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FTSEMib in calo di (quasi) un punto percentuale

Tra i bancari spicca lo scivolone subito da Banca Carige (-10,7%). In rosso anche ENI, in seguito allo stacco dell’acconto del dividendo relativo all’esercizio 2019

di Edoardo Fagnani 24 set 2018 ore 17:51

Piazza Affari e le principali borse europee hanno iniziato la settimana con gli indici in territorio negativo. L’appuntamento principale dell’ottava è fissato per mercoledì 26 settembre, quando la FED annuncerà le proprie decisioni in materia di politica monetaria. Secondo il consensus degli analisti la banca centrale statunitense annuncerà un ulteriore aumento dei tassi di 25 punti base, portando il saggio di riferimento dovrebbe collocarsi tra il 2% e il 2,25%. “Questo rialzo è già prezzato completamente dai mercati”, hanno segnalato gli analisti di Generali Investiment. “Mentre prevediamo cinque aumenti da qui alle fine del 2019, i mercati finanziari ne hanno scontati solo quattro”, hanno aggiunto gli esperti. Tra i bancari spicca lo scivolone subito da Banca Carige. In rosso anche ENI, in seguito allo stacco dell’acconto del dividendo relativo all’esercizio 2019.

Il FTSEMib ha subito un ribasso dello 0,91% a 21.340 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.333 punti e un massimo di 21.487 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,88%. Giornata negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,68%) e per il FTSE Italia Star (-0,33%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,87 miliardi di euro, rispetto ai 3,79 miliardi di venerdì (giornata caratterizzata da importanti scadenza tecniche); oggi sono passate di mano 2.223.231.559 azioni (1.346.778.365 nella seduta di venerdì). Su 385 titoli trattati, 220 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 148; invariate le restanti 17 azioni.

L’euro ha toccato gli 1,18 dollari, per poi tornare a 1,175 dollari; alle 17.30 il bitcoin si confermava poco sopra i 6.500 dollari (oltre 5.500 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

azioni-di-mercatoIn generale calo i bancari.

Pesante ribasso per Banca Carige (-10,7% a 0,0075 euro). Alcuni operatori temono che l’istituto possa necessitare di un nuovo aumento di capitale. A questo proposito Banca Carige ha precisato che metterà a punto un organico piano operativo e strategico nei tempi richiesti. Il management ha segnalato che il CET1 ratio phased-in al 30 giugno 2018 è pari all’11,9%, superiore sia al limite regolamentare del 9,625%, sia alla soglia suggerita, inclusiva della Guidance, dell’11,175%. Alla stessa data il Total Capital ratio phased-in si attesta all’12%, circa 120 punti base al di sotto della soglia SREP 2018 (13,125%). Inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa nel week-end, il nuovo management potrebbe valutare un progetto di ipotesi di aggregazione con il Monte dei Paschi di Siena (-0,87% a 2,385 euro); tuttavia, gli analisti non credono alla fattibilità di questo progetto.

Male anche IntesaSanpaolo (-2,1% a 2,397 euro).

In rialzo, invece, BPER Banca (+1,15% a 4,3 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 21 settembre AHL Partners ha limato dall'1,3% all'1,28% la posizione corta sulla banca. Anche Millennium International Management ha diminuito lo "short" sull'istituto, portandolo dallo 0,62% allo 0,07%.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha lasciato sul terreno lo 0,9% a 15,41 euro. Milano Finanza ha dato ampio risalto alla questione Magneti Marelli. Il gruppo, secondo quanto scritto sul settimanale finanziario, starebbe lavorando sull’opzione originaria, ossia quella dello spin-off e quotazione in borsa (ma senza cessione di nuovi titoli). Tuttavia “l’ipotesi di cessione resta la preferita per il management”.

 

Telecom Italia ha perso l’1,41% a 0,5606 euro. Oggi era in agenda un consiglio di amministrazione della compagnia telefonica, chiamato a discutere di alcune opzioni strategiche per l’azienda.

 

ENI ha subito un ribasso dello 0,94% a 16,156 euro. Oggi il cane a sei zampe ha staccato l’acconto sul dividendo 2019 (relativo all’esercizio 2018); l’ammontare della cedola è di 0,42 euro. Agli attuali livelli di prezzo, l'acconto sul dividendo garantisce un rendimento superiore al 2,5%.

 

Atlantia è scesa dell’1,62% a 18,5 euro. Gli analisti di RBC Capital hanno tagliato a 25 euro il prezzo obiettivo sulla concessionaria autostradale.

 

Astaldi ha subito una flessione del 5,47% a 1,227 euro. Il Sole24Ore di domenica ha fornito un aggiornamento sulla situazione patrimoniale dell’azienda, in attesa dell’approvazione dei conti del primo semestre 2018, in agenda per venerdì 28 settembre. Secondo il quotidiano finanziario i vertici dell’azienda starebbero lavorando sulla revisione delle scadenze del debito e sulla ristrutturazione del bond da 750 milioni di euro con scadenza nel 2020. Inoltre, i vertici starebbero pianificando un nuovo business plan che prevede una revisione del piano di cessione di attività.

 

Inwit ha ceduto il 4,29% a 6,575 euro. Gli analisti di Morgan Stanley hanno sforbiciato da 6,1 euro a 5,7 euro il prezzo obiettivo sull’azienda, in assenza di appeal speculativo, con riferimento a eventuali operazioni straordinarie. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Equalweight” (neutrale) ad “Underweight” (sottopesare), dopo il rialzo registrato dal titolo dal mese di febbraio.

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