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Piazza Affari, il FTSEMib ha chiuso in rosso

Sotto i riflettori i bancari; spicca il ribasso registrato da Unicredit. Performance peggiore per STM. Chiusura positiva, invece, per Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 26 ott 2015 ore 17:46

Piazza Affari e le principali borse europee senza direzione nella prima seduta della settimana, nonostante il dato sull’indice IFO in Germania sia risultato migliore delle attese. Venerdì l’agenzia Fitch ha confermato a “BBB+” il rating sul debito sovrano dell’Italia. Gli esperti segnalano che la crescita economica dell'Italia resta debole e il debito pubblico rimane ancora elevato. Sotto i riflettori i bancari; spicca il ribasso registrato da Unicredit. Performance peggiore per STM. Chiusura positiva, invece, per Telecom Italia, dopo che Vivendi ha incrementato al 20,03% la quota detenuta nel capitale della compagnia. Bene anche Saipem. Astaldi tra i peggiori di giornata.
Il FTSEMib ha terminato la giornata con un calo dello 0,47% a 22.630 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha registrato una flessione dello 0,36% a 24.279 punti. Segno più, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,41%) e il FTSE Italia Star (+0,74%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,29 miliardi di euro, rispetto ai 3,62 miliardi di venerdì. Su 339 titoli trattati, 147 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni più sono stati 180. Invariate le rimanenti 12 azioni.  
L’euro si è portato a 1,105 dollari. L’oro è risalito a 1.165 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_negativo3Spunti importanti tra i bancari.
Chiusura negativa per Unicredit (-0,58% a 6,03 euro). Affari&Finanza, l'inserto settimanale de La Repubblica, ha messo l’istituto sotto la lente. La banca guidata da Federico Ghizzoni è attesa al varco su redditività, patrimonio e governance. L'obiettivo è quello di incrementare la redditività a un livello almeno pari al costo del capitale, facendo salire il ritorno sull'equity dal 4,3% al 10%. Sotto la lente anche il patrimonio, previsto in ascesa dal 10,5% di giugno a un 11,5% di CET1 del 2018.
Mediobanca ha ceduto il 2,04% a 9,13 euro. Gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 10,5 euro a 9,4 euro il target price sull’istituto di Piazzetta Cuccia, in seguito alla revisione delle valutazioni delle partecipazioni in portafoglio. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.
Segno più, invece, per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto toscano ha recuperato lo 0,54% a 1,683 euro.

STM ha perso il 4,71% a 6,785 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso. Gli operatori hanno collegato il calo del titolo alle indiscrezioni di stampa relative all’ipotesi di una riduzione del dividendo, con l’obiettivo di dedicare maggiori risorse all’attività di ricerca e sviluppo. Giovedì 29 ottobre la società italofrancese annuncerà i risultati del terzo trimestre del 2015; alcuni analisti non escludono risultati inferiori alle attese, in scia al rallentamento dell’economia cinese.
 
In rialzo Saipem (+1,16% a 8,27 euro). Il Sole24Ore di domenica ha segnalato che il piano di ristrutturazione dell’azienda dovrebbe costare circa 8 miliardi di euro. Nel dettaglio la società dovrebbe procedere con un aumento di capitale compreso tra i 4,5 miliardi e i 5 miliardi di euro, a cui si aggiungerebbe un rifinanziamento bancario compreso tra i 3 miliardi e i 3,5 miliardi di euro.
Enel è salita dello 0,09% a 4,23 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 20 ottobre Norges Bank ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale del colosso elettrico. La quota dell’istituto norvegese è scesa dal 2,018% all’1,94%.

Telecom Italia ha guadagnato l’1,66% a 1,166 euro. Vivendi ha comunicato di aver incrementato al 20,03% la quota detenuta nel capitale della compagnia telefonica italiana. Il gruppo francese ha confermato la volontà di restare azionista di lungo termine di Telecom Italia e di sviluppare le proprie attività nell’Europa meridionale. Intanto, gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato le stime sull’utile per azione della compagnia telefonica per il biennio 2015/2016, in seguito a una possibile riduzione della redditività del gruppo in Brasile. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare) e un prezzo obiettivo di 1,37 euro. Bank of America, invece, ha limato a 1,2 euro il prezzo obiettivo sulle azioni ordinarie di Telecom Italia e a 1,03 euro quello sui titoli di risparmio, in seguito alla revisione delle stime sul fatturato e sulla redditività per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

Mediaset ha ceduto l’1,21% a 4,584 euro. Jp Morgan ha ripreso la copertura sul gruppo del Biscione con un target price di 5 euro e un giudizio “Neutrale”. Gli esperti non vedono nel breve termine un eventuale progetto di integrazione per Mediaset Premium.

Prysmian invariata a 19,99 euro. La società ha comunicato di aver acquisito da Hainan Second Cross-Sea Interconnection Tie Priject Managament (azienda che fa capo a China Southern Power Grid, l’operatore delle reti di trasmissione della Cina del sud) una commessa per la progettazione, fornitura, installazione e collaudo di un collegamento in cavo sottomarino per la seconda interconnessione elettrica tra l’isola di Hainan e la Cina continentale. Il controvalore del contatto è di oltre 140 milioni di dollari.

Astaldi ha subito uno scivolone del 7,25% a 8,32 euro. Gli operatori hanno collegato il calo del titolo alle indiscrezioni riportate da Milano Finanza, relative alla possibilità che l’amministratore delegato, Stefano Cerri, possa dimettersi dalla carica prima della scadenza del mandato. A questo proposito nelle sedute del 16 e 19 ottobre il manager ha venduto 42.963 azioni della società. Inoltre, il settimanale finanziario ha segnalato che il prezzo per la cessione della quota detenuta nella Brescia-Padova potrebbe essere inferiore alle attese.

 

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