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FTSEMib, la settimana è iniziata con un ribasso

Fiat Chrysler Automobiles tra i peggiori, in scia al calo subito da Volkswagen sulla borsa di Francoforte. Senza direzione i titoli del settore bancario

di Edoardo Fagnani 18 nov 2019 ore 17:45

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno iniziato la settimana con ribassi frazionali. Nessuna sorpresa dall’agenzia DBRS, che ha confermato il rating sul debito sovrano fissato a “BBB; high”, con outlook stabile. Gli esperti puntano il dito sulle incertezze politiche e ritengono difficile che l’attuale governo possa arrivare al termine della legislatura nel 2023. Al contrario, DBRS apprezza l’impegno del governo sulla messa in sicurezza dei conti. Inoltre, come fanno notare gli analisti di IntesaSanpaolo, secondo DBRS sono diminuiti significativamente i rischi di uscita dell’Italia dalla zona euro, ma vi sono pochi segnali di discontinuità sul tema delle riforme strutturali.

mercato-rossoIl FTSEMib ha terminato la giornata con una flessione dello 0,53% a 23.464 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.350 punti e un massimo di 23.615 punti. Stessa variazione per il FTSE Italia All Share (-0,53%). Chiusura negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,64%) e per il FTSE Italia Star (-0,17%). Nella seduta del 18 novembre il controvalore degli scambi è sceso a 2,25 miliardi di euro, rispetto ai 2,27 miliardi di venerdì; sono passate di mano 562.403.751 azioni (566.992.315 nella seduta di venerdì). Su 425 titoli trattati, 239 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 150; invariate le restanti 36 azioni.

L’euro si è avvicinato agli 1,1 dollari.

Lo spread Btp-Bund si è ristretto a 155 punti.

 

Fiat Chrysler Automobiles (-2,82% a 14,12 euro) tra i peggiori al FTSEMib. Gli operatori hanno collegato le vendite sul titolo al calo subito da Volkswagen sulla borsa di Francoforte: gli addetti ai lavori non hanno apprezzato le indicazioni finanziarie e operative comunicate in mattinata dal management del colosso tedesco per i prossimi esercizi. Intanto, L'Economia, l’inserto settimanale del Corriere della Sera, ha analizzato le tempistiche e i modi della fusione con il gruppo Psa. La lettera di intenti tra i due gruppi dovrebbe essere siglata entro fine anno, ma la vera unione avrà bisogno di almeno un anno per diventare pienamente operativa. Insieme le società, che diventeranno in forma aggregata il quarto produttore mondiale, deterranno circa il 23% del mercato continentale delle autovetture: il 16,4% di Psa e il 6,2% di FCA. L'obiettivo dei due gruppi è arrivare al 34%.

 

Senza direzione i titoli del settore bancario.

Mediobanca in flessione del 3,15% a 10,31 euro, penalizzata dallo stacco del dividendo. L’istituto di Piazzetta Cuccia ha assegnato la cedola relativa all’esercizio 2018/2019 per un ammontare di 0,47 euro.

In rosso anche UniCredit, che ha lasciato sul terreno lo 0,8% a 12,34 euro. L’istituto ha comunicato di aver concluso un accordo con APS e Balbec Capital per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti garantiti/chirografari in sofferenza derivanti da contratti di credito concessi dalla sussidiaria UniCredit Bulbank a clienti appartenenti al segmento PMI ed imprese. Il portafoglio è costituito interamente da prestiti regolati dal diritto bulgaro per un ammontare di circa 50 milioni di euro. Intanto, l’agenzia Fitch ha confermato il rating “BBB” sulla solidità patrimoniale di UniCredit, mentre l’outlook resta negativo. Stesse indicazioni per IntesaSanpaolo (+0,51% a 2,35 euro).

In rialzo, invece, UBI Banca (+0,51% a 2,757 euro). L’agenzia Fitch ha confermato tutti i rating sulla solidità patrimoniale dell’istituto, mentre l’outlook resta negativo. Intanto, Milano Finanza ha scritto che scrive che il prossimo anno potrebbe essere quello in cui UBI Banca aprirà il dossier delle aggregazioni. Il 2020 potrebbe essere infatti l'anno buono, "non solo perché la pressione sui ricavi si sta facendo sempre più gravosa in uno scenario di tassi low for long, ma anche perché diversi attori sul mercato potrebbero imprimere un'accelerazione al risiko".

Spicca l’ottima performance di Banca Sistema (+6,74% a 1,836 euro). L'istituto ha siglato un accordo vincolante per l’acquisto del ramo d’azienda credito su pegno di IntesaSanpaolo. Il corrispettivo dell'operazione ammonta a 34 milioni di euro. La stima dell’impatto dell’acquisizione ad oggi sul CET1 ratio è di circa -170/180 punti base rispetto al valore regolamentare al 30 settembre 2019, non previsto nel piano industriale 2018/2020.

 

Chiusura decisamente negativa per Leonardo (-2,09% a 11,24 euro), nonostante i nuovi contratti annunciati in giornata, oltre alla firma di un protocollo d’intesa con International Golden Group che prevede lo sviluppo di attività commerciali congiunte negli Emirati Arabi Uniti.

 

Pessima giornata per Trevi Group; il titolo ha subito uno scivolone del 17,7% a 19,18 euro dopo essere rimasto sospeso per eccesso di ribasso per gran parte della giornata. La società ha comunicato che è pervenuto il provvedimento del Tribunale di Forlì che ha rigettato l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione raggiunto con i creditori presentato dalla società e dalle controllate Trevi e Soilmec. Trevi Group ha contestato questa decisione e proporrà reclamo alla Corde di Appello di Bologna. Sulla base di questa situazione il management ritiene non verosimile che si possa procedere entro l’anno in corso all’esecuzione dell’aumento di capitale deliberato lo scorso 17 luglio. Inoltre, oggi è divenuto efficace il raggruppamento azionario, nel rapporto di una nuova azione ogni 100 in circolazione alla chiusura di venerdì. Il prezzo di chiusura di Trevi Group nella seduta di venerdì, pari a 0,233 euro, è stato rettificato a 23,3 euro.

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