NAVIGA IL SITO

Il lunedì nero di Piazza Affari: FTSEMib -5,4%!

Ha pesato l’impatto della diffusione del coronavirus al di fuori della Cina, in particolare in Italia e in Corea del Sud. Male i bancari e le società del lusso

di Edoardo Fagnani 24 feb 2020 ore 17:50

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la prima seduta della settimana con ribassi nell’ordine del 4-5%. Piazza Affari ha registrato la peggiore performance nel Vecchio Continente: ha pesato l’impatto della diffusione del coronavirus al di fuori della Cina, in particolare in Italia e in Corea del Sud. Andrea Carzana - gestore azionario Europa di Columbia Threadneedle Investments - ha sottolineato che il crollo di Piazza Affari è dovuto principalmente alla paura, in quanto fino alla settimana scorsa si pensava che il problema coronavirus fosse limitato principalmente alla Cina. "Ora si sta diffondendo il timore che, anche in Italia, alcune imprese possano chiudere e che vengano limitati gli spostamenti di merci e persone per circoscrivere la diffusione dell’infezione", ha sottolineato il gestore. Di conseguenza, secondo Andrea Carzana "questo avrebbe un impatto negativo sull’economia europea, soprattutto in un contesto, come quello attuale, di crescita bassa".

piazza-affari-coronavirusIl FTSEMib ha subito uno scivolone del 5,43% a 23.427 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.255 punti e un massimo di 24.005 punti. Il principale indice di Borsa Italiana aveva già iniziato la seduta in gap down (valore di apertura inferiore al minimo della seduta precedente), fissando un primo valore di 23.919 punti, rispetto al minimo di 24.670 punti di venerdì 21 febbraio. Il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno il 5,5%. Performance peggiori per il FTSE Italia Mid Cap (-5,94%) e per il FTSE Italia Star (-6,11%). Nella seduta del 24 febbraio il controvalore degli scambi è balzato a 5,64 miliardi di euro, rispetto ai 3,65 miliardi di venerdì; sono passate di mano 1.460.193.359 azioni (1.005.316.722 nella seduta di venerdì). Su 442 titoli trattati, 431 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati solo 7; invariate le restanti quattro azioni.

L’euro è salito a 1,085 dollari, mentre il bitcoin si è confermato poco sopra i 9.500 dollari (circa 9.000 euro).

Lo spread Btp-Bund ha toccato i 145 punti.

 

Lunedì nero per i titoli del settore bancario.

UBI Banca ha subito un tonfo del 6,55% a 3,938 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso. Secondo quanto scritto su La Repubblica di domenica 23 febbraio i patti di consultazione di UBI Banca - che fanno capo agli azionisti storici di Bergamo e di Brescia e che contano rispettivamente per l’1,6% e per l’8,37% del capitale della banca - sarebbero orientati a esprimere un giudizio negativo all’offerta pubblica di scambio promossa da IntesaSanpaolo (-5,75% a 2,3765 euro). Di conseguenza, gli azionisti si allineerebbero al giudizio espresso la scorsa settimana dal CAR (il patto di consultazione che raggruppa il 18% del capitale dell’istituto) e porterebbero al 28% la percentuale di capitale di UBI Banca contro l’OPS.

Pioggia di vendite anche sul BancoBPM (-6,64% a 2,222 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in avvio di giornata). Affari&Finanza, l’inserto del lunedì del quotidiano La Repubblica, ha avanzato l’ipotesi di un’aggregazione a tre, tra l’istituto guidato da Giuseppe Castagna, BPER Banca (-5,8% a 3,836 euro) e il Monte dei Paschi di Siena (-11,2% a 1,812 euro). Tuttavia, un’operazione di questo tipo non sarà per nulla facile, in quanto andrebbero superate numerose difficoltà tecniche e diversi adempimenti regolamentari (parere della BCE).

Pesante ribasso per UniCredit (-4,13% a 12,64 euro). La scorsa settimana erano circolate indiscrezioni relative a un possibile addio dell’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier: il manager, che guida la banca italiana dal 2016, potrebbe cedere alle lusinghe del colosso britannico HSBC Holdings. “Un’eventuale uscita di Mustier potrebbe rimettere in discussione anche il piano industriale che prevede 6mila esuberi in Italia”, ha segnalato il quotidiano. Inoltre, un nuovo numero uno potrebbe rivedere la strategia di Mustier, valutando la possibilità di procedere con acquisizioni in Italia. Tuttavia, UniCredit ha precisato che il numero uno, Jean Pierre Mustier, ha confermato che resterà alla guida della banca.

 

In difficoltà le aziende attive nel risparmio gestito.

Azimut Holding è scesa del 7% a 20,72 euro, mentre Banca Generali ha lasciato sul terreno il 6,86% a 29,62 euro.

 

Male anche le società attive nel settore del lusso.

Moncler ha subito uno scivolone del 5,36% a 35,16 euro, mentre Salvatore Ferragamo ha perso l’8,9% a 14,54 euro.

 

Telecom Italia TIM ha terminato la seduta con un calo del 3,97% a 0,513 euro. Secondo quanto scritto su La Repubblica nel week-end, la compagnia telefonica e Vodafone avrebbero firmato un accordo per vendere il 25% del capitale di Inwit (-1,73% a 10,24 euro) a una cordata composta da Ardian, Credìt Agricole Assurances e Canson Capital Partners. Gli acquirenti dovrebbero investire in capitale circa 1,7 miliardi di euro, oltre al debito ancora in fase di finanziamento. Matteo Oddi di Exante ha segnalato che nel corso delle ultime sedute la situazione tecnica Telecom Italia TIM è in netto miglioramento, ma gli sviluppi legati al coronavirus potrebbero mettere sotto pressione la crescita dell’intera economia italiana e globale. "Nello scenario attuale è quindi opportuno attendere un consolidamento sopra quota 0,53 euro prima di aprire nuove posizioni in acquisto", ha precisato l'esperto. Secondo Matteo Oddi la prossima resistenza significativa è posizionata a 0,54 euro. "Una chiusura giornaliera al di sopra di tale livello confermerebbe ulteriormente l’attuale forza del mercato", ha puntualizzato l'esperto, che ha aggiunto "i prossimi target rialzisti sono posizionati a 0,57 euro e 0,59 euro".

 

Juventus FC ha registrato la peggiore performance di giornata al FTSEMib (-11,8% a 1,006 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso). Il titolo del club bianconero non è rimasto immune agli effetti del coronavirus: il big match di campionato con l’Inter, in programma il 1° marzo all’Allianza Stadium, potrebbe essere giocato a porte chiuse. Intanto, il club bianconero ha comunicato i risultati del primo semestre dell’esercizio 2019/2020 (la società chiude il bilancio il 30 giugno) chiuso con ricavi per 322,28 milioni di euro, in contrazione del 2,4% rispetto ai 330,22 milioni ottenuti nei primi sei mesi dell’esercizio precedente. La Juventus FC ha chiuso lo scorso semestre con una perdita netta di 50,26 milioni di euro, rispetto all’utile di 7,46 milioni contabilizzato nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

 

Tra le società a media capitalizzazione spicca lo scivolone di Autogrill, che ha lasciato sul terreno il 12,7% a 7,88 euro.

Tutte le ultime su: piazza affari
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

Guide Lavoro

Chi e per cosa si può utilizzare NoiPA

NoiPA è la piattaforma digitale per la gestione del personale e degli stipendi del settore pubblico.

da

ABCRisparmio

Cosa è e come si usa il cassetto fiscale

Cosa è e come si usa il cassetto fiscale

Il cassetto fiscale è un archivio online tramite il quale ogni contribuente può consultare qualsiasi informazione riguardante la propria posizione fiscale Continua »