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Un’altra pessima giornata per Piazza Affari

Dopo la brutta seduta di ieri Piazza Affari replica e archivia sui minimi di giornata un’altra sessione di contrattazioni. Tra le blue chip ci sono cali anche superiori al 4%

di Mauro Introzzi 20 ago 2015 ore 17:40

Dopo la brutta seduta di ieri Piazza Affari replica e archivia sui minimi di giornata un’altra sessione di contrattazioni. A pesare sul mercato italiano, ma anche su quelli del Vecchio Continente e su Wall Street, i timori sulla crescita globale, sul riacutizzarsi delle tensioni in Cina e nei mercati emergenti e il calo dei prezzi delle materie prime con il petrolio caduto ai minimi da 6 anni e mezzo a questa parte.

Nel frattempo, in Grecia, si prospettano elezioni anticipate dopo la spaccatura all'interno di Syriza in scia all'accordo con i creditori sul terzo piano di aiuti. La chiamata alle urne potrebbe arrivare intorno alla metà di settembre.

Così alla campana di fine contrattazioni il FTSEMib ha perso il 2,6% a 22.379 punti,
mentre il FTSE Italia All Share è sceso del 2,56% a 24.046 punti. In negativo pure il FTSE Italia Mid Cap (-2,37%) mentre il FTSE Italia Star ha perso il 2,75%. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,13 miliardi di euro, rispetto ai 2,52 miliardi di ieri. Su 337 titoli trattati solo 37 hanno terminato la giornata con un rialzo e le performance negative sono state 284. Invariate le rimanenti 16 azioni.

CONSULTA: Andamento titoli FTSEMib

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Sul paniere principale non si è salvato quasi nessuno dai ribassi. Tra le flessioni più ampie quelle di Mediolanum (-4,83%), Prysmian (-4,65%), Finmeccanica (-4,2%) e Buzzi Unicem (-4%).

In ribasso anche i bancari, che nella prima parte della giornata sembravano tenere un po’. Mps è scesa del 3,05% mentre Banco Popolare è arretrato del 2,34%. Il gruppo guidato da Saviotti ha ceduto a Banque Haviland Banco Popolare Luxembourg a un prezzo (preliminare) di 30,9 milioni oltre all'utile netto in formazione dal 1 gennaio 2015 fino alla data del closing.
Unicredit ha perso il 2,67%. Secondo quanto si apprende dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti nel mese di agosto Norges Bank è stata molto attiva nel capitale di Unicredit. Il 7 agosto l'istituto scandinavo è salito al 2,145% della banca mentre il successivo 10 agosto ha ridotto la quota all'1,693%.
Carige in ribasso dello 0,96%. Secondo quanto si apprende dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti UBS è salita oltre il 5% (esattamente al 5,007%) del capitale di Banca Carige. L'operazione è datata 10 agosto 2015 e in precedenza la banca elvetica - con data 15 maggio 2015 - aveva una quota del 4,396%. Il possesso è categorizzato come "gestione non discrezionale del risparmio".

Ancora in rosso Eni (-1,54) in scia ai ribassi del greggio. In ribasso anche Saipem (-1,8%) mentre Tenaris ha perso l’1,66%.

Al FTSEMib è salita Ansaldo STS (+0,53%). Dall’Antitrust cinese è arrivato l’ok alla vendita della società alla giapponese Hitachi. Intanto sulla stampa si paventa l’opzione che il prezzo dell’opa possa posizionarsi tra i 10 e gli 11 euro.

In rialzo anche World Duty Free (+0,2%).

Tra i titoli a minor capitalizzazione bene Sorin (+6,15%). Il gruppo ha comunicato che il Tribunale di Milano ha rigettato l'opposizione dei creditori contro la fusione con la statunitense Cyberonics. Tale decisione consente di proseguire il processo di integrazione tra il gruppo italiano e quello Usa, che insieme costituiranno LivaNova.

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