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Il FTSEMib chiude in rosso: aumenta la volatilità

Seduta nervosa per i titoli del settore bancario: in rialzo UBI Banca e UniCredit. L’aumento dello spread Btp-Bund ha fatto scattare le vendite sulle utilities

di Edoardo Fagnani 19 nov 2019 ore 17:45

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 19 novembre con variazioni frazionali, in una seduta caratterizzata da volatilità elevata. Pierre Veyret - analista tecnico di ActivTrades - ha segnalato che molti investitori hanno già dato per scontato un accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti; per questo motivo le borse stanno toccando livelli record. Tuttavia, secondo l'esperto, "questa potrebbe essere una situazione pericolosa se i negoziati tra Pechino e Washington dovessero rallentare, poiché molti operatori hanno già comprato pesantemente prima di una conferma su un accordo".

mercato-rossoIl FTSEMib ha registrato una flessione dello 0,57% a 23.329 punti, dopo aver oscillato tra un minimo dei 23.303 punti e un massimo di 23.660 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,52%. Chiusura negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,14%) e per il FTSE Italia Star (-0,1%). Nella seduta del 19 novembre il controvalore degli scambi è salito a 2,33 miliardi di euro, rispetto ai 2,25 miliardi di lunedì; sono passate di mano 574.694.329 azioni (562.403.751 nella seduta di lunedì). Su 426 titoli trattati, 209 hanno registrato una performance negativa, mentre i segni più sono stati 178; invariate le restanti 39 azioni.

L’euro è rimasto sotto gli 1,1 dollari, mentre il bitcoin si è avvicinato agli 8.000 dollari (poco meno di 7.500 euro).

Lo spread Btp-Bund ha sfiorato i 160 punti.

 

Seduta nervosa per i titoli del settore bancario.

Segno più per UBI Banca (+1,09% a 2,787 euro). Nel corso di un’intervista pubblicata su Il Sole24Ore il numero uno dell’istituto, Victor Massiah, ha dichiarato che la banca non trasferirà i tassi negativi sui depositi dei clienti. Inoltre, il numero uno di UBI Banca ha ricordato che gli accordi con Aviva e Cattolica Assicurazioni scadranno a fine 2020 e ha anticipato che la nuova partnership sarà decisa nel piano triennale che l’istituto presenterà nel primo trimestre del prossimo anno.

In rialzo anche UniCredit (+0,29% a 12,376 euro). Il numero uno dell’istituto, Jean Pierre Mustier, ha confermato che al momento la banca non è interessata ad aggregazioni con altri colossi del settore.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato lo 0,1% a 14,134 euro, dopo il ribasso subito lunedì. L’ACEA ha comunicato che nel mese di ottobre 2019 sono state immatricolate nell'Unione Europea poco meno di 1,2 milioni di vetture, in aumento dell'8,7% rispetto allo stesso periodo del 2018. A ottobre il trend di Fiat Chrysler Automobiles è tornato a essere peggiore rispetto a quello del mercato: il gruppo quotato al FTSEMib ha registrato un aumento delle immatricolazioni del 2,7% con poco più di 66mila vetture vendute.

 

Telecom Italia TIM è salita dell’1,28% a 0,5518 euro. Nel corso di un’intervista pubblicata su Il Sole24Ore l’amministratore delegato della compagnia telefonica, Luigi Gubitosi, ha confermato i target finanziari per il 2019, sulla base dei risultati ottenuti nei primi nove mesi dell’esercizio. Il manager ha ribadito che la riduzione dell’indebitamento (attualmente a 25 miliardi di euro) resta la priorità dell’azienda: “Con il completamento delle operazioni su Inwit e della joint-venture con Santander lo diminuiremo di circa 3 miliardi”, ha precisato Gubitosi. Il manager ha aggiunto che la diminuzione dei tassi di intesse consentirà a Telecom Italia TIM di risparmiare oneri finanziari per oltre 100 milioni di euro.

 

Minimo rialzo per Inwit (+0,06% a 9 euro). Il CdA della società quotata al MidCap ha approvato il progetto di fusione mediante incorporazione di Vodafone Towers. Inoltre, i vertici dell'azienda hanno deliberato di proporre all’assemblea dei soci - subordinatamente all’approvazione della fusione - la distribuzione di un dividendo straordinario nella misura di 0,5936 euro per azione post fusione, per complessivi 570 milioni di euro.

 

L’aumento dello spread Btp-Bund ha fatto scattare le vendite sulle utilities. Spicca il ribasso subito da Terna (-1,93% a 5,804 euro).

In calo di un punto percentuale Enel (-0,99% a 6,83 euro), nonostante Morgan Stanley abbia alzato da 6,2 euro a 7,5 euro il target price sul colosso elettrico; gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

 

Piccolo rimbalzo di Trevi Group, dopo aver terminato la seduta di lunedì con uno scivolone del 17,7%; il titolo ha registrato un progresso del 2,47% a 19,654 euro.

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