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Il FTSEMib azzera le perdite sul finale

I mercati azionari sono riusciti ad assorbire senza traumi i gravi attentati terroristici a Bruxelles. Chiusura positiva per Telecom Italia. In altalena il Banco Popolare

di Edoardo Fagnani 22 mar 2016 ore 17:51

Giornata all’insegna dell’incertezza per Borsa Italiana e per le principali piazze europee, in una seduta caratterizzata dalla diffusione di numerosi importanti dati macroeconomici. I mercati azionari sono riusciti ad assorbire senza traumi i gravi attentati terroristici a Bruxelles. Chiusura positiva per Telecom Italia. Tra i bancari spicca la volatilità registrata dal Banco Popolare. Seduta nervosa per le società del lusso.
I principali indici di Borsa Italiana hanno terminato la giornata sulla parità. Il FTSEMib ha registrato un minimo progresso dello 0,01% a 18.699 punti, oscillando tra un minimo di 18.286 punti e un massimo di 18.699 punti. Il FTSE Italia All Share è rimasto invariato. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,07%) e il FTSE Italia Star (+0,36%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è stato pari a 2,19 miliardi di euro, lo stesso ammontare di ieri. Su 330 titoli trattati, 177 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 136. Invariate le restanti 17 azioni.
L’euro è sceso a 1,12 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato7Chiusura positiva per Telecom Italia, dopo il forte rialzo registrato ieri. La compagnia telefonica ha guadagnato lo 0,48% a 1,046 euro. MF ha scritto che per la successione di Marco Patuano, che ieri ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica di amministratore delegato, ci sarebbe in pole position Flavio Cattaneo, attuale numero uno di NTV. Secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario insieme a Cattaneo era stata sondata anche la disponibilità dell'ex numero uno di Deutsche Telekom, René Oberammo, che ha però preferito continuare la sua avventura al private equity Warburg Pincus (dove è managing director).

Spunti importanti tra i bancari.
Segno più per il Banco Popolare (+0,41% a 7,28 euro). Secondo quanto scritto dall’agenzia AdnKronos da Francoforte sarebbe arrivato l'ok della Banca Centrale Europea al piano di fusione tra l’istituto e la Popolare di Milano (+2,97% a 0,7105 euro). L’agenzia ha segnalato che - secondo quanto si apprende da una fonte vicina al dossier - le due banche sarebbero "allineate" alle richieste avanzate da Francoforte per dare il suo benestare all'operazione di aggregazione.
In forte ribasso, invece, il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha subito un ribasso del 2,34% a 0,6045 euro.
Segno meno per Unicredit (-1,12% a 3,692 euro) e IntesaSanpaolo (-0,08% a 2,516 euro).
Anima Holding ha ceduto lo 0,9% a 19,74 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno ridotto da 9,9 euro a 7,8 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia in seguito alla riduzione delle stime sulle masse in gestione e sull’utile per azione per il periodo 2016/2019; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di aggiungere le azioni in portafoglio.

Seduta nervosa per le società del lusso, in seguito agli attacchi terroristici a Bruxelles.
Salvatore Ferragamo ha ceduto il 3,38% a 22,04 euro, mentre Tod's è scesa dello 0,75% a 66,2 euro.
Luxottica è salita dello 0,04% a 48,9 euro. Gli analisti di Bryan Garnier hanno ridotto da 65 euro a 63 euro per azione la valutazione sull’azienda, in seguito alla modifica dei parametri di valutazione della società; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

ENI ha guadagnato lo 0,51% a 13,8 euro. Ancora giudizi dalle banche d’affari sul colosso petrolifero. Gli analisti di Citigroup hanno alzato da 15 euro a 16 euro il target price su ENI, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione della società; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
In rosso Enel Green Power (-0,42% a 1,894 euro). Ieri la società ha comunicato i risultati definitivi del 2015. L’azienda ha terminato lo scorso esercizio con ricavi per 2,99 miliardi di euro, in linea con il giro d'affari realizzato nell’anno precedente. Il margine operativo lordo è stato pari a 1,83 miliardi di euro, in diminuzione del 6% rispetto agli 1,94 miliardi del 2014 principalmente a causa dei maggiori oneri derivanti dalla formalizzazione di alcuni accordi per l’uscita anticipata del personale in Italia (48 milioni di euro), oltre all’incremento dei costi operativi principalmente dovuto all’acquisizione del controllo di 3Sun (29 milioni di euro). Enel Green Power ha chiuso il 2015 con un utile netto di 166 milioni di euro, dimezzando i 359 milioni contabilizzati l'anno precedente. Il consiglio di amministrazione ha rinviato la proposta di distribuzione dell’eventuale dividendo 2016 relativo all’esercizio 2015 a una seduta successiva al delisting delle azioni Enel Green Power.
IREN ha registrato un ribasso dell’1,51% a 1,565 euro. STT Holding, società controllata dal Comune di Parma, ha completato il collocamento sul mercato di 18.500.000 azioni della società, tramite una procedura di Accelerated Bookbuilding. Le azioni, che rappresentano una quota dell'1,4% del capitale, sono state messe collocate a un prezzo unitario di 1,5 euro. Al termine di questa operazione la quota di STT Holding in IREN si è ridotta al 2,6%.

Generali ha ceduto l’1,26% a 13,32 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno limato da 18,8 euro a 18,4 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia assicurativa, in seguito alla revisione delle stime per i prossimi trimestri; tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare). Indicazione simile da Deutsche Bank, che ha sforbiciato da 18 euro a 16 euro il target price su Generali; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

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