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FTSEMib invariato (ma volatilità elevata)

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di avviare un riesame della strategia di politica monetaria. Giornata di vendite per i bancari. Rally di STM

di Edoardo Fagnani 23 gen 2020 ore 17:48

Giornata nervosa per i maggiori indici di Piazza Affari e per le principali borse europee, dopo le indicazioni dalla riunione della BCE, la prima del 2020. L'istituto centrale europeo ha confermato i tassi di interesse: il saggio di riferimento resta fermo allo zero, mentre il tasso sui depositi è stato confermato allo 0,5%. Inoltre, il Consiglio direttivo ha deciso di avviare un riesame della strategia di politica monetaria della BCE; tuttavia, Christine Lagarde (numero uno della BCE) non ha fornito dettagli sulla questione. Sono scattate le vendite sui titoli del settore bancario al termine della conferenza stampa di Christine Lagarde. Seduta brillante, invece, per STM, in scia alla diffusione dei risultati del 2019 e delle indicazioni per il primo trimestre del 2020.

borsa_milanoIl FTSEMib è rimasto invariato a 23.707 punti, ma ha oscillato tra un minimo di 23.611 punti e un massimo di 23.901 punti. Il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno lo 0,06%. Chiusura negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,5%) e per il FTSE Italia Star (-0,66%). Nella seduta del 23 gennaio 2020 il controvalore degli scambi è salito a 2,52 miliardi di euro, rispetto ai 2,39 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 596.646.603 azioni (687.137.360 nella seduta di mercoledì). Su 426 titoli trattati, 259 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 123; invariate le restanti 44 azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,105 dollari, mentre il bitcoin si è portato sotto gli 8.500 dollari (circa 7.500 euro).

Lo spread Btp-Bund si è attestato a 160 punti.

 

Sono scattate le vendite sui titoli del settore bancari, al termine della conferenza stampa di Christine Lagarde, numero uno della BCE.

Spicca il ribasso subitgo dal BancoBPM (-1,77% a 1,9745 euro).

 

STM ha registrato un balzo del 6,55% a 27 euro, dopo la diffusione dei risultati del quarto trimestre del 2019. La società italofrancese ha terminato il periodo in esame con ricavi per 2,75 miliardi di dollari, in aumento del 4% rispetto ai 2,65 miliardi realizzati negli ultimi tre mesi dell'anno precedente. I ricavi netti del quarto trimestre sono aumentati del 7,9% su base sequenziale, percentuale che si confronta con il 5% indicato dal management in autunno. La marginalità si è attestata al 39,3%, valore che si confronta con il 40% del quarto trimestre del 2018 e il 37,9% del terzo trimestre dello scorso anno. I vertici di STM stimavano una marginalità nell'ordine del 38,2%. Per il trimestre in corso il management prevede ricavi nell’ordine dei 2,36 miliardi di dollari, corrispondenti a una crescita anno su anno del 13,7% e a una flessione del 14,3% rispetto al trimestre precedente. La marginalità dovrebbe collocarsi nell'intorno del 38%. Gli analisti di Banca Akros apprezzano i risultati di STM e hanno deciso di incrementare da 24,5 euro a 26 euro il target price sulla società; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

 

Azimut Holding ha registrato un minimo progresso dello 0,12% a 24,27 euro. Matteo Oddi di Exante ha segnalato che il trend del titolo nel medio e lungo periodo è al momento ampiamente positivo, dopo aver toccato a inizio 2019 il supporto a quota 14 euro, livello da dove è partita un’inversione di tendenza significativa. “Monitorando la dinamica dei prezzi osserviamo come a livello tecnico al momento il titolo Azimut Holding stia completando la seconda gamba del movimento rialzista principale, dopo aver formato un cuneo di consolidamento in area 20 euro con completamento della prima parte del movimento”, ha precisato l’esperto. Matteo Oddi ha segnalato un prossimo livello a 27,75 euro per il titolo, dove si trova anche una vecchia area di resistenza, nel caso di una chiusura di Azimut Holding sopra quota 24,5 euro. “In caso di un’eventuale correzione, sarà comunque possibile ancora entrare long sfruttando i pullback sui supporti fino a quota 20,5 euro, mentre soltanto chiusura settimanale al di sotto dei 20,2 euro decreterebbe uno stop agli acquisti”, ha precisato l’esperto.

 

Male i titoli del settore petrolifero dopo che il prezzo del petrolio a New York è scivolato a 55 dollari al barile.

Spicca il ribasso di Saipem, in flessione del 2,19% a 4,158 euro.

 

Unieuro ha subito una flessione del 7,63% a 13,32 euro. Italian Electronics Holdings ha completato la cessione di 3,5 milioni di azioni ordinarie della società quotata al segmento STAR per un quantitativo pari all’intera partecipazione detenuta, vale a dire circa il 17,6% del capitale di Unieuro. Le azioni sono state vendute a un prezzo unitario di 13,25 euro, per un ammontare complessivo i 46 milioni. Unieuro aveva terminato la seduta del 22 gennaio a 14,42 euro.

 

Tra i titoli dell’AIM Italia spicca il tonfo di Shedir Pharma Group. Il titolo della società - attiva nel campo della nutraceutica e farmaceutica – ha lasciato sul terreno il 26,6% a 4,73 euro. Borsa Italiana ha comunicato che dal 23 gennaio 2020 e fino a successiva comunicazione sulle azioni non sarà consentita l'immissione di ordini senza limite di prezzo (ordini al meglio). La società ha fornito alcune precisazioni in merito agli accertamenti fiscali inerenti la controllata Shedir Pharma per gli anni 2013-2014-2015.

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