori. “Il primo step ora è il consolidamento al di sopra del supporto posizionato a 11,675 euro, mentre il successivo è il recupero di area 12,55 euro”, ha sottolineato Matteo Oddi, secondo cui una chiusura al di sopra di tale livello sarebbe un chiaro segnale rialzista e permetterebbe a quel punto nuovi ingressi long, con target fissati a 13 euro, 13,7 euro e 14,7 euro. “Un ritorno, confermato in chiusura, al di sotto del supporto a 11,675 euro proietterebbe invece il mercato verso nuovi minimi annuali”, ha segnalato l’esperto.

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