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Il FTSEMib ha chiuso in rosso: in calo i bancari

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi inferiori al mezzo punto percentuale. Spiccano le flessioni di IntesaSanpaolo e Unicredit. In calo anche i petroliferi

di Edoardo Fagnani 26 mag 2017 ore 17:53

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la settimana con una seduta negativa. Oggi ha preso il via la tre giorni di aste di titoli di stato italiani; in mattinata il Tesoro ha collocato un Ctz e due Btp indicizzati all’inflazione: il rendimento del titolo con scadenza a due anni resta negativo. In generale calo i bancari: spiccano i ribassi registrati da IntesaSanpaolo e da Unicredit. È proseguita la discesa di Salvatore Ferragamo.

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi inferiori al mezzo punto percentuale. Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,38% a 21.211 punti (minimo di 21.001 punti, massimo di 21.246 punti) e ha terminato la settimana con un calo dell’1,66%. Stessa variazione per il FTSE Italia All Share (-0,38%). In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,43%), mentre il FTSE Italia Star è rimasto invariato. Nella seduta il controvalore degli scambi è salito a 2,47 miliardi di euro, rispetto ai 2,37 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 778.979.618 azioni (715.140.091 nella seduta di ieri). Su 360 titoli trattati, 204 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 145; invariate le restanti undici azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,12 dollari, dopo la diffusione di alcuni importanti dati macroeconomici negli Stati Uniti.

 

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mercato-azioniIn generale ribasso i bancari.

Vendite su IntesaSanpaolo (-1,58% a 2,622 euro). MF ha scritto che in queste ore arriveranno le offerte non vincolanti per un portafoglio di sofferenze dell’istituto del valore di quasi 1,4 miliardi di euro. In corsa ci sarebbero 5 soggetti: il fondo Texas Pacific Group affiancato da Prelios e da First Atlantic; l’altro big del private equity Usa, Kkr, alleato con la Coima di Manfredi Catella; il colosso Pimco che ha costituito l’asse con Gwm; Fortress assieme a doBank e Negentropy e infine Cerberus con il partner Kervis.

Andamento negativo anche per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean-Pierre Mustier è sceso dell’1,19% a 16,59 euro. Il Sole24Ore ha riportato la notizia che Unicredit ha annunciato la dismissione di un maxi portafoglio di beni immobiliari del valore lordo di 1,5 miliardi di euro. Secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario l’operazione si basa su un accordo raggiunto tra la società del gruppo Unicredit Subito Casa e i partner Sistemia, Yard e It Auction e prevede la commercializzazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare rimpossessato, riveniente da contratti di leasing risolti e tornati nella disponibilità di Unicredit Leasing in Italia.

In rosso UBI Banca (-0,54% a 3,674 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 25 maggio B&G Master Fund ha ridotto la posizione corta sull’istituto, portandola dallo 0,5% allo 0,44%.

In controtendenza solo il BancoBPM (+0,53% a 3,034 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che PDT Partners è accreditata di una posizione corta dello 0,61% sull’istituto.

 

Performance decisamente negative per i titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 49 dollari al barile.

ENI ha subito una flessione del 2,32% a 14,31 euro. Gli analisti di Exane hanno peggiorato da “Neutrale” ad “Underperform” il giudizio sul Cane a sei zampe, sulla scia delle indicazioni emerse ieri dalla riunione dell’OPEC a Vienna. Gli esperti hanno anche limato da 14,4 euro a 14 euro il prezzo obiettivo.

 

Italgas ha ceduto l’1,52% a 4,55 euro. Goldman Sachs ha alzato da 4,3 euro a 4,5 euro il target price sull’azienda, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il periodo 2017/2020; tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Neutrale” il giudizio, dopo il rialzo messo a segno dal titolo da inizio anno.

 

Anche oggi vendite su Salvatore Ferragamo. Il titolo della società del lusso ha subito una flessione dell’1,68% a 25,23 euro. Ancora tagli dalle banche d’affari sull’azienda. Kepler Cheuvreux ha sforbiciato da 29 euro a 27,5 euro il prezzo obiettivo su Salvatore Ferragamo, in seguito al peggioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2017/2018. Per lo stesso motivo Equita sim ha ridotto da 27,5 euro a 24,8 euro il target price sull’azienda. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Indicazione simile da Exane, che ha tagliato da 30 euro a 28 euro per azione la valutazione su Salvatore Ferragamo; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Banca Akros ha sforbiciato da 29,5 euro a 28,3 euro il prezzo obiettivo sull’azienda , in seguito alla riduzione delle stime sulla marginalità e sulla redditività per l’esercizio in corso; gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Intanto, la Consob ha comunicato che il 25 maggio Marshall Wace ha riaperto la posizione corta su Salvatore Ferragamo, con una quota dello 0,61%.

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