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Piazza Affari, l'ultima settimanale è in rosso

Giornata negativa per i principali indici della borsa italiana. In calo Leonardo, che ha ufficializzato l'intenzione di quotare la controllata DRS. In rosso Saipem e Tenaris

di Mauro Introzzi 26 feb 2021 ore 18:02

borsa-rossoGiornata in calo per i maggiori indici di Borsa Italiana e per le principali borse europee nell'ultima seduta della settimana e del mese di febbraio 2021.

Alla campana di fine contrattazioni il FTSEMib ha subito una flessione dello 0,93% a 22.848 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.678 punti e un massimo di 23.027 punti. Il FTSE Italia All Share ha ceduto lo 0,92%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,13%) e per il FTSE Italia Star (-1,06%). Nella seduta del 26 febbraio 2021 il controvalore degli scambi è sceso a 2,83 miliardi di euro, rispetto ai 2,96 miliardi di giovedì; sono passate di mano 907.694.001 azioni (747.871.663 nella seduta precedente). Su 441 titoli trattati, 320 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 86; invariate le restanti 35 azioni.

Alle 17.40 il bitcoin era tornato sotto i 48.000 dollari (poco sotto di 40.000 euro).

L’euro è sceso poco sotto gli 1,21 dollari.

Lo spread Btp-Bund si è attestato a circa 94 punti.

 

Tra i bancari in rosso Unicredit (-2,22%), BancoBPM (-1,89%) e IntesaSanpaolo (-0,84%).

Fuori dal FTSEMib in rosso Monte dei Paschi di Siena (-1,95%). Il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di bilancio d'esercizio, confermando i risultati già approvati in precedenza. La banca ha dichiarato che è emerso uno shortfall prospettico di capitale rispetto ai requisiti patrimoniali (overall capital requirements). In tale contesto sono stati approvati dal cda il piano strategico 2021-2025 e il capital plan, attualmente in valutazione presso DG Comp (la direzione generale della concorrenza europea) e BCE. Nel caso in cui la realizzazione di una strutturale soluzione non dovesse avverarsi nel breve-medio termine, il capital plan prevede un rafforzamento patrimoniale di 2,5 miliardi di euro a condizioni di mercato e con la partecipazione della quota dello stato italiano.

 

In calo del 2,44% Leonardo. Il gruppo ha ufficializzato il deposito, da parte della controllata Leonardo DRS, del documento di registrazione su Form S-1 presso la SEC americana relativo a una proposta di offerta pubblica iniziale di una quota di minoranza delle sue azioni ordinarie. Tutte le azioni ordinarie oggetto dell'offerta saranno collocate da Leonardo US Holding, società statunitense interamente controllata da Leonardo. Il numero di azioni ordinarie da collocare e la fascia di prezzo del collocamento non sono ancora stati determinati. In relazione all'offerta pubblica iniziale, Leonardo DRS intende richiedere l’ammissione a quotazione delle proprie azioni ordinarie al New York Stock Exchange con il simbolo "DRS". Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro la fine di marzo 2021, ed è soggetto, tra l'altro, al completamento del processo di verifica della SEC e a condizioni di mercato favorevoli. Al termine del collocamento Leonardo US Holding deterrà una quota di maggioranza nel capitale di Leonardo DRS. Secondo quanto riportato da un articolo de Il Sole24Ore il collocamento azionario dovrebbe essere di una quota di almeno il 25%. Sempre secondo questa fonte da questa operazione Leonardo potrebbe incassare circa un miliardo.

 

Ancora in difficoltà Saipem (-3,17%) dopo i conti dei giorni scorsi. Poche le prese di beneficio su Tenaris (-1,12%) dopo il balzo arrivato dopo i risultati 2020.

 

In parità Enel (+0,05%). Il suo consiglio di amministrazione ha deliberato l'emissione di prestiti obbligazionari ibridi fino a un massimo di 3 miliardi di euro.

 

Al Mid Cap in rosso Fincantieri (-1,01%%) dopo una giornata tutta in rialzo. Il gruppo ha diffuso i conti dello scorso anno, chiuso con un risultato d’esercizio adjusted negativo per 42 milioni di euro, in miglioramento rispetto al rosso di 71 milioni del 2019 nonostante gli effetti della pandemia. Per il 2021 il gruppo prevede "in assenza di evoluzioni negative derivanti dalla pandemia con ricadute ad oggi non prevedibili, di ritornare ai livelli di crescita ante COVID-19". Fincantieri prevedo per l'anno ricavi in aumento del 25%-30% rispetto a quelli consuntivati nel 2020 (escluse le attività passanti), confermando le direttrici di crescita delineate dal Gruppo prima della pandemia e un conseguente miglioramento della marginalità che si prevede attestarsi a valori prossimi al 7%. Tali risultati potrebbero consentire il ritorno a una politica di distribuzione dei dividendi sostenibile a partire dal 2022.

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