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Il FTSEMib ringrazia Wall Street e chiude in positivo

In altalena i bancari: i titoli del comparto sono stati oggetto di una serie di giudizi sul merito di credito. Tra i titoli del FTSEMib spicca il progresso di Buzzi Unicem

di Mauro Introzzi 26 mar 2020 ore 17:45

mercato-sale_1I maggiori indici azionari di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee sono riusciti a chiudere in territorio positivo, in scia all'avvio brillante di Wall Street. Pascal Blanqué - Group Chief Investment Officer - e Vincent Mortier - Deputy Group Chief Investment Officer di Amundi - ritengono che i mercati azionari resteranno sotto pressione fino a quando non si materializzeranno segnali di stabilizzazione nella curva dell'evoluzione dell'epidemia. "Sul fronte azionario, vediamo emergere opportunità in settori ciclici di qualità che potrebbero riprendersi una volta ripristinato l’interesse verso i ciclici mentre ci avviciniamo al picco della pandemia", hanno precisato i due esperti.

Il FTSEMib ha messo a segno un rialzo dello 0,73% a 17.369 punti, il massimo di giornata (minimo di 16.835 punti). L'All Share ha guadagnato lo 0,94%. Performance migliori per Mid Cap (+3,05%) e Star (+1,53%). Nella seduta del 26 marzo il controvalore degli scambi è sceso a 2,62 miliardi di euro, rispetto ai 3,86 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 902.993.060 azioni (1.234.550.927 nella seduta di mercoledì). Su 431 titoli trattati, 268 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 144; invariate le restanti 19 azioni.

Spread Btp-Bund in contrazione sotto i 155 punti.

 

In altalena i bancari. I titoli del comparto sono stati oggetto di una serie di giudizi sul merito di credito.

UniCredit ha perso l'1,54%. Moody's ha confermato il debito senior a lungo termine di Gae Aulenti e il suo rating di deposito a "Baa1 / P-2". L'outlook è stato confermato stabile.  Il rating stand-alone di UniCredit è confermato a 'baa3'. Moody’s ha confermato il rating sul debito senior unsecured di IntesaSanpaolo (+0,92%) e ne ha rivisto l’outlook da "stabile" a "negativo". Il rating per il breve termine "P-2" è stato confermato. La stessa Moody's ha confermato i giudizi sul BancoBPM (+1,42%) e su BPER Banca (-1,96%) rivedendo al ribasso l'outlook, che passa da "stabile" a "negativo". Confermati poi tutti i rating del Monte dei Paschi di Siena (+3,57%), cambiando l’outlook di lungo termine dei depositi (“B1”) e del debito senior unsecured (“Caa1”) in “developing” (da “positivo”) a causa del peggioramento del contesto economico e finanziario italiano provocato dall’emergenza sanitaria COVID-19.

Molto bene le compagnie attive nel risparmio gestito: Azimut Holding e FinecoBank hanno guadagnato rispettivamente il 7% e il 9,16%.

 

Tra i titoli del FTSEMib spicca il rialzo di Buzzi Unicem (+7,25%), dopo la diffusione dei conti 2019. La società quotata al FTSEMib ha terminato lo scorso anno con un fatturato pari a 3,22 miliardi di euro, in aumento del 12,1% rispetto ai 2,87 miliardi ottenuti l'esercizio precedente. Il margine operativo lordo si è attestato a 728,1 milioni, +26,1% rispetto a 577,2 milioni dell’anno precedente. L'utile netto è aumentato da 382,1 milioni a 385,7 milioni di euro (+0,9%).


FCA ha messo a segno un progresso dello 0,83%. Il gruppo automobilistico è finito sotto il radar di Moody’s, che hanno messo il Corporate Family Rating (attualmente a "Ba1") e il rating sulle obbligazioni emesse o garantite da FCA (attualmente a "Ba2") nello stato "under review with direction uncertain" (sotto osservazioni con implicazioni incerte). Intanto, FCA ha comunicato di aver sottoscritto una nuova linea di credito (conclusa con due banche) che sarà a disposizione per le generali esigenze aziendali e per i fabbisogni legati al capitale di funzionamento del gruppo. Il prestito è strutturato come linea bridge intesa a supportare l’accesso al mercato dei capitali. Il gruppo automobilistico ha precisato che la linea di credito può essere tirata in una singola tranche di 3,5 miliardi di euro.


Tra i petroliferi ENI ha perso lo 0,14%. Il gruppo ha comunicato di aver completato in anticipo la revisione del piano di attività indotto dalla forte riduzione dei prezzi delle commodity e dai vincoli oggi prevedibili derivati dalla pandemia di COVID-19 (coronavirus). In particolare, nel 2020 il Cane a sei zampe ridurrà i capex di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget e gli opex di circa 00 milioni di euro. Per il 2021, il colosso petrolifero prevede una riduzione dei capex di circa 2,5-3 miliardi di euro, pari al 30-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano.

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