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Piazza Affari in forte calo. Vendite sui bancari

Gli indici hanno risentito della notizia che la Turchia ha abbattuto un jet militare della Russia. Vendite anche su Telecom Italia e Tod’s. In controtendenza ENI

di Edoardo Fagnani 24 nov 2015 ore 17:47

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con ribassi nell’ordine di un punto e mezzo percentuale; gli indici hanno risentito della notizia che la Turchia ha abbattuto un jet militare della Russia, sull’ipotesi che quest’ultimo abbia violato lo spazio aereo di Ankara. Giornata decisamente negativa per i bancari, nonostante l’agenzia Fitch abbia migliorato le prospettive sugli istituti italiani, portandole da “Negative” a “Stabili”. Vendite anche su Telecom Italia e Tod’s. In controtendenza ENI.
Il FTSEMib ha perso l’1,55% a 21.948 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha subito un ribasso dell’1,54% a 23.662 punti. Intonazione negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,54%) e il FTSE Italia Star (-1,22%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,55 miliardi di euro, rispetto ai 2,34 miliardi di ieri. Su 333 titoli trattati, 248 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni più sono stati 67. Invariate le restanti 18 azioni.
L’euro ha oscillato tra gli 1,06 e gli 1,065 dollari. L’oro è risalito a 1.075 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato-scendeGiornata decisamente negativa per i bancari, nonostante l’agenzia Fitch abbia migliorato le prospettive sugli istituti italiani, portandole da “Negative” a “Stabili”.
Performance decisamente negativa per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha lasciato sul terreno il 2,63% a 1,444 euro.
La Popolare di Milano ha perso il 2,44% a 0,88 euro. Gli analisti di HSBC hanno tagliato il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 1,02 euro a 0,97 euro; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
Non si sono salvate dalle vendite neppure Unicredit (-1,46% a 5,41 euro) e IntesaSanpaolo (-1,27% a 3,108 euro).

Telecom Italia ha perso il 2,62% a 1,153 euro. L’agenzia S&P ha confermato il rating “BB+” sul debito a lungo termine della compagnia telefonica. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri restano "stabili", sull'ipotesi di una stabilizzazione della redditività delle attività domestiche nel 2016. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 18 novembre Norges Bank ha incrementato la partecipazione detenuta nella compagnia telefonica, portandola dall’1,954% al 2,014% del capitale.

Pioggia di vendite sulle società del lusso.
Tod’s ha registrato una flessione del 3,65% a 76,6 euro. Gli analisti di Nomura hanno peggiorato il giudizio sulla società e ora consigliano di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio, segnalando che la quotazione è elevata in rapporto alla redditività stimata per il 2016. Gli esperti hanno anche limato da 80 euro a 76 euro il target price. Indicazione simile da Société Générale, che ha ridotto da 75 euro a 73 euro per azione la valutazione su Tod’s. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Sell” (vendere). Al contrario, Equita sim ha aumentato da 71,5 euro a 74 euro il prezzo obiettivo su Tod’s, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.
Sempre Nomura ha tagliato da 27,8 euro a 24 euro il prezzo obiettivo su Salvatore Ferragamo (-4,48% a 21,12 euro), segnalando l’eccessiva esposizione delle attività dell’azienda in Asia. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
Al contrario, Nomura ha incrementato da 60 euro a 68 euro il target price su Luxottica (-3,39% a 61,25 euro), in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. La stessa banca d’affari ha ridotto da 18 euro a 17 euro il prezzo obiettivo su Brunello Cucinelli (-3,07% a 16,71 euro), evidenziando una preoccupazione sulla crescita dei margini; gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.

ENI in controtendenza (+0,53% a 15,05 euro). Gli analisti del Santander hanno ritoccato al rialzo il target price sul Cane a sei Zampe, portandolo da 17 euro a 17,3 euro, sull’ipotesi di cessione di attività nei prossimi esercizi. Gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni.
In rosso Enel Green Power (-1,68% a 1,973 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 17 novembre Norges Bank ha ridotto all’1,979% la partecipazione detenuta nel capitale della società energetica. In precedenza, l’istituto norvegese era accreditato del 2,001% del capitale di Enel Green Power.
A2A ha perso l’1,77% a 1,277 euro. Gli analisti di Equita sim hanno aumentato a 1,41 euro il target price sulla società lombarda, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione e sul dividendo per il biennio 2015/2016; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Generali è scesa dell’1,52% a 17,51 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno ritoccato al rialzo il target price sulla compagnia assicurativa, portandolo da 21 euro a 22 euro, in seguito alla revisione delle stime finanziarie per il 2017; gli esperti hanno confermato il rating “Overweight” (sovrappesare).

Cerved Information Solutions ha subito una flessione del 2,09% a 6,8 euro. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg il fondo di private equity Cvc Capital Partners avrebbe venduto 47,7 milioni di azioni di della società tramite un collocamento riservato agli investitori istituzionali. Le azioni, che rappresentavano l’intera partecipazione detenuta in Cerved Information Solutions, sarebbero state vendute a un prezzo unitario di 6,55 euro. Ieri il titolo aveva terminato la giornata a 6,945 euro.

Anche oggi in difficoltà Bonifiche Ferraresi. Le azioni hanno perso il 4,71% a 18,63 euro, mentre i diritti relativi all’aumento di capitale hanno lasciato sul terreno l’8,75% a 1,46 euro.

 

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