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Piazza Affari, scivolone finale. Ora spazio al referendum UK

Chiusura con scivolone finale per il FTSEMib. Gli operatori rimangono concentrati sul referendum legato alla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Occhi sulle banche

di Mauro Introzzi 22 giu 2016 ore 17:50

Chiusura con scivolone finale per il FTSEMib. Piazza Affari è stata una delle borse più caute del Vecchio Continente. Le altre piazze europee hanno mostrato infatti dei rialzi. Gli operatori rimangono concentrati sul referendum legato alla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. La consultazione si terrà domani, 23 giugno, e i risultati arriveranno nella giornata di venerdì 24 giugno.

Così i principali indici di Borsa Italiana hanno registrato una flessione. Il FTSEMib, con uno scivolone sul finale è sceso dello 0,62% a 17.323 punti (minimo di 17.267 punti, massimo di 17.515 punti) mentre il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,52%. In territorio misto FTSE Italia Mid Cap (+0,16%) e il FTSE Italia Star (-0,01%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,6 miliardi di euro, rispetto ai 2 miliardi di ieri. Su 323 titoli trattati, 166 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 142. Invariate le rimanenti 15 azioni.
L’euro si è attestato a 1,128 dollari.

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QUOTAZIONE BLUE CHIP

A Milano protagoniste ancora le banche, sulle montagne russe
. Si sono chiuse oggi le ricapitalizzazioni, entrambe da un miliardo di euro, di Banco Popolare (-0,83%) e Veneto Banca. Secondo la stampa la prima avrebbe registrato quasi il tutto esaurito mentre la seconda non sarebbe andata oltre l’1% di adesioni. Per la banca di Montebelluna si profila l’ingresso nel capitale del Fondo Atlante e la non quotazione a Piazza Affari. Con una nota Quaestio Capital Management SGR ha comunicato che la Banca Centrale Europea l'ha autorizzata all’acquisto di una partecipazione qualificata e in misura eccedente il 50% di Veneto Banca e dei relativi diritti di voto.

Nel frattempo il Banco Popolare ha comunicato di aver ceduto pro-soluto un portafoglio di crediti in sofferenza aventi prevalente natura fondiaria di 33,9 milioni di euro. L’operazione si aggiunge a quella recentemente chiusa con Banca Ifis (+2,28%). Le due operazioni hanno portato complessivamente alla cessione di 185,9 milioni di euro di crediti in sofferenza.

IntesaSanpaolo (+0,65%) ha ceduto a VISA le 15 azioni ordinarie VISA Europe detenute, pari allo 0,49% del relativo capitale sociale. La cessione si è tradotta in una plusvalenza netta di circa 150 milioni di euro per il conto economico consolidato di IntesaSanpaolo nel secondo trimestre del 2016.

Tra i migliori di tutto il mercato UBI Banca (+2,61%). Il prossimo 27 giugno l'istituto lombardo presenterà alla comunità finanziaria il suo piano industriale al 2020. Secondo quanto circola sulla stampa e sulle agenzie il piano potrebbe prevedere la chiusura di 290 filiali (di cui 140 in tempi molto brevi), 2mila dipendenti in uscita volontaria e 700 in entrata. E la creazione di una banca unica entro meno di un anno.

Tra le altre banche da segnalare il -0,94% di Monte dei Paschi di Siena e il +0,52% della Popolare di Milano.

In rialzo dell’1,78% Telecom Italia. Gli analisti di Credit Suisse hanno tagliato da 1,2 a 1 euro il loro target price su Telecom Italia. La raccomandazione dei broker sul gruppo telefonico rimane confermata a “neutrale”.

Tra i titoli a maggior capitalizzazione da segnalare il corposo rialzo di STM (+2,31%).

Focus ancora su RcsMediagroup (+1,24%). Secondo quanto riporta il quotidiano MF potrebbe presto arrivare sul gruppo editoriale il rilancio della cordata composta da Investindustrial e dai soci storici Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai (che assieme già detengono il 22,6% del capitale). L’offerta pubblica d’acquisto potrebbe essere rivista da 0,7 a 0,73/0,75 euro. Sempre in contanti.

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