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VENERDÌ NERISSIMO (-12,5%). CALO DRAMMATICO PER LE BANCHE

Giornata tragica, quella della Brexit, per Piazza Affari. I principali indici hanno registrato ribassi a doppia cifra. I crolli hanno interessato soprattutto le banche. Volumi boom

di Mauro Introzzi 24 giu 2016 ore 17:48

Una giornata così negativa che molti la ricorderanno per sempre. Questa la sintesi della seduta di Piazza Affari nella giornata dei risultati del referendum britannico sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea. Il FTSEMib, il paniere principe di Milano, ha lasciato sul terreno più di 12 punti percentuali, chiudendo sui minimi di giornata. Quella meneghina è stata una delle piazze peggiori tra i listini europei, penalizzata dal crollo dei bancari. Male anche l'apertura di Wall Street, ma negli Usa l'impatto è stato meno marcato che in Europa.

Alla base delle flessioni, c
onsiderando come nelle ultime sedute i mercati scommettessero su una vittoria della Bremain, è stato l’esito inaspettato del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea con una vittoria della Brexit. I britannici hanno deciso di uscire dall'Unione Europea: i "leave", ossia i voti a favore di un'uscita, sono stati 17,4 milioni, il 51,9% del totale, mentre i "remain" sono stati 16,1 milioni, il 48,1% dei votanti.

mercato_21BREXIT: PIAZZA AFFARI E LE BORSE EUROPEE
Così, alla campana di fine contrattazioni, i principali indici di Borsa Italiana hanno registrato dei crolli da capogiro. Il FTSEMib è crollato del 12,48% a 15.724 punti (minimo di 15.724 punti, massimo di 17.946 punti) mentre il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno l'11,75%. Poco meglio FTSE Italia Mid Cap (-6,77%) e il FTSE Italia Star (-4,62%).

Boom dei volumi. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 6,46 miliardi di euro, rispetto ai 2,77 miliardi di ieri. Su 333 titoli trattati, solo 16 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state ben 309. Invariate le rimanenti 8 azioni.
L’euro si è attestato a 1,1116 dollari.

Sul listino principale sono stati numerosissimi i titoli sospesi per eccesso di ribasso già in apertura.
Tra i bancari, in particolare, si registrano variazioni choc. IntesaSanpaolo ha perso perde il 22,94% mentre Unicredit ha lasciato sul terreno il 23,79%. UBI Banca è arretrata del 20,69%, Mediobanca del 21,22%, Bper del 24,61% e Banco Popolare del 22,3%.
Male anche molti industriali anche se le variazioni - pur nella loro drammaticità - sono più contenute di quelle dei bancari. Ferrari ha perso il 4,85%, Campari il 4,28%, STM il 6,26%.

Tra i titoli che hanno perso meno c'è Italcementi (-0,66%) e si è difesa Luxottica (-3,33%).

Tra le borse europee le peggiori sono proprio Milano e la Spagna (-12,35% l'IBEX). Londra ha perso invece "solo" il 2,94% mentre Francoforte è arretrata del 6,88%. Parigi in calo dell'8,04%.

QUOTAZIONI AZIONI ITALIA

BREXIT: COSA DICE LA BCE
La Banca Centrale Europea, con una nota, ha dichiarato che sta seguendo con grande attenzione l'evoluzione della situazione sui mercato e che agirà per
garantire la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nella zona euro. L'istituto di Draghi si è detto pronto a fornire liquidità aggiuntiva, se necessario, in euro e valute estere

BREXIT: L'APERTURA DI WALL STREET

Avvio negativo per i principali indici di Wall Street nel giorno dell'esito del referendum che ha decretato vincitori i fautori dell'uscita dall'Unione Europea del Regno Unito. In partenza il Dow Jones perde il 2,31% a 17.597 punti mentre lo Standard & Poor's 500 arretra del 2,37% a 2.063 punti. Il Nasdaq arretra del 2,7% a 4.778 punti.

BREXIT: LA STERLINA E L'EURO

La sterlina, mentre si prefigurava nella notte la vittoria del “leave” (ossia di lasciare Bruxelles) è arrivata a perdere fino al 15% sul dollaro. A livelli che non si vedevano dal 1985.

Ha vacillato fortemente anche l’euro, arrivato in mattinata a poco meno di 1,10 sul dollaro e in calo di circa 4 punti percentuali.

BREXIT:  L'ORO E L'ASIA
In mattinata - mentre l'oro correva - anche le borse asiatiche sono crollate. Pesante tonfo per la borsa di Tokyo dopo il risultato del referendum britannico che ha sancito la Brexit. Il Nikkei, l'indice che raggruppa i primi 225 titoli della piazza asiatica ha chiuso in calo del 7,92% a 14.952 punti.

brexit9BREXIT: LE REAZIONI
Il premier David Cameron ha annunciato che rassegnerà le sue dimissioni
. La Banca d’Inghilterra ha invece dichiarato che saranno prese tutte le misure necessarie per la stabilità. Sembra che potrebbe mettere a disposizione fino a 250 miliardi di sterline di fondi.

Arrivano, intanto le prime reazioni degli analisti. Gli esperti di Standard & Poor’s hanno avvisato che il Regno Unito potrebbe perdere la sua “AAA” mentre gli analisti di Ihs Global Insight hanno tagliato le previsioni di crescita del Pil all'1,5% (dal 2%) per il 2016, 0,2% (dal 2,4%) per il 2017 e 1,3% (dal 2,3%) per il 2018.

Gli esperti di Moody's hanno dichiarato che la Brexit potrebbe avere un impatto sul rating.

Sul tema
il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, ha detto che intendono sollecitare con urgenza le autorità britanniche e dell'Ue ad assicurare una transizione morbida verso nuove relazioni economiche tra l'Unione e il Regno Unito.

BREXIT: LO SPREAD ITALIANO

Il valore del differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco di pari scadenza viaggiava in apertira dei mercati a 167 punti base dopo aver toccato un massimo di 185 punti, 55 in più rispetto alla chiusura di ieri. In avvio il rendimento dei titoli di Stato decennali era pari all'1,5%.

BREXIT: L'INTERVENTO DELLA BANCA NAZIONALE SVIZZERA
La Banca Nazionale Svizzera è già intervenuta sul mercato delle valute per cercare di indebolire il franco svizzero.

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