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Giornata nervosa per le Borse (in attesa della BCE)

Il Credit Suisse ha confermato l’indicazione di sovrappesare Piazza Affari. Giornata positiva per Poste Italiane, in scia ai primi target price degli analisti

di Edoardo Fagnani 2 dic 2015 ore 17:49

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con ribassi frazionali. Gli operatori attendono le indicazioni della BCE nella riunione in agenda per domani. Secondo Larry Hatheway, Capo economista di GAM, le aspettative del mercato sono alte e comprendono un taglio nel tasso di deposito di 20-25 punti base e l’espansione del programma di acquisti della BCE. “Personalmente, non mi sorprenderebbe assistere un taglio più modesto di 10 punti base nei tassi di deposito e a un’estensione del programma di acquisti oltre settembre 2016, una combinazione che molto probabilmente deluderà i mercati, ma che potrebbe anche supportare l’euro e alleviare, per adesso, una fonte di forza per il dollaro”, ha precisato lo strategist. Anche Raynaud (Fund Manager - Asset Allocation and Sovereign Debt di Edmond de Rothschild Asset Management) ritiene che la BCE possa procedere con un taglio di 10 punti base nei tassi di deposito e un’estensione della durata e dell’ammontare del programma di acquisti di titoli. Intanto, gli analisti del Credit Suisse hanno confermato l’indicazione di sovrappesare il mercato azionario italiano. Giornata positiva per Poste Italiane, in scia ai primi target price delle banche d’affari. In rosso Saipem, nel giorno dell’assemblea degli azionisti. Nel settore del lusso spicca il balzo di YOOX Net a Porter Group. Anche oggi pioggia di vendite sulle azioni ordinarie e sui diritti di Fiera Milano.
Il FTSEMib è sceso dello 0,13% a 22.552 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,08% a 24.326 punti. Performance positive, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,26%) e il FTSE Italia Star (+0,17%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,4 miliardi di euro, rispetto ai 2,3 miliardi di ieri. Su 333 titoli trattati, 142 hanno terminato la giornata in territorio positivo, mentre i ribassi sono stati 172. Invariate le restanti 19 azioni.
L’euro si è portato sotto gli 1,06 dollari, prima della diffusione del Beige Book. L’oro è sceso a 1.055 dollari.

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mercato2_3Spicca la performance di Poste Italiane, che ha registrato un rialzo dell’1,99% a 7,17 euro. Sono arrivati i primi giudizi delle banche d’affari sulla matricola. Citigroup, Kepler Cheuvreux e UBS hanno iniziato la copertura sull’azienda guidata da Francesco Caio con l’indicazione di acquisto delle azioni, sulla base di un target price di 8 euro. Indicazione positiva anche da Mediobanca, che ha fissato un prezzo obiettivo di 8,5 euro e un rating “Outperform” (farà meglio del mercato). Più caute Morgan Stanley, Bank of America (che ha un target price di 7,5 euro), Goldman Sachs (che ha un prezzo obiettivo di 7,8 euro) e Credit Suisse (che valuta Poste Italiane 6,5 euro). La prima ha un giudizio “Equalweight”, le altre un rating “Neutrale”.

Fiat Chrysler Automobiles ha terminato la giornata con una flessione dello 0,83% a 13,22 euro. Ieri, il Ministero dei Trasporti ha comunicato che nel mese di novembre in Italia sono state immatricolate 134.021 vetture, il 23,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Fiat Chrysler Automobiles ha fatto meglio del mercato; a novembre il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha venduto in Italia oltre 37.300 vetture, in aumento del 26,1% rispetto allo stesso mese del 2014. Di conseguenza, la quota di mercato di Fiat Chrysler Automobiles in Italia è cresciuta al 27,9%. Intanto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Bloomberg Fiat Chrysler Automobiles starebbe valutando gli investimenti da qui al 2018 e potrebbe rinviare il lancio di alcuni modelli di Alfa Romeo e Maserati sui timori legati alla Cina. Inoltre, La Repubblica ha scritto che Sergio Marchionne è tornato alla carica su una possibile integrazione con General Motors. Il manager italo-canadese ha dichiarato che intende incontrare la numero uno del colosso statunitense, Mary Barra, perché "il suo gruppo è quello che offre il massimo di sinergie”.

Qualche spunto sui bancari.
Chiusura negativa per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano è sceso dell’1,48% a 1,46 euro.
Segno meno anche per Unicredit (-1% a 5,47 euro) e IntesaSanpaolo (-0,43% a 3,226 euro).
Banca Ifis ha guadagnato il 3,42% a 26,89 euro. L’istituto ha annunciato di aver acquistato da Consel un portafoglio di crediti di difficile esigibilità unsecured (non garantiti) per un valore nominale di 230 milioni di euro. Intanto, gli analisti di Intermonte hanno aumentato il prezzo obiettivo su Banca Ifis, portandolo da 24 euro a 29 euro, in seguito all’incremento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017. Gli esperti hanno anche migliorato da “Neutrale” ad “Outperform” (farà meglio del mercato) il giudizio.
Mediolanum è salita dell’1,02% a 7,905 euro. La compagnia, congiuntamente con le controllate Banca Mediolanum e Mediolanum Vita, ha definito con l’Agenzia delle Entrate la controversia fiscale relativa al transfer price praticato nei rapporti con la controllata irlandese Mediolanum International Funds.
Anima Holding ha recuperato lo 0,35% a 8,68 euro. Citigroup ha ritoccato al rialzo il target price sulla compagnia, portandolo da 9 euro a 9,5 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017. Gli esperti hanno ribadito il rating “Neutrale”.

Sotto i riflettori i petroliferi.
Saipem è scesa dello 0,37% a 8,09 euro. L’assemblea degli azionisti della società di ingegneristica ha approvato l’aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro. Secondo quanto scritto su MF l’operazione dovrebbe partire nel primo trimestre del 2016. Nel corso dell’assemblea il presidente di Saipem, Paolo Andrea Colombo, ha segnalato che il fondo statunitense Dodge & Cox è accreditato del 12,22% del capitale della società, risultando il secondo azionista dietro a ENI. Inoltre, il presidente ha anticipato che a fine 2015 l’indebitamento netto di Saipem si attesterà a 6,9 miliardi di euro, rispetto ai 5,74 miliardi di fine settembre.
In rialzo ENI (+0,79% a 15,37 euro). Gli analisti di Citigroup hanno alzato da 14 euro a 15 euro il prezzo obiettivo sul Cane a sei zampe. Gli esperti hanno anche migliorato il giudizio, portandolo da “Sell” (vendere) a “Neutrale”.
Enel è salita dello 0,38% a 4,172 euro. Gli analisti di Equita sim hanno tagliato da 4,8 euro a 4,6 euro il target price sul colosso elettrico, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per i prossimi trimestri; tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 25 novembre Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti di Enel. L’istituto norvegese è accreditato del 2,041% del capitale del colosso elettrico.  

Nel settore del lusso spicca il balzo di YOOX Net a Porter Group (+4,98% a 34,17 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo), in scia al forte incremento delle vendite registrato nei giorni del Black Friday e del Cyber Monday.
Salvatore Ferragamo ha guadagnato l’1,8% a 23,16 euro. Gli analisti di Goldman Sachs hanno incrementato il prezzo obiettivo sulla società del lusso, portandolo da 30,8 euro a 31,7 euro. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
Tod’s è salita dello 0,66% a 76,2 euro. Gli analisti di Bryan Garnier hanno sforbiciato da 85 euro a 82 euro per azione la valutazione sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

Non si sono fermate le vendite su Fiera Milano (-5,31% a 2,78 euro) e sui diritti relativi all’aumento di capitale (-14,2% a 0,3297 euro), dopo i pesanti ribassi subiti nelle scorse due sedute.

Engineering ha terminato la giornata con un rialzo dello 0,95% a 58,35 euro. Il fondo di investimento NB Renaissance Partners con altri veicoli di investimento gestiti da Neuberger Berman e il fondo di investimento Apax VIII, gestito da Apax Partners hanno confermato di aver avviato con gli azionisti Michele Cinaglia, Marilena Menicucci e con alcuni manager azionisti della società trattative su base esclusiva per l’acquisizione delle loro partecipazioni in Engineering. In caso di esito positivo delle trattative, l'operazione comporterebbe il lancio di un’offerta obbligatoria al prezzo di 58 euro per azione. L'OPA sarà finalizzata al delisting della società.

 

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