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FTSEMib negativo. Tonfo del Banco Popolare e di BPM

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi nell’ordine del punto e mezzo percentuale nell'ultima seduta prima della sosta pasquale. Vendite anche su ENI

di Edoardo Fagnani 24 mar 2016 ore 17:52

Borsa Italiana e le principali piazze europee hanno chiuso in territorio negativo la seduta odierna. Quella di Piazza Affari si è stata l’ultima seduta della settimana prima della lunga pausa per le festività pasquali; il mercato azionario italiano riprenderà le contrattazioni martedì 29 marzo. Oggi ha preso il via la tre giorni di aste di titoli di stato italiani; in mattinata il Tesoro ha collocato un CTZ e due Btp indicizzati all’inflazione: il rendimento del titolo con scadenza biennale è rimasto negativo. Bancari protagonisti di giornata: spiccano i forti ribassi subiti dal Banco Popolare e da BPM. Vendite anche su ENI e sulla galassia FIAT.
I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi nell’ordine del punto e mezzo percentuale. Il FTSEMib è sceso dell’1,61% a 18.166 punti (minimo di 18.140 punti, massimo di 18.469 punti), terminando la settimana con un calo del 2,39%. Il FTSE Italia All Share ha subito una flessione dell’1,49%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,78%) e il FTSE Italia Star (-0,47%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,19 miliardi di euro, rispetto ai 2,09 miliardi di ieri. Su 326 titoli trattati, 219 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni più sono stati 95. Invariate le rimanenti 12 azioni.
L’euro si conferma sotto gli 1,12 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_scendeBancari protagonisti di giornata.
In forte ribasso il Banco Popolare (-4,81% a 6,93 euro) e la Popolare di Milano (-5,35% a 0,6725 euro). Ieri si sono riuniti i consigli di amministrazione dei due istituti per esaminare il progetto di aggregazione. Il Banco Popolare e la Popolare di Milano hanno sottoscritto un protocollo di intesa per un’operazione di fusione da attuarsi mediante costituzione di una nuova società bancaria in forma di società per azioni. L'operazione darà vita al terzo gruppo bancario in Italia, con una quota di mercato nazionale superiore all’8% (in termini di sportelli). I rapporti di partecipazione al capitale della nuova capogruppo sono stabiliti nel 54% del capitale per quanto riguarda gli azionisti del Banco Popolare e nel 46% del capitale per quanto riguarda gli azionisti della Popolare di Milano. Nell’ambito della fusione è previsto che il Banco Popolare deliberi e dia esecuzione a un’operazione di rafforzamento patrimoniale per l’importo complessivo di un miliardo di euro.
Giornata decisamente negativa anche per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha perso il 5,2% a 0,565 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 23 marzo AQR Capital Management ha ridotto lo “short” sul Monte dei Paschi di Siena, portandolo dallo 0,5% allo 0,49%.
Unicredit non ha fatto eccezione alle vendite (-2,74% a 3,48 euro). A fine 2015 l’esposizione dell’istituto guidato da Federico Ghizzoni sui titoli di stato italiani si era ridotta a 58,6 miliardi di euro, rispetto ai 59,4 miliardi di inizio anno e ai 60,8 miliardi di fine giugno. Intanto, l’agenzia Fitch ha ridotto le prospettive sul rating di Unicredit, portandole da “stabili” a “negative”, in seguito alla debolezza della qualità dell’attivo del gruppo. Il rating sulla solidità patrimoniale dell’istituto è stato confermato a “BBB+”. Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 16 marzo BlackRock è diventato uno dei maggiori azionisti di Unicredit con una quota del 5,036% del capitale. La Commissione ha precisato che lo 0,068% è senza diritto di voto.
UBI Banca è scesa del 4,87% a 3,598 euro. L’agenzia Fitch ha ridotto le prospettive sul rating della banca, portandole da “stabili” a “negative”, in seguito alla debolezza della qualità dell’attivo del gruppo. Il rating sulla solidità patrimoniale dell’istituto è stato confermato a “BBB”.
Banca Carige ha ceduto il 2,22% a 0,5725 euro. Secondo quanto scritto su La Repubblica il fondo Apollo avrebbe presentato un’offerta non vincolante sulla banca ligure, dopo aver rilevato dall’istituto le compagnie di assicurazione. La proposta, arrivata nella prima decade di febbraio, sarebbe stata accantonata in attesa che si insedi il nuovo consiglio di amministrazione, che verrà votato nell’assemblea del 31 marzo.

In generale ribasso i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è tornato a 39 dollari al barile.
ENI ha perso il 2,38% a 13,15 euro. L’agenzia S&P ha tagliato di un livello il rating sul debito a lungo termine del Cane a sei zampe, portandolo da “A-” a “BBB+”, in seguito al calo subito dal prezzo del greggio negli scorsi mesi. Il giudizio conferma la società tra gli emittenti non speculativi. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono “stabili”.
Performance peggiore per Saipem. La società di ingegneristica ha lasciato sul terreno il 5,53% a 0,3483 euro.

Chiusura positiva per Enel (+0,57% a 3,91 euro). Dopo la diffusione dei risultati del 2015 gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 4,2 euro a 4,4 euro il target price sul colosso elettrico; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Forti vendite sulla galassia Fiat.
Fiat Chrysler Automobiles ha lasciato sul terreno il 4,12% a 6,75 euro. Ieri la società guidata da Sergio Marchionne ha emesso un bond con scadenza a marzo 2024 per un ammontare di 1,25 miliardi di euro; il titolo avrebbe ottenuto richieste per oltre 4,75 miliardi di euro. Il prezzo di emissione è stato fissato al 100% del valore nominale, mentre la cedola è pari al 3,75%.
CNH Industrial ha perso l’1,78% a 6,07 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno tagliato da 8,2 euro a 8 euro il target price sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2016/2018; tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

Buzzi Unicem ha ceduto il 3,25% a 14,57 euro. La società ha terminato il 2015 con un utile netto pari a 125,3 milioni di euro, in salita del 7,5% rispetto ai 116,6 milioni ottenuti nell’esercizio precedente. Il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo pari a 0,075 euro per azione ordinaria e di risparmio.

 

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