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Piazza Affari chiude sui massimi con l’effetto Draghi

Piazza Affari, che chiude sui massimi di giornata, e le principali borse europee in rialzo nel giorno della riunione della BCE: Quantitative Easing rivisto a dicembre?

di Edoardo Fagnani 22 ott 2015 ore 17:43

Piazza Affari e le principali borse europee in rialzo nel giorno della riunione della BCE. La Banca Centrale Europea non ha modificato la propria politica monetaria, confermando allo 0,05% il tasso di interesse di riferimento. Nel corso della consueta conferenza stampa a commento delle decisioni di politica monetaria, il numero uno della BCE, Mario Draghi, ha dichiarato che la BCE continuerà con gli acquisti di 60 miliardi al mese fino a settembre 2016 o almeno finché l'inflazione non arriverà vicina al 2%. Il banchiere ha precisato che a dicembre potrebbero essere riviste le condizioni sul Quantitative Easing. Inoltre, Draghi ha puntualizzato che la BCE è aperta a tutta la serie di strumenti di politica monetaria che possono essere esaminati.

A Milano, che ha chiuso sui massimi di giornata, si sono mossi sulle montagne russe i bancari, dove spicca lo scivolone della Popolare di Milano. Il Sole24Ore ha fatto il punto della situazione sul risiko che dovrebbe caratterizzare il comparto del credito nei prossimi mesi. In recupero Fiat Chrysler Automobiles e (più ampio) Saras.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

milano_2Il FTSEMib è salito del 2% a 22.617 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha guadagnato l’1,83% a 24.223 punti. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,71%) e il FTSE Italia Star (+0,86%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,5 miliardi di euro, rispetto ai 2,78 miliardi di ieri. Su 336 titoli trattati, 215 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 108. Invariate le restanti 13 azioni.
L’euro è sceso a 1,1158 dollari, dopo le dichiarazioni di Mario Draghi.

Bene i bancari (con qualche eccezione).
Il Sole24Ore ha fatto il punto della situazione sul risiko che dovrebbe caratterizzare il comparto del credito nei prossimi mesi. Secondo il quotidiano finanziario nei giorni scorsi la fusione tra la Popolare di Milano (-3,8%) e la Popolare dell'Emilia Romagna (-0,26%) pareva cosa fatta. Poi la retromarcia della banca emiliana, che ha spinto il gruppo milanese a riconsiderare un'operazione con Banca Carige (+4,25%). Tra i vertici di Milano e Genova sarebbero ricominciati i contatti.
Segno più per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto toscano è salito del 3,14%.  A margine di un'audizione al Senato il numero uno della Consob, Giuseppe Vegas, non ha escluso l’ipotesi di impugnare il bilancio del Monte dei Paschi di Siena nell’ambito dell’indagine sul derivato Alexandria. Tuttavia, Vegas ha precisato che la tempistica sulla questione non sarà breve.
In positivo, ma con segni diversi, sia IntesaSanpaolo (+0,31%) e Unicredit (+1,91%).

Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato l’1,11%
. Dopo il debutto della controllata Ferrari gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 14 euro a 15 euro il target price sul gruppo guidato da Sergio Marchionne, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.
CNH Industrial è salita del 3,39%.
Equita sim ha tagliato da 8.4 euro a 7,4 euro il target price sulla società, in seguito alla riduzione della stima sulla redditività delle attività industriali per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Un piccolo rimbalzo per Saras
, dopo i pesanti ribassi subiti nelle ultime due sedute. Le azioni della società di raffinazione hanno registrato un rialzo del 2,79%.

Telecom Italia è salita del 5,14%
. Mediobanca ha ridotto da 1,68 euro a 1,51 euro il prezzo obiettivo sul colosso telefonico, ipotizzando un peggioramento dello scenario economico in Brasile. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Salvatore Ferragamo ha registrato un progresso del 2,63%.
Gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato da 25 euro a 23 euro il target price sulla società del lusso, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Indicazione simile da Barclays, che ha limato da 29,5 euro a 28 euro il prezzo obiettivo su Salvatore Ferragamo, sull’ipotesi di una crescita inferiore alle attese in America e in Asia. Gli esperti hanno confermato il rating “Equalweight” (neutrale).
Tod’s ha chiuso in rialzo dello 0,53%. Jp Morgan ha tagliato da 80 euro a 78 euro il prezzo obiettivo sulla società. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”.

Beni Stabili SIIQ ha recuperato il 2,23%
. La società ha comunicato che è stato raggiunto un accordo transattivo con Aldo Mazzocco che prevede le dimissioni del manager con effetto a far data dal 21 ottobre 2015 dalle cariche da questi ricoperte quale membro del consiglio di amministrazione e amministratore della società. Mazzocco sarà sostituito da Christophe Kullmann. Dopo il cambio ai vertici dell’azienda, gli analisti di Société Générale hanno limato da 0,8 euro a 0,75 euro il target price su Beni Stabili. Gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere).

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