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Lunedì nero a Piazza Affari (e poteva andare peggio!)

Seduta disastrosa per Piazza Affari e le borse europee, che proseguono nel trend negativo iniziato la scorsa settimana. Crollano le banche e i petroliferi

di Edoardo Fagnani 24 ago 2015 ore 17:45

Seduta disastrosa per Piazza Affari e le principali borse europee, che proseguono nel trend negativo iniziato la scorsa settimana. Continuano a pesare i timori sulle prospettive dell’economia cinese: nella seduta odierna il mercato azionario asiatico ha lasciato sul terreno l’8,5%. Avvio negativo per Wall Street, trascinata al ribasso dalle società farmaceutiche e dai titoli petroliferi. Anche oggi pioggia di vendite sui bancari; spicca il ribasso del Monte dei Paschi di Siena, più volte sospesa per eccesso di ribasso. Segno meno anche per i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio si è portato sotto i 39 dollari al barile. Anche Fiat Chrysler Automobiles e Telecom Italia si sono adeguate al trend negativo.
Il FTSEMib ha subito un tonfo del 5,96% a 20.450 punti, dopo essere arrivato a perdere anche il 7% a metà pomeriggio. In difficoltà anche il FTSE Italia All Share che è sceso del 5,7% a 22.046 punti. In calo di quasi il 4% il FTSE Italia Mid Cap (-3,98%) e il FTSE Italia Star (-3,84%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi a Piazza Affari è balzato a 5,86 miliardi di euro, rispetto ai 3,67 miliardi di venerdì. Su 350 titoli trattati, 329 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 14. Invariate le restanti sette azioni. 
L’euro ha superato gli 1,16 dollari. L’oro è salito a 1.160 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_rosso_1Anche oggi pioggia di vendite sui bancari.
Pesante calo per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto toscano ha registrato un tonfo del 7,07% a 1,683 euro, in una giornata caratterizzata da diverse sospensioni per eccesso di ribasso.
Male anche IntesaSanpaolo (-6,14% a 2,968 euro) e Unicredit (-6,29% a 5,44 euro).

Segno meno anche per i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio si è portato sotto i 39 dollari al barile. Saipem ed ENI hanno perso rispettivamente il 6,27% a 6,95 euro e il 7,98% a 13,14 euro. Performance peggiore per Tenaris (-9,61% a 9,97 euro).
Enel ha lasciato sul terreno il 6,04% a 3,734 euro. Il colosso elettrico ha comunicato che sono state avviate trattative con Energeticky a prmyslovy holding, società con sede nella Repubblica Ceca, per la vendita della partecipazione di Enel Produzione in Slovensk elektrne, pari al 66% del capitale. Le trattative sono state concesse su base esclusiva.
Enel Green Power ha ceduto il 5,32% a 1,618 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore di domenica la società e F2i starebbero studiando un importante accordo nel settore del fotovoltaico. Il quotidiano ha precisato che “sul tavolo c'è il progetto per creare un soggetto unico, con ambizioni da aggregatore, nel comparto dell'energia solare in Italia”.

Fiat Chrysler Automobiles ha subito uno scivolone del 7,76% a 12,01 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso. Gli analisti del Credit Suisse hanno limato il prezzo obiettivo sulla società guidata da Sergio Marchionne, portandolo da 19,2 euro a 18,9 euro, in seguito alla revisione delle stime finanziarie sul settore automobilistico europeo, come conseguenza alla recente svalutazione dello yuan. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Indicazione positiva da Morgan Stanley che ha ripreso la copertura su Fiat Chrysler Automobiles con un prezzo obiettivo di 16 euro e un giudizio “Overweight” (sovrappesare), sulla base di una valutazione di 9 miliardi di euro della controllata Ferrari. Gli esperti apprezzano l’andamento positivo del gruppo in Europa e in Nord America.

Telecom Italia ha terminato la giornata con un tonfo del 5,34% a 1,064 euro. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera nel week end, Mario Fossati avrebbe venduto l’intera partecipazione detenuta nel capitale della compagnia telefonica. Il finanziere era accreditato di una quota inferiore al 2%.

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