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Il FTSEMib chiude in rosso: pesa il dividendo di Enel

I maggiori indici di Piazza Affari e le borse europee hanno iniziato la settimana con variazioni frazionali. Anche Snam ha staccato l’acconto sul dividendi. Wall Street chiusa

di Edoardo Fagnani 20 gen 2020 ore 17:45

I maggiori indici di Piazza Affari e le principali borse europee hanno iniziato la settimana con variazioni frazionali. In particolare, il FTSEMib ha terminato la seduta del 20 gennaio in territorio negativo, penalizzato (anche se marginalmente) dallo stacco dell’acconto del dividendo di Enel e Snam. Oggi Wall Street è rimasta chiusa in occasione della ricorrenza del Martin Luther King Jr. Day.

mercato-rossoIl FTSEMib ha registrato un frazionale ribasso dello 0,57% a 24.002 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.973 punti e un massimo di 24.085 punti. Pierre Veyret – analista tecnico di ActivTrade – ha segnalato un supporto significativo a 23.900 punti per il principali indice di Borsa Italiana. Il FTSE Italia All Share ha subito un calo dello 0,44%. Performance positive, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,43%) e per il FTSE Italia Star (+0,7%). Nella seduta del 20 gennaio il controvalore degli scambi è sceso a 1,53 miliardi di euro, rispetto ai 2,11 miliardi di venerdì; sono passate di mano 502.176.239 azioni (633.561.807 nella seduta di ieri). Su 423 titoli trattati, 203 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 192; invariate le restanti 28 azioni.

L’euro si è attestato sotto gli 1,11 dollari, mentre il bitcoin si è avvicinato agli 8.500 dollari (poco meno di 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund ha oscillato tra i 160 e i 165 punti.

 

Giornata negativa (come nelle attese) per Enel (-1,24% a 7,629 euro), dopo il forte rialzo messo a segno da inizio anno; nelle prime dodici sedute del 2020 le azioni del colosso elettrico hanno guadagnato oltre il 9%. Il ribasso del titolo è dovuto all’acconto sul dividendo 2020 (relativo all’esercizio 2019) per un ammontare di 0,16 euro per azione. Il prezzo di chiusura di venerdì 17 gennaio, pari a 7,725 euro, corrisponde a 7,565 euro, depurato della cedola staccata il 20 gennaio.

Anche Snam (-2,16% a 4,853 euro) ha staccato l’acconto sul dividendo 2020. La società ha distribuito una cedola di 0,095 euro per azione.  Il prezzo di chiusura di Snam di venerdì 17 gennaio, pari a 4,96 euro, corrisponde a 4,865 euro, depurato della cedola staccata il 20 gennaio.

 

Vendite sui titoli del settore bancario.

UniCredit ha registrato una flessione dell’1,75% a 12,92 euro.

Variazione simile per UBI Banca (-1,73% a 2,902 euro).

 

Saipem ha terminato la giornata con un progresso dello 0,64% a 4,432 euro. Milano Finanza ha riportato l'intervista rilasciata dall'amministratore delegato della società, Stefano Cao. Il manager ha precisato che per l'anno appena iniziato Saipem si focalizzerà su redditività e ritorno sul capitale. Inoltre la riduzione del debito, "che è stato un elemento qualificante di questi anni, continuerà ad avere un peso molto importante". Sulla possibilità di tornare a distribuire un dividendo Cao ha dichiarato che "dal punto di vista numerico si cominciano a vedere le condizioni affinché questo possa avvenire".

 

Atlantia ha registrato un rialzo dello 0,97% a 20,84 euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa il management della società avrebbe dato la disponibilità a rivedere i termini della concessione a favore della controllata Autostrade per l’Italia.

 

Performance positiva per Pirelli (+1,7% a 5,156 euro). Secondo alcune indiscrezioni di stampa la società starebbe valutando un progetto di integrazione con il concorrente finlandese Nokian; tuttavia, i vertici di quest’ultima avrebbero già smentito queste voci.

 

Al segmento STAR è tornata a correre Mondo TV. Il titolo ha terminato la giornata con un balzo del 14,01% a 2,434 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo.

 

Buon rialzo per Tiscali (+2,42% a 0,0127 euro). Nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia Reuters l’amministratore delegato dell’azienda, Renato Soru, ha dichiarato che, dopo l’approvazione del bilancio del 2019, in agenda il 28 febbraio, la società aggiornerà il piano industriale. Il manager ha anticipato che l’obiettivo di medio termine sarà quello di portare la marginalità (Ebitda/ricavi) al 25%. Nel primo semestre del 2019 Tiscali ha contabilizzato un margine operativo lordo di 14,9 milioni di euro, in rapporto a un fatturato di 70,2 milioni di euro; tuttavia, il dato comprendeva poste non ricorrenti per 12,9 milioni.

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