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Il FTSEMib chiude con un (minimo) ribasso. Telecom riesce a salire

In tre sedute la compagnia telefonica aveva perso il 15,3%. Unicredit brilla tra i bancari: l’istituto ha fornito l'aggiornamento sulle stime di consensus degli analisti

di Edoardo Fagnani 23 gen 2019 ore 17:51

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con ribassi frazionali, alla vigilia della riunione della BCE, la prima del 2019. Telecom Italia è tornata a salire, dopo la forte correzione subita nelle precedenti tre sedute (-15,3%). Hanno prevalso i rialzo tra i bancari, guidati da Unicredit.

indice-borsaIl FTSEMib ha subito una flessione dello 0,19% a 19.400 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 19.277 punti e un massimo di 19.555 punti. Il FTSE Italia All Share ha ceduto lo 0,11%. Chiusura positiva, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,43%) e il FTSE Italia Star (+0,46%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 1,74 miliardi di euro, rispetto agli 1,72 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 688.758.617 azioni (855.069.208 nella seduta di ieri). Su 392 titoli trattati, 196 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 157; invariate le restanti 39 azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,14 dollari. Lo spread tra Btp e Bund con scadenza a dieci anni si è fermato poco sotto i 260 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Telecom Italia è tornata a salire, dopo la forte correzione subita nelle precedenti tre sedute (-15,3%). Il titolo della compagnia telefonica ha terminato la giornata con un progresso dello 0,54% a 0,4484 euro, dopo aver fissato il nuovo minimo storico a 0,433 euro nei primi minuti di scambi. MF ha calcolato il valore di Telecom Italia dopo gli ultimi ribassi subiti dal titolo. La capitalizzazione delle azioni ordinarie è scesa a circa 6,7 miliardi di euro, un valore inferiore addirittura a quello di una controllata, Tim Brasil, valutata più di 7 miliardi. Banche d’affari anche oggi in azione su Telecom Italia. Barclays ha sforbiciato da 0,47 euro a 0,42 euro il target price sulla compagnia telefonica e ha confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare).

 

Hanno prevalso i rialzi tra i bancari.

Spicca l’ottima performance messa a segno da Unicredit (+1,65% a 10,578 euro). L’istituto ha fornito il consueto aggiornamento sulle stime di consensus degli analisti. Il consensus degli esperti indica per l’intero 2018 un utile netto di 2,86 miliardi di euro, previsione inferiore rispetto alla precedente indicazione di 3,63 miliardi comunicata in autunno. L’utile per azione, quindi, dovrebbe collocarsi a 1,28 euro, rispetto agli 1,63 euro stimati in precedenza. La banca aveva terminato il 2017 con un utile netto adjusted di 3,7 miliardi di euro. Il margine di intermediazione dovrebbe salire da 18,8 miliardi a 19,74 miliardi di euro (19,71 miliardi la precedente stima), mentre il risultato di gestione è indicato a 6,23 miliardi. Rivista l’indicazione di dividendo 2019 (relativo all’esercizio 2018); gli analisti prevedono che la banca possa distribuire una cedola di 0,28 euro.

In rialzo anche UBI Banca (+0,81% a 2,357 euro). Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato il target price sull’istituto, portandolo da 3,4 euro a 3,2 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020. Per lo stesso motivo Kepler Cheuvreux ha tagliato da 4,3 euro a 4 euro il prezzo obiettivo su BPER Banca (-1,47% a 3,009 euro). Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni dei due istituti.

IntesaSanpaolo ha guadagnato lo 0,62% a 2,039 euro. Nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg TV l’amministratore delegato dell’istituto, Carlo Messina, ha puntualizzato che al momento non ci sono spazi per operazioni straordinarie in Italia. Il manager ha confermato le linee guida della politica dei dividendi, che – con riferimento all’esercizio 2018 – prevede la distribuzione di una cedola pari all’85% dell’utile netto realizzato.

 

STM ha recuperato lo 0,16% a 12,495 euro, alla vigilia della diffusione dei risultati del quarto trimestre del 2018. Gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 23 euro a 19,5 euro il target price sulla società italofrancese, in seguito alla revisione delle stime finanziarie per i prossimi trimestri. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Buy” (acquistare).

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