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Piazza Affari maglia nera in Europa. Banche sulle montagne russe

Segno meno per UBI Banca e MPS. Da segnalare il forte ribasso subito da Atlantia. In deciso rialzo, invece, Tenaris, dopo la diffusione dei dati di bilancio del 2019.

di Edoardo Fagnani 20 feb 2020 ore 17:51

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la giornata in territorio negativo. Piazza Affari ha registrato la peggiore performance nel Vecchio Continente. Sono scattate le prese di beneficio sui titoli del settore bancario, in una seduta caratterizzata da forte volatilità. Da segnalare il forte ribasso subito da Atlantia. In deciso rialzo, invece, Tenaris, dopo la diffusione dei dati di bilancio del 2019.

milano-negativaIl FTSEMib ha lasciato sul terreno l’1,56% a 25.080 punti, il minimo di giornata (massimo di 25.420 punti). Il FTSE Italia All Share ha perso l’1,52%. In calo di oltre un punto percentuale anche il FTSE Italia Mid Cap (-1,22%) e il FTSE Italia Star (-1,03%). Nella seduta del 20 febbraio il controvalore degli scambi è salito a 3,05 miliardi di euro, rispetto ai 3,02 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 1.039.798.611 azioni (749.675.663 nella seduta di mercoledì). Su 424 titoli trattati, 254 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 166; invariate le restanti quattro azioni.

L’euro ha oscillato intorno agli 1,08 dollari, mentre il bitcoin è sceso a 9.500 dollari (meno di 9.000 euro).

Lo spread Btp-Bund si è attestato a 136 punti.

 

A Piazza Affari sono scattate le prese di beneficio sui titoli del settore bancario.

UBI Banca ha subito una flessione del 2,15% a 4,23 euro. Il numero uno dell’istituto, Victor Massiah, ha scritto ai dipendenti, indicando che l’iter di valutazione dell'offerta di IntesaSanpaolo (-2,05% a 2,55 euro) sarà "lungo e complesso, con un esito non scontato". Parallelamente il CAR, il patto di consultazione che raggruppa il 18% del capitale di UBI Banca, ha bollato come “inaccettabile” l’offerta promossa da IntesaSanpaolo. Secondo i soci, l’OPS, così come progettata, deve definirsi “ostile” e non in linea con i valori dell’istituto. I rappresentanti del CAR non escludono la possibilità di incrementare la quota di capitale di UBI Banca aggregata nel patto. Intanto, l’agenzia S&P ha messo sotto osservazione il rating sulla solidità patrimoniale di UBI Banca e non esclude un possibile miglioramento nei prossimi trimestri. Attualmente il rating sull’istituto è “BBB-”, che classifica la banca tra gli emittenti non speculativi.

Il Monte dei Paschi di Siena ha ceduto il 3,89% a 2,028 euro, in una seduta caratterizzata da forte volatilità: il titolo ha oscillato tra un minimo di 2,02 euro e un massimo di 2,24 euro. MF ha scritto che il Tesoro sarebbe rimasto spiazzato dall'OPS promossa da IntesaSanpaolo su UBI Banca e vorrebbe quindi accelerare sulla definizione del futuro dell'istituto senese. Il quotidiano finanziario ha puntualizzato che "il dossier della banca senese non potrà entrare nel vivo prima che l'Europa abbia dato il suo via libera al piano messo a punto dal Tesoro per ripulire i bilanci di Mps dai crediti a rischio".

Vendite anche su UniCredit (-2,93% a 13,718 euro).

Seduta positiva, invece, per BPER Banca (+1,62% a 4,194 euro).

 

Azimut Holding ha terminato la giornata con un ribasso del 2,19% a 23,66 euro. La compagnia ha comunicato che Timone Fiduciaria (in esecuzione del mandato ricevuto da 1206 partecipanti al Patto) ha concluso la cessione di una quota delle azioni sindacate, per un ammontare di 2.550.000 azioni ordinarie della compagnia, rappresentanti circa il 1,78% del capitale. Le azioni sono state vendute a un prezzo unitario di 23,7 euro, rispetto ai 24,19 euro della chiusura di Azimut Holding del 19 febbraio.

Chiusura positiva per Anima Holding (+1,82% a 4,82 euro). Il mercato apprezza i dati di bilancio 2019 della compagnia, esercizio chiuso con un utile netto di 145,83 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto ai 122,06 milioni ottenuti l’anno precedente. Il margine di intermediazione è cresciuto da 312,02 milioni a 341,06 milioni di euro, in seguito all’incremento delle commissioni nette di gestione (+1%). I vertici di Anima Holding hanno proposto la distribuzione di un dividendo 2020 (relativo all’esercizio 2019) di 0,205 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,165 euro assegnati lo scorso anno.

 

Si è fermato il trend positivo di NEXI (-2,87% a 15,916 euro), dopo che da inizio anno le azioni avevano  guadagnato quasi il 35%. Gli analisti di Deutsche Bank hanno iniziato la copertura su NEXI con un prezzo obiettivo di 21 euro e l’indicazione di acquisto delle azioni; il target price implica un ulteriore rialzo del 25% rispetto all’attuale quotazione del titolo.

 

Tenaris ha messo a segno un progresso del 3,7% a 9,81 euro e ha registrato la migliore performance di giornata al FTSEMib. La società ha comunicato i risultati del 2019, esercizio chiuso con ricavi per 7,29 miliardi di dollari, in contrazione del 5% rispetto ai 7,66 miliardi realizzati nell'esercizio precedente. In forte calo l’utile netto, che è sceso da 876,06 milioni a 742,69 milioni di dollari (-15%); l'utile per azione si è ridotto da 0,74 dollari a 0,63 dollari. Per il 2020 i vertici di Tenaris prevedono un incremento delle vendite nonostante un previsto calo della domanda negli Stati Uniti e in Argentina, a cui dovrebbero aggiungersi minori prezzi nell'area americana. Inoltre, il management ha anticipato che nel primo trimestre dell'anno la marginalità sarà in linea con quella registrata negli ultimi tre mesi dello scorso anno, ma dovrebbe migliorare nel corso esercizio, grazie alle sinergie previste dall'integrazione con IPSCO.

 

In forte ribasso Atlantia (-2,73% a 22,07 euro). Secondo quanto scritto su La Repubblica sarebbe tornata in pole position l'ipotesi di revoca della concessione per la controllata Autostrade per l'Italia. il quotidiano ha segnalato che nelle scorse ore è arrivato il via libera al decreto Milleproroghe - che ora è legge - che "ha annullato la maxi-penale che lo Stato avrebbe dovuto pagare ai concessionari (23 miliardi)".

 

Terna ha subito una flessione dell’1,59% a 6,678 euro. La società ha comunicato i risultati preliminari del 2019, esercizio chiuso con ricavi pari a 2,3 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto ai 2,2 miliardi di euro ottenuti l’anno precedente. Il margine operativo lordo ha raggiunto gli 1,74 miliardi di euro, in crescita rispetto al dato del 2018 (1,65 miliardi di euro). A fine 2019 l'indebitamento netto era cresciuto a 8,3 miliardi di euro, rispetto ai 7,9 miliardi di inizio anno.

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