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Piazza Affari rimbalza: FTSEMib +1,9%

Seduta brillante per STM, dopo la diffusione della trimestrale. Performance positive anche per titoli del settore petrolifero. In altalena, invece, i bancari

di Edoardo Fagnani 22 apr 2020 ore 17:45

mercato-positivo_2I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la seduta con rialzi nell'ordine dell'1-2%, dopo la correzione subità nella giornata precedente.

Il FTSEMib ha messo a segno un progresso dell'1,91% a 16.765 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 16.555 punti e un massimo di 16.770 punti. Pierre Veyret – analista Tecnico di ActivTrades - ha segnalato che l'indice rimane limitato da diversi livelli di resistenza all'interno di una fase di consolidamento con entrambe le medie mobili in calo. "Un ritorno a 16.280 punti - 16.000 punti, la banda inferiore del rettangolo orizzontale, rimane lo scenario tecnico più probabile a breve termine", ha ipotizzato l'esperto. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato l'1,7%. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,7%) e per il FTSE Italia Star (-0,09%). Nella seduta del 22 aprile il controvalore degli scambi è sceso a 1,52 miliardi di euro, rispetto agli 1,7 miliardi di martedì; sono passate di mano 491.116.282 azioni (575.366.976 nella seduta di martedì). Su 419 titoli trattati, 242 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 156; invariate le restanti 21 azioni.

L’euro si è attestato sotto gli 1,085 dollari.

Lo spread Btp-Bund si è ristretto a 255 punti. Intanto, il Tesoro ha collocato il nuovo Btp a 5 anni e la riapertura del Btp a 30 anni per un ammontare complessivo di 16 miliardi di euro; le richieste sarebbero state pari a 110 miliardi di euro.

 

STM ha terminato la giornata con un rialzo dell'8,35% a 21,35 euro. Il gruppo italofrancese ha comunicato i risultati del primo trimestre 2020, chiuso con ricavi per 2,23 miliardi di dollari, in aumento del 7,5% rispetto ai 2,08 miliardi realizzati nello stesso periodo dell'anno precedente. Su base sequenziale (vale a dire in confronto con il periodo ottobre-dicembre 2019) il giro d’affari è sceso del 19%, circa il 5% al di sotto del valore intermedio delle previsioni all’inizio del trimestre. La marginalità si è attestata al 37,9%, valore che si confronta con il 39,4% del primo trimestre del 2019 e il 39,3% del quarto trimestre dello scorso anno. I vertici di STM, hanno precisato che il margine lordo del primo trimestre è stato di 10 punti base inferiore al valore intermedio della guidance della società. Per il trimestre in corso i vertici di STM prevedono un calo del fatturato su base sequenziale nell'ordine del 10,3%, mentre la marginalità dovrebbe collocarsi nell'intorno del 34,6%. Per l'intero 2020 i vertici di STM prevedono ricavi netti in un intervallo compreso tra i gli 8,8 e i 9,5 miliardi di dollari, rispetto ai 9,56 miliardi ottenuti nel 2019. In considerazione delle crescenti turbolenze sociali ed economiche globali causate dall'epidemia da COVID-19, il consiglio di sorveglianza di STM ha proposto una riduzione del dividendo 2020 (relativo all'esercizio 2019) da 0,24 dollari a 0,168 dollari per azione.

 

In territorio positivo i titoli del settore petrolifero, dopo la forte volatilità registrata dal prezzo greggio a New York. Secondo Filippo Diodovich - senior strategist di IG Italia - la scelta dell’OPEC+ di tagliare la produzione di 9,7 milioni di barili nei mesi di maggio e giugno (per poi scendere gradualmente nel corso del 2020 e del 2021) ha dimostrato di essere stata insufficiente per stabilizzare l’equilibrio tra la domanda e l’offerta. "Crediamo che il mercato del petrolio rimarrà sotto pressione nelle prossime settimane con ulteriori cali che potrebbero stabilizzare i prezzi dei contratti future WTI con scadenza a giugno sul livello dei 10-12 dollari al barile", ha precisato l'esperto.

ENI ha guadagnato il 4,87% a 8,348 euro, mentre Saipem è salita del 5,75% a 2,226 euro.

 

In altalena i titoli del settore bancario.

UniCredit ha chiuso in positivo (+1,94% a 6,718 euro). La banca guidata da Jean Pierre Mustier ha annunciato l’anticipo dell’aggiornamento delle assunzioni macro-economiche connesse all’applicazione del calcolo delle rettifiche su crediti secondo il nuovo principio contabile. In particolare, nel primo trimestre del 2020 l'istituto contabilizzerà 0,9 miliardi addizionali di rettifiche su crediti, sull'ipotesi di una riduzione del Pil nel 2020 nell'eurozona pari al 13%, seguito da una ripresa del 10% nell'anno successivo. Intanto, Unicredit ha fornito il consueto aggiornamento sulle stime di consensus degli analisti. Secondo il consensus delle banche d’affari l’istituto guidato da Jean-Pierre Mustier dovrebbe aver chiuso il primo trimestre del 2020 con un margine di intermediazione di 4,47 miliardi di euro (valore mediano), in calo rispetto ai 4,95 miliardi del primo trimestre del 2019. Il risultato di gestione è stimato a 1,97 miliardi di euro (valore che non comprende le svalutazioni sui crediti). UniCredit ha fornito anche le stime degli analisti per l’intero 2020. Il consensus per l’esercizio in corso indica che il margine di intermediazione dovrebbe scendere da 18,84 miliardi a 17,86 miliardi di euro (18,41 miliardi la precedente stima). Il risultato lordo di gestione è stimato a 7,86 miliardi (valore che non comprende le svalutazioni sui crediti).

Performance positiva anche per IntesaSanpaolo (+1,38%). Secondo quanto risulta a MF i vertici della banca sarebbero orientati a confermare la tabella di marcia per l’OPS lanciata su UBI Banca (+3,21%). In particolare, nell'assemblea dei soci di lunedì 27 sarà approvata la proposta di aumento di capitale finalizzata all’operazione. Poi dovrebbero arrivare l'approvazione del prospetto da parte della Consob, nelle prime settimane di giugno, e l'avvio dell'offerta tra la seconda metà del mese e la fine di luglio.

In rosso BPER Banca (-0,14% a 2,14 euro). L’assemblea degli azionisti dell'istituto ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2019 e la proposta di accantonare a riserve dell’intero utile dell’esercizio 2019, pari a 385,44 milioni di euro. In sede straordinaria, l’assemblea dei soci ha approvato, con il 97,11% dei voti espressi corrispondenti al 43,60% del capitale complessivo, la proposta di attribuzione al consiglio di amministrazione della delega, da esercitarsi entro il 31 marzo 2021, ad aumentare il capitale a pagamento, per un importo massimo complessivo di un miliardo di euro. L’aumento si inserisce nell’accordo sottoscritto tra BPER Banca e IntesaSanpaolo, avente ad oggetto l’acquisizione di un ramo d’azienda costituito da filiali bancarie nonché da eventuali ulteriori attività, passività e rapporti giuridici, subordinatamente al buon esito dell’offerta pubblica di scambio promossa da Intesa Sanpaolo sull’intero capitale sociale di UBI Banca. BPER Banca prevede che l’aumento di capitale possa avere esecuzione nel corso del secondo semestre 2020. Nel corso dell’assemblea, l’amministratore delegato di BPER Banca, Alessandro Vandelli, ha anticipato che l’ammontare finale dell’aumento di capitale possa collocarsi tra i 550 e i 600 milioni di euro.

Spicca il balzo di FinecoBank (+7,3% a 8,758 euro). Gli analisti di Equita sim hanno incrementato il prezzo obiettivo sulla compagnia, portandolo da 10 euro a 11 euro; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto del titolo, in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica n rialzo di circa il 30% rispetto all’attuale quotazione di FinecoBank. Kepler Cheuvreux ha incrementato da 9,7 euro a 10,5 euro il target price sulla compagnia, in seguito al miglioramento della stima sulla redditività per l’esercizio in corso; gli esperti hanno confermato il rating “Buy” (acquistare).

 

Leonardo ha terminato la giornata con un calo del 3,87% a 5,96 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso. Gli analisti di Mediobanca hanno limato da 11 euro 10,5 euro il target price sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per il 2020; tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato), in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica ancora un rialzo del 75% rispetto all’attuale quotazione del titolo.

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