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FTSEMib e borse europee KO sui contrasti USA-Cina

Donald Trump ha annunciato che dal primo settembre saranno alzati al 10% i dazi su beni di consumo dalla Cina per un ammontare di 300 miliardi di dollari

di Edoardo Fagnani 2 ago 2019 ore 17:52

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 2 agosto 2019 con ribassi superiori al 2%, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che dal primo settembre saranno alzati al 10% i dazi su beni di consumo provenienti dalla Cina per un ammontare di 300 miliardi di dollari. Secondo gli analisti di IntesaSanpaolo, nel caso in cui i dazi entrassero in vigore a settembre, l’effetto diretto sulla crescita americana potrebbe essere di circa 0,1 punti percentuali nel 2020, con riflessi più ampi sulla Cina e sul resto del mondo.

Anche oggi erano in agenda numerose semestrali tra le aziende del FTSEMib.

milano-negativaIl FTSEMib ha terminato la giornata con ribasso del 2,41% a 21.047 punti (minimo di 21.039 punti, massimo di 21.303 punti) e ha chiuso la settimana con un calo complessivo del 3,62%. Il FTSE Italia All Share è sceso del 2,27%. Giornata decisamente negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,33%) e per il FTSE Italia Star (-1,88%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,94 miliardi di euro, rispetto ai 2,06 miliardi di giovedì; sono passate di mano 615.681.733 azioni (519.212.335 nella seduta di giovedì). Su 411 titoli trattati, 296 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 80; invariate le restanti 35 azioni.

L’euro ha superato gli 1,11 dollari, mentre il bitcoin si è riportato a 10.500 dollari (circa 9.500 euro).

Lo spread tra Btp e Bund si è attestato a 208 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Telecom Italia TIM ha terminato la giornata con un ribasso del 2,52% a 0,4996 euro, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Il colosso telefonico ha terminato il periodo aprile-giugno con ricavi per 4,52 miliardi di euro, in flessione del 3,9% su base organica rispetto ai 4,73 miliardi ottenuti nel secondo trimestre del 2018. Il dato è stato leggermente inferiore al consensus degli analisti (pubblicato sul sito di Telecom Italia TIM) che indicava ricavi per 4,55 miliardi. Il margine operativo lordo organico (escluse le poste non ricorrenti) si è ridotto del 2,6% a 1,9 miliardi di euro, ma è risultato in linea con le stime degli analisti. A fine giugno l’indebitamento finanziario netto rettificato era pari a 24,73 miliardi di euro, in leggero calo rispetto ai 25,27 miliardi di inizio anno. L’indebitamento finanziario netto contabile al 30 giugno 2019 era pari a 28,33 miliardi di euro e recepiva l'impatto dei nuovi principi contabili. I vertici di Telecom Italia TIM hanno confermato i target finanziari diffusi in occasione dei risultati del primo trimestre 2019. In particolare, per l’esercizio in corso i vertici della compagnia telefonica prevedono ricavi di gruppo organici da servizi in leggera diminuzione (0-5%) rispetto allo scorso anno, mentre l’Ebitda organico di gruppo dovrebbe registrare gli stessi tassi di crescita dei ricavi di gruppo organici da servizi, portando la marginalità al 40% per il 2020. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Banca IMI hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su Telecom Italia TIM, portandolo da 0,6 euro a 0,62 euro; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Pirelli ha lasciato sul terreno il 6,9% a 5,016 euro. La società ha diffuso i risultati del primo semestre del 2019, periodo chiuso con ricavi per 2,65 miliardi di euro, in aumento dello 0,9% rispetto ai 2,63 miliardi ottenuti nei primi sei mesi dello scorso anno L’utile netto è aumentato da 172 milioni a 297,9 milioni di euro (+9,7%), grazie anche ai benefici derivanti dal riconoscimento dei crediti di imposta in Brasile. Sulla base di questi risultati Pirelli ha rivisto nuovamente le stime per l’intero esercizio. Il management dell’azienda prevede ricavi in crescita tra l'1,5% e il 2,5% (tra i 3% e il 4% la precedente indicazione). Il margine Ebit adjusted 2019 dovrebbe collocarsi tra il 18% e il 19% (oltre il 19% la precedente indicazione), rispetto al 18,4% nel 2018. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno sforbiciato da 6 euro a 5,7 euro il target price su Pirelli, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Bocciatura completa da Mediobanca, che ha sforbiciato da 6,6 euro a 6 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi e sulla redditività per l’esercizio in corso; gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio sulla società, portandolo a “Neutrale”.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha ceduto il 3,01% a 11,71 euro. Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che nel mese di luglio 2019 sono state immatricolate in Italia quasi 153mila vetture, in flessione dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche lo scorso mese Fiat Chrysler Automobiles ha performato peggio del mercato. Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters a giugno le immatricolazioni del gruppo si sono ridotte del 19,4% (poco più di 34mila vetture) rispetto allo stesso periodo del 2018.

Performance peggiore per CNH Industrial, che terminato la giornata con uno scivolone del 6,76% a 8,718 euro. Gli analisti di Banca Akros hanno limato da 11 euro a 10,5 euro il prezzo obiettivo sulla società, dopo la diffusione dei risultati semestrali; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Indicazione simile da Mediobanca, che ha ridotto da 13 euro a 12,5 euro il target price su CNH Industrial, confermando il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

Male anche Ferrari, in flessione del 4,35% a 142,9 euro, dopo una sospensione per eccesso di ribasso alla diffusione dei risultati semestrali. Il Cavallino Rampante ha terminato il primo semestre del 2019 con ricavi per 1,92 miliardi di euro, in aumento dell'11% rispetto agli 1,74 miliardi realizzati nella prima metà dello scorso anno. Ferrari ha chiuso il primo semestre 2019 con un utile netto di 364 milioni, in salita del 18% rispetto ai 309 milioni dei primi sei mesi del 2018. Sulla base di questi risultati Ferrari ha confermato le principali stime finanziarie per il 2019, migliorando quella relativa al flusso di cassa delle attività industriali; gli operatori scommettevano su un miglioramento delle previsioni.

 

I bancari si sono allineati al trend negativo del mercato.

IntesaSanpaolo ha perso il 2,37% a 1,9526 euro. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di UBS hanno incrementato da 2,05 euro a 2,15 euro il target price sull’istituto guidato da Carlo Messina, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2019/2021; gli esperti hanno confermato il rating “Neutrale”. Intanto, dalle comunicazioni periodiche diffuse dalla Consob si apprende che il 30 luglio BlackRock ha azzerato la partecipazione detenuta in IntesaSanpaolo. In precedenza, il fondo statunitense era accreditato del 5,006% del capitale della banca italiana.

Performance simile per UBI Banca (-2,54% a 2,3 euro), nel giorno della diffusione dei risultati semestrali. Nel corso della confrence call a commento dei risultati l'amministratore delegato di UBI Banca, Victor Massiah, ha dichiarato che l'istituto sta lavorando alla stesura di un nuovo piano industrale, precisando che il business plan potrebbe essere pronto per la fine del 2019. Tuttavia, il manager ha aggiunto che il contesto di riferimento continua a essere caratterizzato da elevata incertezza.

 

Giornata negativa per Saipem (-3,95% a 4,279 euro). La società di ingegneristica ha sottoscritto un accordo con Technip France e NIPIgaspererabotka per partecipare alla joint-venture per la realizzazione del progetto Arctic LNG2. Saipem ha acquisito una quota lavori per un valore di circa 2,2 miliardi di euro.

 

Enel ha limitato il calo allo 0,67% a 6,198 euro. Il colosso elettrico ha terminato la prima metà dell’anno con ricavi per 38,99 miliardi di euro, in aumento dell’8,2% rispetto ai 36,03 miliardi ottenuti nello stesso periodo del 2018. Enel ha terminato il primo semestre del 2019 con un utile netto di 2,22 miliardi di euro, in salita del 9,7% rispetto ai 2,02 miliardi contabilizzati nei primi sei mesi del 2018. A fine giugno l’indebitamento netto di Enel era salito a 45,39 miliardi di euro, rispetto ai 41,09 miliardi di inizio anno per effetto degli investimenti nel periodo, oltre che per l’applicazione dei nuovi principi contabili. Sulla base di questi risultati i vertici di Enel hanno confermato target economico-finanziari per il 2019. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Equita sim hanno aumentato da 6,5 euro a 6,7 euro il prezzo obiettivo su Enel, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per il prossimo esercizio; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Da segnalare anche il forte ribasso di STM. Il titolo del gruppo italofrancese ha subito una flessione del 6,67% a 15,805 euro.

 

ePrice ha registrato un tonfo del 9,51% a 0,628 euro, dopo essere rimasta sospesa per eccesso di ribasso per gran parte della mattinata. La società ha anticipato che non sarà raggiunto l’obiettivo di una crescita tra il 5% e il 10% dei ricavi, né l’obiettivo di un EBITDA intorno al break-even, dopo che nel primo semestre del 2019 il fatturato è sceso del 16%.

 

Performance peggiore per Reply (-10,3% a 53,3 euro). I risultati del secondo trimestre hanno deluso le attese degli operatori.

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