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Il FTSEMib ha perso il 2,7% (per colpa dei dividendi)

Gli analisti hanno calcolato che l'impatto iniziale sul principale paniere di Borsa Italiana è stato di oltre 500 punti. STM maglia nera al FTSEMib

di Edoardo Fagnani 20 mag 2019 ore 17:52

Avvio di settimana decisamente negativo per il FTSEMib a Piazza Affari. L’indice è stato penalizzato dallo stacco dei dividendi: ben 21 società (più della metà dei titoli del listino) hanno distribuito la cedola. Gli analisti hanno calcolato che l'impatto iniziale sul principale paniere di Borsa Italiana è stato di oltre 500 punti, pari a circa il 2,5% del valore dell'indice. Secondo Antonio Cesarano - Chief Global Strategist di Intermonte SIM - nelle prossime settimane potrebbe continuare il clima di prudenza con tendenziale risk off, in attesa dalla riunione del G20 del 28/29 giugno. "Attenzione in questo caso soprattutto alla citata dinamica di Treasury e petrolio, in modo particolare agli inizi di giugno. Un’eventuale accelerazione del calo del greggio potrebbe aprire le porte a prese di profitto più marcate sui listini azionari", ha precisato l'esperto.

borsa-negativaIl FTSEMib ha lasciato sul terreno il 2,68% a 20.540 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 20.486 punti e un massimo di 20.909 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso il 2,58%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-2,01%) e il FTSE Italia Star (-1.4%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,48 miliardi di euro, rispetto ai 2,64 miliardi di venerdì; sono passate di mano 726.866.973 azioni (661.403.350 nella seduta di ieri). Su 395 titoli trattati, 260 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 109; invariate le restanti 26 azioni.

L’euro ha oscillato tra gli 1,115 e gli 1,12 dollari, mentre il bitcoin è rimbalzato a 8.000 dollari (oltre 7.000 euro).

Lo spread tra Btp e Bund ha toccato i 280 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Focus sui bancari. Affari&Finanza, l'inserto del lunedì del quotidiano ha segnalato che nel 2018 si sono registrate transazioni su non performing loans per 70 miliardi di euro, con sofferenze nette che si sono attestate a 31,8 miliardi di euro, meno del 2% del totale dei prestiti.

IntesaSanpaolo ha terminato la giornata con uno scivolone dell’8,87% a 1,978 euro. Sul titolo dell’istituto guidato da Carlo Messina ha pesato lo stacco del dividendo, pari a 0,197 euro per azione. Intanto, dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti emerge che lo scorso 13 maggio 2019 Jp Morgan Chase è salita al 3,268% del capitale di IntesaSanpaolo.

Lo stacco del dividendo ha pesato anche sulle performance di BPER Banca (-6,04% a 3,721 euro) e di UBI Banca (-4,41% a 2,447 euro).

Il BancoBPM ha lasciato sul terreno oltre un punto percentuale (-1,1% a 1,7075 euro). Gli analisti di HSBC hanno tagliato da 2,1 euro a 2 euro il target price sull’istituto.

Performance peggiore per UniCredit (-2,15% a 10,374 euro).

 

STM maglia nera al FTSEMib (-9,15% a 14,15 euro). Il titolo del gruppo italofrancese si allinea al trend negativo del comparto, dopo che i colossi statunitensi hanno aderito al diktat imposto da Donald Trump, tagliando le forniture al colosso cinese Huawei. Secondo gli operatori anche i gruppi europei (compresa STM) potrebbero adeguarsi a questa linea.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha ceduto lo 0,88% a 11,962 euro. Oggi il gruppo automobilistico ha staccato un dividendo straordinario di 1,3 euro per azione. Di conseguenza, Borsa Italiana ha rettificato il prezzo delle azioni: il prezzo di chiusura di venerdì 17 maggio, pari a 13,368 euro, è stato rivisto a 12,068 euro.

 

Telecom Italia è scesa dell’1,17% a 0,4578 euro. Il colosso telefonico ha approvato i risultati del primo trimestre del 2019. Il consensus degli analisti indica ricavi in calo del 4,3% a 4,49 miliardi di euro e un EBITDA reported in flessione del 2,4% a 1,75 miliardi. A fine marzo 2019 l’indebitamento netto adjusted è indicato a 25,44 miliardi di euro, rispetto ai 25,27 miliardi di inizio anno.

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