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Borsa Italiana: nel primo vero giorno dei dividendi spiccano i petroliferi

Chiusura sotto la parità per Piazza Affari, su cui ha pesato anche lo stacco di qualche dividendo. Molto bene i petroliferi in scia alle decisioni USA sul petrolio iraniano. Giù Juve e FCA

di Mauro Introzzi 23 apr 2019 ore 17:40

piazza-affari_1Chiusura sotto la parità, non lontano comunque da quanto fatto dagli altri principali mercati del Vecchio Continente, per la seduta di Piazza Affari. Sui principali indici italiani ha pesato, anche, lo stacco di qualche dividendo. Molto bene i petroliferi, da Eni in giù, in scia le decisioni USA sul petrolio iraniano. Deboli i bancari, prosegue la discesa della Juve. In positivo l'apertura di Wall Street.

Così alla campana di fine contrattazioni il FTSEMib ha registrato un calo dello 0,27% a 21.897 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.818 e un massimo di 21.952 punti, mentre l'AllShare è arretrato dello 0,13% a 23.973 punti. In territorio misto MidCap (-0,06%) e Star (+0,33%).

Pochi i volumi trattati, in una dinamica tipica di una giornata "semifestiva" come quella di oggi e presumibilmente domani, strette tra la Pasqua e il 25 aprile (giornata in cui comunque Piazza Affari rimarrà aperta).

 

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A Milano si sono staccati numerosi dividendi, un anticipo si quello che succederà nelle prossime settimane. Sono 7 le società del FTSEMib che sono state chiamate a staccare la propria cedola: Campari (0,05 euro); CNH Industrial (0,18 euro); Ferrari (1,03 euro); Fiat Chrysler Automobiles (0,65 euro); FinecoBank (0,303 euro); Recordati (0,47 euro – saldo); UniCredit (0,27 euro). Tra gli altri titoli da segnalare al MidCap, Banca Mediolanum (0,2 euro – saldo); Piaggio (0,09 euro), allo Standard, Coima RES (0,2 euro – saldo) e all'AIM Italia, Fope (0,35 euro); Italian Wine Brands (0,4 euro); Notoriuos Pictures (0,082 euro).

 

Tra le blue chip del FTSEMIb molto bene il terzetto formato da ENI, Saipem e Tenaris. Le tre società hanno guadagnato rispettivamente il 2,37%, il 2,91% e il 3,49% in scia ai recenti rialzi del prezzo del petrolio, ai massimi da qualche mese a questa parte. Il greggio beneficia della scelta dell'amministrazione statunitense di porre fine alla deroga, iniziata lo scorso mese di novembre, per l’importazione di petrolio iraniano. Il termine è fissato per il prossimo 2 maggio e le nazioni interessate sono 8 (tra cui l'Italia).

 

Il titolo Juventus è rimasto ancora, come succede da qualche seduta a questa parte, sotto le vendite (-5,55%). A nulla è valsa la vittoria, arrivata con largo anticipo sulla fine del campionato, dell'ottavo scudetto consecutivo, sugellata dalla partita con la Fiorentina dello scorso sabato. La delusione dei mercati per l'eliminazione dalla principale competizione europea (che avrebbe garantito altre entrate milionarie al club) condiziona ancora le contrattazioni. Dall'uscita dalla Champions League avvenuta la scorsa settimana l'azione ha perso (dai massimi di 1,72 euro del 15 aprile scorso) più di un quarto del suo valore.

 

Male Fiat Chrysler Automobiles (-4,46%), vittima di numerose vendite all'approssimarsi della fine della seduta.

 

In calo alcuni bancari come BPER Banca (-0,98%) e Banco BPM (-1,78%). Debole IntesaSanpaolo (-0,49%) mentre il calo di Unicredit (-3,29%) è inficiato dallo stacco del dividendo.

 

Poco mossa Prysmian (-0,09%), che ha rinnovato una linea di credito da un miliardo di euro.

 

Trimestrale imminente per STM (-3,43%). Oggi è in programma il consiglio di amministrazione sui conti del primo trimestre 2019. I risultati saranno diffusi domani, 24 aprile 2019.

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