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FTSEMib negativo. Scendono Unicredit ed ENI

Piazza Affari e le borse europee hanno chiuso l’ultima seduta della settimana con variazioni frazionali. Telecom ha registrato un rialzo superiore al punto percentuale

di Edoardo Fagnani 20 nov 2015 ore 17:44

Piazza Affari e le principali borse europee hanno chiuso l’ultima seduta della settimana con variazioni frazionali. Secondo Jeffrey Taylor, responsabile del team azionario europeo di Invesco, ci sarebbero interessanti opportunità di investimento in Europa e in Italia. In particolare, con riferimento al mercato azionario italiano, l’esperto “guarda con interesse ai titoli che possono intercettare le potenzialità della domanda domestica e che rispondono al requisito di incrociare le strade della ripresa dei consumi nazionali, comprese le grandi banche”. Giornata nervosa per i bancari: spicca il calo subito da Unicredit. Vendite anche su ENI, mentre Telecom Italia ha registrato un rialzo superiore al punto percentuale.
Il FTSEMib ha ceduto lo 0,23% a 22.140 punti, terminando la settimana con un rialzo dell’1,36%. In rosso anche il FTSE Italia All Share che ha perso lo 0,2% a 23.876 punti. Rialzi minimi per il FTSE Italia Mid Cap (+0,15%) e il FTSE Italia Star (+0,06%). Oggi sono scaduti i contratti di opzione sulle azioni e sugli indici con termine a novembre; il valore di regolamento del FTSEMib è stato fissato a 22.221 punti. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,59 miliardi di euro, rispetto ai 2,44 miliardi di ieri. Su 331 titoli trattati, 138 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 172. Invariate le restanti 21 azioni.
L’euro è scivolato sotto gli 1,065 dollari. L’oro è sceso a 1.080 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

milano_3Giornata nervosa per i bancari.
Chiusura negativa per Unicredit (-2,08% a 5,41 euro). Gli analisti di Barclays hanno tagliato da 6,3 euro a 5 euro il prezzo obiettivo sull’istituto guidato da Federico Ghizzoni, stimando un deficit di capitale di 7 miliardi di euro; gli esperti hanno anche peggiorato da “Equalweight” (neutrale) ad “Underweight” (sottopesare) il rating.
Il Monte dei Paschi di Siena ha terminato la giornata con un frazionale ribasso. L’istituto toscano ha ceduto lo 0,55% a 1,45 euro. Ieri il Monte dei Paschi di Siena ha lanciato un bond garantito decennale per un ammontare di un miliardo di euro. Il titolo ha ottenuto richieste per 1,6 miliardi di euro. L’obbligazione prevede una cedola annuale pari al 2%. Tenuto conto del prezzo di riofferta “sotto la pari”, fissato in 99,973%, il rendimento a scadenza risulta del 2,128% annuo, pari a 127 punti base oltre il tasso mid swap di riferimento.
UBI Banca ha perso l’1% a 6,41 euro. Gli analisti di Berenberg hanno limato le stime sull’istituto per i prossimi esercizi, in seguito all’andamento debole dei ricavi. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 5,3 euro e l’indicazione di vendita delle azioni.

ENI ha terminato la giornata con un ribasso dello 0,74% a 14,82 euro. Il colosso petrolifero ha perfezionato la cessione, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding, di 33.124.670 azioni ordinarie di Galp Energia. Le azioni corrispondono all’intera partecipazione detenuta dal Cane a sei zampe e pari a circa il 4% del capitale della società portoghese. I titoli sono stati venduti a un prezzo unitario di 9,81 euro, determinando un incasso di circa 325 milioni di euro per il colosso petrolifero italiano.
Performance positiva per Enel Green Power (+0,72% a 1,966 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 16 novembre Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti della società energetica. L’istituto norvegese è accreditato del 2,001% del capitale di Enel Green Power.
A2A ha registrato una flessione dell’1,45% a 1,291 euro. Secondo quanto scritto su alcuni quotidiani potrebbe essere a rischio il progetto di integrazione con Linea Group. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 17 novembre Norges Bank ha incrementato la partecipazione detenuta in A2A. La quota detenuta dall’istituto norvegese nella società lombarda è salita dal 2,022% al 2,094%.

Telecom Italia ha guadagnato l’1,72% a 1,182 euro. Il Sole24Ore ha scritto che i fondi comuni di investimento azionisti del colosso telefonico italiano si sono messi di traverso frenando la marcia di avvicinamento di Vivendi al consiglio di Telecom Italia. Nel dettaglio, ieri il comitato dei gestori di Assogestioni ha inviato una lettera al presidente Giuseppe Recchi per manifestare perplessità sugli effetti che produrrebbe sulla governance l’allargamento del consiglio chiesto dai francesi e preoccupazione per l’ingresso di quattro rappresentanti di Vivendi.

In forte rialzo Geox (+3,42% a 3,93 euro). La società ha siglato un accordo di distribuzione con il Gruppo Pou Sheng International, quotato alla Borsa di Hong Kong, una delle società leader in Cina nella distribuzione di prodotti lifestyle e sportivi. L’accordo prevede la distribuzione in esclusiva delle collezioni Geox adulto sul mercato cinese e l’apertura di 350 nuovi negozi, nei primi 5 anni, sia monomarca che Shop in Shop nei più importanti shopping mall e department store locali.

Moleskine ha subito uno scivolone del 7,32% a 1,696 euro. Appunti (in liquidazione volontaria) e Pentavest hanno concluso la cessione, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding, di 15.000.000 azioni ordinarie, pari al 7,07% del capitale della società quotata al segmento STAR. L’offerta si è chiusa ad un prezzo finale pari a 1,7 per azione, valore che si confronta con gli 1,83 euro della chiusura di ieri. Il corrispettivo complessivo dell’offerta è risultato pari a 25,5 milioni di euro.

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