NAVIGA IL SITO

Il FTSEMib riesce a chiudere in rialzo (minimo)

Ancora vendite su Leonardo, dopo la pesante flessione subita il giorno precedente. Focus su Atlantia dopo alcune indiscrezioni su Aspi. In calo i petroliferi.

di Edoardo Fagnani 25 mar 2021 ore 17:46

grafico-quotazioni-borsaPiazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la giornata con rialzi minimi, dopo essere arrivate a perdere oltre l'1% a metà seduta. Ancora vendite su Leonardo, dopo la pesante flessione subita il giorno precedente. Focus su Atlantia dopo alcune indiscrezioni su Aspi. In calo i petroliferi.

Il FTSEMib è salito dello 0,04% a 24.219 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.993 punti e un massimo di 24.265 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,06%. Andamento opposto per il FTSE Italia Mid Cap (+0,24%) e per il FTSE Italia Star (-0,26%). Nella seduta del 25 marzo 2021 il controvalore degli scambi è sceso a 2,26 miliardi di euro, rispetto ai 2,36 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 711.041.432 azioni (624.201.784 nella seduta di mercoledì). Su 437 titoli trattati, 220 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 189; invariate le restanti 28 azioni.

Alle 17.30 il bitcoin era sceso sotto i 51.000 dollari (meno di 43.500 euro).

L’euro è sceso sotto gli 1,18 dollari.

 

Ancora vendite su Leonardo, dopo la pesante flessione subita il giorno precedente. Il titolo ha registrato un calo dell'1,02% a 6,804 euro. Nel corso di un’intervista rilasciata a La Stampa, il numero uno della società aerospaziale ha dichiarato che il rinvio della quotazione della controllata statunitense DRS è dovuto anche ai tagli nel settore della difesa decisi dall’amministrazione guidata da Joe Biden.

 

Poco sotto la parità IntesaSanpaolo (-0,04%). Dalle comunicazioni diffuse dalla Consob il 24 marzo 2021 si apprende che dal 16 marzo Jp Morgan Chase è accreditata di una partecipazione aggregata nell'istituto, pari al 5,023%, detenuta tramite 5 società controllate.

Peformance peggiori per BancoBPM (-0,77%) e BPER Banca (-0,75%). In un recente report gli analisti dell'agenzia di rating Moody's hanno deciso di rivedere al rialzo l'outlook sul sistema bancario italiano. Il nuovo giudizio, "stabile", rivede in miglioramento il precedente "negativo". Alla base di questo cambio di posizione la convinzione che l'economia italiana torni a crescere presto dopo la brusca frenata - causa coronavirus - del 2020. Un accadimento che potrebbe portare grandi benefici agli istituti nostrani che nonostante una certa tensione legata agli accantonamenti (che ci saranno) rimarranno comunque ben patrimonializzate.

 

Vendite sui titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del greggio (future con scadenza a maggio 2021) è scivolato a 58 dollari al barile.

ENI ha perso l'1,31% a 10,112 euro.

 

In calo di quasi mezzo punto percentuale Atlantia (-0,41%). Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore nei prossimi giorni CDP potrebbe presentare una nuova offerta per rilevare l’88% di Autostrade per l’Italia detenuto dalla holding delle infrastrutture. Il quotidiano finanziario ipotizza che la quota possa essere valorizzata oltre i 9 miliardi di euro.

 

Spicca il progresso di Hera (+3,4%) dopo a diffusione dei risultati finanziari del 2020. L'esercizio si è chiuso con ricavi per 7,08 miliardi di euro, in aumento del 2,4% rispetto 6,91 miliardi ottenuti l’anno precedente. L’utile netto (esclusa la quota di terzi) è stato pari a 302,7 milioni di euro, rispetto ai 385,7 milioni del 2019, risultato che comprendeva voci straordinarie per 84,9 milioni di euro. Il management di Hera ha così proposto la distribuzione di un dividendo 2021 (relativo all’esercizio 2020) di 0,11 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,1 euro staccati lo scorso anno.

 

Male Buzzi Unicem (-4,37%), dopo la diffisuone dei risultati finanziari del 2020.

 

Fuori dal FTSEMib bene Cattolica Assicurazioni (+1,73% a 5,29 euro). La compagnia ha comunicato i risultati finanziari del 2020, un esercizio chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 36 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 75 milioni di euro contabilizzati l’anno precedente. La raccolta premi complessiva del lavoro diretto ed indiretto Danni e Vita è scesa del 18,6% a 5,65 miliardi di euro. Anche a seguito delle raccomandazioni di EIOPA e IVASS e non avendo ancora completato le operazioni su capitale richieste dal regolatore, il CdA di Cattolica Assicurazioni ha proposto l’accantonamento degli utili.

Tutte le ultime su: piazza affari
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.