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Piazza Affari in forte calo: FTSEMIB -2,6%

Male i titoli del settore petrolifero: ENI ha registrato un tonfo di oltre il 4%. Forti vendite anche sui bancari. Telecom Italia TIM tra i peggiori di giornata

di Edoardo Fagnani 21 dic 2020 ore 17:47

borsa-rossoI maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno iniziato la settimana con ribassi compresi tra il 2% e il 3%. Pierre Veyret – analista tecnico di ActivTrades - ha sottolineato che i mercati azionari sono penalizzati da nuovi timori sul coronavirus dopo che un nuovo ceppo di SarsCoV-2 è stato scoperto nel sud dell'Inghilterra. L'esperto ha evidenziato che la scoperta di questa nuova variante - molto più contagiosa della precedente - ha avuto un impatto negativo immediato sugli asset più rischiosi e ha offuscato l’ottimismo sulla distribuzione dei vaccini e sul pacchetto di stimolo negli Stati Uniti. "Questo trend potrebbe persistere sino a quando ci saranno prove che i vaccini sono efficaci anche contro questa variante", ha ipotizzato Pierre Veyret. Gli analisti di Eurizon ritengono che i mercati azionari siano interessanti in ottica di medio termine, considerando la probabile ripresa degli utili nel 2021, a fronte di rendimenti praticamente nulli dalle obbligazioni. Tuttavia, su un orizzonte temporale più breve gli esperti ritengono che "il forte recupero dai minimi di marzo 2020 e un contesto di volatilità ancora piuttosto elevata, potrebbero rallentare il movimento verso l’alto".

Il FTSEMib ha perso il 2,57% a 21.411 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.087 punti e un massimo di 21.634 punti. Il FTSE Italia All Share ha subito una flessione del 2,45%. In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-1,03%) e il FTSE Italia Star (-1,05%). Nella seduta dl 21 dicembre 2020 il controvalore degli scambi è sceso a 2,92 miliardi di euro, rispetto ai 3,35 miliardi di venerdì; sono passate di mano 971.145.918 azioni (886.304.267 nella seduta di venerdì). Su 445 titoli trattati, 350 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 74; invariate le restanti 21 azioni.

L’euro è rimasto oltre gli 1,22 dollari, mentre il bitcoin è tornato sopra i 23.000 dollari (circa 19.000 euro), dopo aver superato i 24mila dollari in mattinata. Lo spread Btp-Bund si è confermato oltre i 115 punti.

 

Affondano i titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del greggio (future con scadenza a gennaio 2021) è sceso a 47 dollari al barile, dopo essere arrivato fino a 46 dollari.

ENI ha registrato un calo del 4,37% a 8,244 euro dopo uno stop per eccesso di ribasso. Il colosso petrolifero ha siglato un contratto di concessione per l'acquisizione di una quota del 70% nel blocco esplorativo 3, situato nell'Emirato di Abu Dhabi. ENI sarà alla guida di un consorzio che include una controllata della società tailandese PTT Exploration and Production Public Company Limited (PTTEP), con il restante 30% del capitale.

Male anche Saipem (-3,93%) e Tenaris (-2,62%).

 

Forti vendite anche sui bancari.

Ha fatto eccezione il Creval (+0,31% a 11,586 euro). Il valore delle azioni dell’istituto si mantiene oltre il prezzo dell’OPA lanciata da Crédit Agricole Italia (10,5 euro per azione). Nel corso di un’intervista rilasciata al Il Sole24Ore Massimo Trabattoni, numero uno dell’Italian Equity di Kairos (azionista dell’istituto con una quota complessiva di circa il 3% del capitale), ha dichiarato che non aderirà all’offerta, valutandola “non adeguata”. Il quotidiano finanziario ha precisato che la società di gestione, oltre a partecipare direttamente nel capitale del Creval ha “un mandato di gestione per conto di un fondo pensione internazionale”.

Pessima giornata per IntesaSanpaolo (-3,49% a 1,8676 euro). Lo scorso fine settimana l’istituto guidato da Carlo Messina e la neo controllata UBI Banca hanno ceduto crediti in sofferenza per un ammontare rispettivamente di 4,3 miliardi di euro e di 800 milioni di euro. Le due operazioni rispettano i requisiti normativi per il rilascio della garanzia GACS.

In difficoltà anche BPER Banca (-4,03%) e UniCredit (-3,91%).

 

Anima Holding ha ceduto l'1,02% a 3,866 euro. La compagnia ha comunicato che, sulla base dei dati previsionali, l’utile netto atteso per il ì 2020 è previsto almeno in linea con i 145,8 milioni di euro contabilizzati nell'esercizio precedente. Intanto, nel corso di un’intervista rilasciata al Il Sole24Ore, l'amministratore delegato di Anima Holding, Alessandro Melzi d’Eril, ha confermato che anche nel 2021 la compagnia distribuirà in dividendi il 50% dell'utile netto relativo all'esercizio 2020.

 

Telecom Italia TIM ha subito una flessione del 3,74% a 0,3652 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in avvio di giornata.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha lasciato sul terreno l'1,91% a 14,25 euro. La Commissione Europea per la concorrenza ha dato il via libera condizionato al progetto di integrazione con PSA, operazione che darà vita al nuovo soggetto Stellantis, il quarto maggiore produttore di automobili al mondo.

 

Al MidCap spicca il ribasso di Autogrill (-3,13% a 5,255 euro), penalizzata dalla decisione di fermare i voli provenienti dalla Gran Bretagna.

In controtendenza ERG, in rialzo del 4,67% a 21,98 euro. Il titolo della società energetica ha beneficiato della promozione di Banca Akros: gli analisti hanno alzato da 21,5 euro 23,5 euro il target price su ERG e ora consigliano di accumulare le azioni in portafoglio, in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica un rialzo di oltre il 10% rispetto al valore di chiusura di venerdì 18 dicembre (21 euro).

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