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Pari e patta per Piazza Affari

Chiude sulla parità Piazza Affari. A livello settoriale bene i bancari mentre hanno continuato a soffrire i petroliferi. In difficoltà anche alcuni industriali. È crollata la borsa cinese

di Mauro Introzzi 18 ago 2015 ore 17:46

Chiude sulla parità Piazza Affari al termine di una seduta povera di spunti interessanti. A livello settoriale bene i bancari mentre hanno continuato a soffrire i petroliferi. In difficoltà anche alcuni industriali. È crollata, intanto, la borsa cinese. Shanghai ha chiuso in ribasso del 6,15% in scia ai rinnovati timori sulla crescita economica del paese del Dragone. A favorire le vendite anche l’iniezione di liquidità, per un controvalore pari a 17 miliardi di euro, della Banca Centrale Cinese. L'istituto intende compensare la fuga di capitali all’estero dopo le svalutazioni dello yuan della settimana scorsa.
Nel frattempo, secondo quanto indicato dagli analisti di Moody's l'Italia, nel 2016, dovrebbe vedere il suo Pil crescere di una quota vicina all'1%. Per l'agenzia di rating la crescita dell'Eurozona dovrebbe attestarsi all'1,5% sia nel 2015 che nel 2016. A livello internazionale l'espansione economica dovrebbe essere più debole rispetto a quanto previsto in precedenza a causa del rallentamento della Cina, dell'incremento dei tassi negli Usa e della vicenda legata alla Grecia e alla sua permanenza nell'euro.

borsa-italianaAlla campana di fine contrattazioni il FTSEMib ha perso lo 0,08% a 23.390 punti, mentre il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,03% a 25.093 punti. In positivo il FTSE Italia Mid Cap (+0,29%) mentre il FTSE Italia Star ha perso un minimo 0,16%. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,94 miliardi di euro, rispetto ai 2,04 miliardi di ieri. Su 320 titoli trattati, 151 hanno terminato la giornata con un rialzo e le performance negative sono state altrettante. Invariate le rimanenti 18 azioni.

CONSULTA: Quotazioni titoli FTSEMib

Mediamente in rialzo, anche se non sono mancate delle eccezioni, i bancari. Secondo il Sole24Ore gli istituti non quotati di casa nostra potrebbero dover ricapitalizzarsi per cifre vicine ai 5 miliardi di euro. Tra le quotate, invece, IntesaSanpaolo e Unicredit hanno registrato rispettivamente progressi dello 0,93% e dello 0,24%. Bene il Banco Popolare (+1%) mentre MPS ha perso lo 0,56%.
In salita dello 0,56% Mediobanca
. CheBanca, la banca commerciale del gruppo di Piazzetta Cuccia, punterebbe a chiudere questo esercizio (iniziato a luglio) con un pareggio. Lo scrive il quotidiano Il Sole24Ore, che indica che l'istituto starebbe cercando di espandersi anche tramite lo sviluppo del risparmio gestito. Il gruppo dovrebbe presentare il suo nuovo business plan a maggio 2016. Intanto, secondo quanto si apprende dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti Standard Life Investments è salita oltre il 2% (esattamente al 2,376%) del capitale di Mediobanca. L'operazione è datata 12 agosto 2015 e in precedenza il fondo non aveva obblighi informativi (in altre parole o non era presente nel capitale o lo era ma con una quota non rilevante). Il possesso è categorizzato come "gestione discrezionale del risparmio".

Ancora in difficoltà i petroliferi sulla debolezza del greggio. Eni ha perso lo 0,84% mentre Saipem è arretrata dell’1,75%. In calo pure Tenaris (-1,09%).

Tra gli industriali male CNH Industrial (-2,02%), Campari (-2%) e Finmeccanica (-1,81%).

Tra i titoli a media capitalizzazione in rialzo Amplifon (+0,87%)
. Il gruppo ha annunciato di aver acquisito da un operatore privato 30 negozi distribuiti in cinque diversi Länder della Germania nord-orientale. I negozi rilevati, nel 2014, hanno generato complessivamente un fatturato di poco superiore ai 6 milioni di euro. A seguito dell’acquisizione, che sarà effettiva da settembre, salirà a 257 il numero complessivo di negozi gestiti da Amplifon nel mercato tedesco. L’operazione sarà finanziata con la cassa e richiede un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro.

Prelios sotto i riflettori (+20,55%).
Secondo indiscrezioni di stampa ci sarebbero alcuni operatori internazionali interessati a fare il loro ingresso con una quota rilevante nel capitale della società. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera gli istituzionali pronti ad entrare nella partita sarebbero almeno 3: Starwood Capital, Quantum strategic Partners (il fondo di casa Soros) e CB Richard Ellis.

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