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Borsa Italiana: FTSEMib in rosso, ma poteva andare peggio

Giornata negativa, ma che si chiude con un calo frazionale, per Piazza Affari. Nel corso della seduta il principale indice milanese era arrivato a perdere 2 punti percentuali

di Edoardo Fagnani 25 set 2019 ore 17:46

mercato-rossoGiornata negativa, ma che si è chiusa con un calo frazionale, per Piazza Affari. Nel corso della seduta il principale indice milanese era arrivato a perdere 2 punti percentuali. Tendenza analoga anche per gli altri mercati del Vecchio Continente.

A livello internazionale pesano gli annunci dei democratici Usa dell'intenzione di aprire una proceduta di impeachment nei confronti del presidente Donald Trump. Ma le borse Usa hanno aperto con performance deboli e non decisamente ribassiste.

Oggi ha preso il via la tre giorni di aste di titoli di stato italiani; in mattinata il Tesoro ha collocato il CTZ e un Btp indicizzato all’inflazione: il rendimento del titolo con scadenza a due anni è diventato negativo. Domani previsto il collocamento del Bot semestrale.

Così in chiusura il FTSEMib ha registrato una flessione dello 0,51% a 21.788 punti, mentre il FTSE Italia All Share era in calo dello 0,68%. In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,83%) e il FTSE Italia Star (-0,66%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,13 miliardi di euro, rispetto ai 2,13 miliardi di ieri (martedì 24 settembre); sono passate di mano 621.310.222 azioni (507.448.366 azioni nella seduta precedente). Su 419 titoli trattati, 246 hanno registrato una performance negativa, mentre i segni più sono stati 125; invariate le restanti 48 azioni.

L’euro si conferma a 1,1 dollari, mentre il bitcoin è scivolato sotto gli 8.500 dollari (circa 7.500 euro).

Lo spread Btp-Bund è tornato sotto i 145 punti poco sopra i 140 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Hanno seguito la tendenza del mercato nel suo complesso i titoli del settore bancario.

BancoBPM (-0,03%) ha azzerato i cali proprio sul finale. L’istituto ha portato a termine una nuova emissione subordinata Tier 2 con scadenza dieci anni, rimborsabile anticipatamente dopo cinque anni, per un ammontare pari a 350 milioni di euro. Il titolo, che è riservato agli investitori istituzionali, è stato emesso alla pari e paga una cedola fissa del 4,25% per i primi 5 anni.

In positivo UBI Banca (+1,17%). L'istituto ha comunicato di aver provveduto al rimborso anticipato di 1,5 miliardi di euro di TLTRO2, a valere sui 10 miliardi nominali attualmente in essere con scadenza 24 giugno 2020. Conseguentemente l’esposizione complessiva residua al TLTRO2 ammonta a 11 miliardi di euro (comprensiva dei 2,5 miliardi nominali in scadenza il 24 marzo 2021).

Monte dei Paschi di Siena in difficoltà (-2,56%). Secondo quanto scritto su MF, il Tesoro avrebbe avviato gli approfondimenti per arrivare alla dismissione della partecipazione detenuta nel capitale della banca senese, oggi pari al 70%. Secondo MF l’ipotesi allo studio “prevederebbe la scissione del Monte tra una bad bank destinata ad accogliere e gestire i crediti deteriorati rimasti in bilancio e una good bank che sarebbe messa rapidamente sul mercato”.

Nel comparto da segnalare anche la flessione di Unicredit (-1,16%) mentre IntesaSanpaolo ha chiuso in rialzo dello 0,23%.

 

In difficoltà gli industriali. Fiat Chrysler Automobiles ha perso l'1,37%. Il Corriere della Sera ha scritto che è stata confermata la decisione del 2015 della Commissione Europea che aveva considerato “un vantaggio indebito lo sconto ricevuto attraverso un accordo fiscale raggiunto con il Granducato il nel 2012”. Il gruppo italoamericano guidato da Mike Manley dovrà così versare 23,1 milioni al Lussemburgo, “per aiuti di Stato incompatibili con le regole Ue e il Granducato è obbligato a recuperarli”. Intanto, il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, ha precisato che il progetto di integrazione con Fiat Chrysler Automobiles non è più sul tavolo e non è intenzione dell’azienda riprenderlo. Tuttavia, il manager ha ribadito che l’operazione sarebbe valida dal punto di vista industriale.

Prysmian in ribasso dello 0,63%, nonostante l'indicazione positiva di Société Générale. Gli analisti hanno iniziato la copertura sulla società con un prezzo obiettivo di 24 euro e l'indicazione di acquisto delle azioni.

In controtendenza Pirelli (+0,15%).

 

Tra i titoli in positivo anche Telecom Italia (+0,52%).

 

Juventus FC si è allineata al trend negativo e ha registrato una flessione del 2,48%, dopo la forte correzione subita nelle precedenti due sedute.

Vicine ai 2 punti anche le flessioni di Saipem (-2,09%), Recordati (-2,15%), Amplifon (-2,09%) e Diasorin (-1,78%).

 

Al segmento STAR spicca l'ottima performance di Isagro (+3,57%). Gli analisti di Banca IMI hanno alzato da 1,89 euro a 2,1 euro il target price sulla società, in seguito alla revisione delle stime finanziarie per i prossimi trimestri. Gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l'acquisto delle azioni.

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