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Bancari e Telecom fanno salire il FTSEMib

Ottima giornata per la compagnia telefonica, dopo l’annuncio delle dimissioni dell'amministratore delegato, Marco Patuano. Spiccano i rialzi del Banco Popolare e di BPM

di Edoardo Fagnani 21 mar 2016 ore 17:49

Borsa Italiana e le principali piazze europee senza direzione nella prima seduta della settimana. L’agenzia DBRS ha confermato il rating sul debito sovrano dell’Italia, fissato ad “A” (low). Il giudizio conferma l’Italia tra gli emittenti non speculativi. Ottima giornata per Telecom Italia, dopo l’annuncio delle dimissioni dell'amministratore delegato, Marco Patuano. Tra i bancari spiccano i rialzi messi a segno dal Banco Popolare e dalla Popolare di Milano.
I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato rialzi di poco inferiori al mezzo punto percentuale. Il FTSEMib ha messo a segno un progresso dello 0,46% a 18.697 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18.482 punti e un massimo di 18.880 punti. Il FTSE Italia All Share è salito dello 0,4%. Segno meno, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,03%) e il FTSE Italia Star (-0,53%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,19 miliardi di euro, rispetto ai 3,64 miliardi di venerdì. Su 330 titoli trattati, 163 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 149. Invariate le rimanenti 18 azioni.
L’euro è sceso a 1,125 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato4_4Telecom Italia ha registrato un progresso del 3,07% a 1,041 euro. La società telefonica ha comunicato che l'amministratore delegato, Marco Patuano, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica ricoperta, L’efficacia delle dimissioni è subordinata all'approvazione da parte dei competenti organi sociali dei relativi termini e condizioni. Marco Patuano si qualifica come amministratore esecutivo non indipendente; alla data odierna, il manager possiede 70.000 azioni ordinarie e 30.000 azioni di risparmio Telecom Italia.

Riflettori accesi sui bancari.
Andamento decisamente positivo per il Banco Popolare (+5,92% a 7,25 euro). L’assemblea degli azionisti dell’istituto ha approvato il bilancio dell’esercizio 2015, chiuso con un utile netto di 186,9 milioni di euro, e la distribuzione di un dividendo di 0,15 euro per azione; la cedola sarà staccata il 18 aprile. L’istituto può contare su un Common Equty Tier 1 del 13,2%; sulla base delle regole che saranno a regime al termine del periodo transitorio (Basilea 3 fully phased) la banca può contare su un Common Equity Tier 1 pari al 12,4%, 284 punti base in più rispetto alla soglia minima del 9,55% stabilita dalla BCE. Al termine dell’assemblea degli azionisti l’amministratore delegato del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, ha ribadito la solidità patrimoniale dell’istituto, ma ha precisato che non esclude la possibilità di procedere con un aumento di capitale, nel caso in cui si concretizzasse la fusione con la Popolare di Milano (+3,37% a 0,69 euro). In questo modo la banca verrebbe incontro alle richieste della BCE. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 18 marzo Marshall Wace ha ridotto lo “short” sul Banco Popolare, portandolo dallo 0,67% allo 0,34%.
La Popolare dell’Emilia Romagna ha guadagnato lo 0,89% a 4,764 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 17 marzo Norges Bank ha incrementato la partecipazione detenuta nell’istituto, portandola dal 2,052% al 2,062% del capitale.
UBI Banca è salita del 2,09% a 3,916 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 18 marzo Marshall Wace ha ridotto lo “short” sull’istituto, portandolo dall’1,16% all’1,02%.
Molto bene anche il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha guadagnato il 3,95% a 0,619 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 18 marzo AQR Capital Management ha ridotto la posizione corta sulla banca senese portandola dallo 0,53% allo 0,49%.
In rialzo di oltre un punto percentuale Unicredit (+1,3% a 3,734 euro) e IntesaSanpaolo (+1,04% a 2,518 euro).
Anima Holding ha perso lo 0,76% a 6,49 euro. Dopo la diffusione dei risultati del 2015 gli analisti di UBS hanno alzato da 6,6 euro a 6,8 euro il target price sulla compagnia, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2016/2018. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

ENI invariata a 13,73 euro. Non si sono fatte attendere le nuove indicazioni degli analisti dopo la diffusione dei target del piano industriale per il 2016/2019. Gli analisti di Goldman Sachs hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sul Cane a sei zampe, portandolo da 15,6 euro a 16 euro, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Per lo stesso motivo Société Générale ha incrementato il prezzo obiettivo su ENI, ora fissato a 15,5 euro. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Gli analisti di Equita hanno apprezzato il nuovo piano industriale di ENI e hanno alzato da 14,5 euro a 15 euro il target price; gli esperti hanno ribadito il giudizio “Buy” (acquistare). Promozione completa da RBC Capital, che ha aumentato da 14,5 euro a 16 euro il prezzo obiettivo, migliorando il giudizio ad “Outperform” (farà meglio del mercato).

Fiat Chrysler Automobiles è scesa dello 0,42% a 7,09 euro. L’agenzia S&P ha migliorato di un livello il rating sul debito a lungo termine della società guidata da Sergio Marchionne, portandolo da “BB-” a “BB”. Tuttavia, il giudizio classifica la società automobilistica tra gli emittenti speculativi. La decisione arriva dopo che il gruppo ha ottenuto la possibilità di avere accesso alla liquidità di FCA US. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri restano “stabili”.

Generali ha perso l’1,17% a 13,49 euro. Dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2015 gli analisti di Equita sim hanno tagliato da 19 euro a 16,2 euro il target price sulla compagnia assicurativa, in seguito al peggioramento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2016/2018; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

EXOR è balzata del 3,77% a 31,91 euro. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 28 euro a 34 euro il target price su EXOR, in seguito alla revisione della valutazione delle attività in portafoglio; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Al contrario, UBS ha tagliato da 44 euro a 33,5 euro il target price su EXOR, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione della compagnia; gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”.

STM ha ceduto il 2,7% a 4,982 euro. Oggi la società italofrancese ha staccato la quarta tranche del dividendo 2015 per un ammontare di 0,1 dollari.

 

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