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FTSEMib maglia nera in Europa. Crollano i bancari

I titoli del comparto sono stati penalizzati dalle indiscrezioni sui contenuti del contratto elaborato dal Movimento 5 Stelle e Lega. Rialzo a due cifre per Saipem

di Edoardo Fagnani 16 mag 2018 ore 17:53

Pessima giornata per Piazza Affari, oggi maglia nera in Europa, nonostante le smentite alle indiscrezioni sui contenuti del contratto elaborato dal Movimento 5 Stelle e Lega. I titoli maggiormente penalizzati sono stati quelli del settore bancario. Spicca il balzo di Saipem, in scia alle indicazioni positive di Morgan Stanley e Bernstein. Oggi è terminato il collocamento della tredicesima tranche del Btp Italia: la domanda ha superato i 4 miliardi di euro.

Il FTSEMib ha lasciato sul terreno il 2,32% a 23.734 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.617 punti e un massimo di 24.221 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso il 2,29%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-2,19%) e per il FTSE Italia Star (-1,41%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 4,41 miliardi di euro, rispetto ai 2,85 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 1.298.183.264 azioni (814.486.479 nella seduta di ieri). Su 399 titoli trattati, 285 hanno registrato un ribasso, mentre i rialzi sono stati 84; invariate le rimanenti 30 azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,18 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin si confermava sotto gli 8.500 dollari (poco più di 7.000 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

crollo-borsaPioggia di vendite sui bancari, penalizzati dalle indiscrezioni sui contenuti del contratto elaborato dal Movimento 5 Stelle e Lega.

UBI Banca ha subito una flessione del 3,27% a 4,256 euro. Gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato da 4,3 euro a 4,5 euro il prezzo obiettivo sull’istituto, in seguito alla revisione delle stime sull’utile per azione per i prossimi esercizi. Per lo stesso motivo la banca d’affari ha aumentato da 5 euro a 5,2 euro il target price su BPER Banca (-2,93% a 4,997 euro). Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale” su entrambi gli istituti.

Il BancoBPM ha registrato un ribasso del 5,37% a 2,87 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 15 maggio Marshall Wace ha ridotto dal 2,39% al 2,24% lo "short" sull'istituto.

Unicredit è scesa del 4,72% a 16,998 euro. Gli analisti di Goldman Sachs hanno incrementato il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 24,5 euro a 25,7 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il periodo 2018/2022; gli esperti hanno confermato Unicredit nella propria lista di titoli da acquistare con convinzione.
Per lo stesso motivo Goldman Sachs ha aumentato da 3,3 euro a 3,4 euro il target price su IntesaSanpaolo (-2,45% a 3,1 euro), ribadendo il rating “Neutrale”.

 

Saipem è balzata del 12,2% a 3,917 euro dopo uno stop per eccesso di rialzo. Gli analisti di Bernstein hanno migliorato il giudizio sulla società di ingegneristica, inserendola nella propria lista di titoli da acquistare con convinzione, sulla base dell’attuale valutazione del titolo rispetto a quella dei concorrenti; gli esperti hanno fissato un nuovo target price a 6,6 euro rispetto ai precedenti 3,5 euro. Anche Morgan Stanley ha migliorato il prezzo obiettivo su Saipem, portandolo da 5,4 euro a 5,8 euro, in seguito al miglioramento delle stime sul settore di riferimento; gli analisti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

ENI ha perso l'1,35% a 16,538 euro. Sempre Morgan Stanley ha aumentato da 16,5 euro a 19 euro il target price sul Cane a sei zampe, in seguito al miglioramento delle stime sull’andamento del prezzo del petrolio; tuttavia, gli esperti hanno ribadito il giudizio “Underweight” (sottopesare).

Tenaris ha guadagnato l'1,84% a 16,64 euro. Morgan Stanley ha incrementato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 24 euro; gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

 

Telecom Italia ha subito calo del 4,09% a 0,773 euro. Oggi si è riunito il consiglio di amministrazione della compagnia telefonica per l’esame dei risultati del primo trimestre del 2018. Il consensus degli analisti indica ricavi in calo del 2,7% a 4,69 miliardi di euro, un margine operativo lordo reported in flessione dell’1,6% a 1,96 miliardi di euro e un indebitamento netto a 25,57 miliardi di euro.

 

Mediaset ha lasciato sul terreno il 5,28% a 3,139 euro. Il gruppo del Biscione ha chiuso il primo trimestre 2018 con ricavi netti pari a 860,6 milioni di euro rispetto agli 889,3 milioni del primo trimestre 2017. Il periodo si è chiuso con un utile netto di 3,5 milioni di euro rispetto ai 15,8 milioni di euro conseguiti nello stesso periodo del 2017. Mediaset ha segnalato che nei primi quattro mesi del 2018 la raccolta pubblicitaria del gruppo in Italia evidenzia un andamento sostanzialmente allineato a quella dello stesso periodo dell’anno precedente. Le previsioni attuali per il mese di maggio proiettano la raccolta pubblicitaria dei primi cinque mesi dell’anno in leggera crescita rispetto al pari periodo 2017.

 

STM è scesa dell'1,27% a 20,16 euro. Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti dopo i target comunicati dal management in occasione del Capital Markets Day. Banca Akros ha aumentato da 20 euro a 23 euro il target price sul gruppo italofrancese, in seguito al miglioramento delle stime per l’esercizio in corso; gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Per lo stesso motivo il Credit Suisse ha incrementato da 25,5 euro a 27 euro per azione la valutazione sull’azienda; gli esperti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato). Indicazione simile da Equita sim e da UBS che hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su STM, portandolo rispettivamente a 22,1 euro e a 16,5 euro; le due banche d’affari hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere) e “Sell” (vendere).

 

Vittoria Assicurazioni è balzata del 19,7% a 13,96 euro. Vittoria Capital ha comunicato la decisione di lanciare un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria avente ad oggetto il 40,76% del capitale della compagnia assicurativa. L’offerente riconoscerà a ciascun aderente all’offerta un corrispettivo di 14 euro per ogni azione portata in adesione o, in alternativa, un corrispettivo costituito da 1,4 azioni ordinarie Vittoria Capital (non quotate) per ogni titolo di Vittoria Assicurazioni portati in adesione. Il corrispettivo dell’offerta incorpora un premio del 20,1% rispetto al prezzo ufficiale unitario registrato nella seduta di ieri (11,66 euro). Vittoria Capital ha precisato che l’offerta è volta a promuovere, qualora ne ricorrano le condizioni, la revoca della quotazione delle azioni di Vittoria Assicurazioni da Piazza Affari (delisting).

 

Astaldi ha ceduto il 4,47% a 2,608 euro. Il consiglio di amministrazione della società ha approvato l’aumento di capitale da 300 milioni di euro, che sarà offerto in opzione agli attuali azionisti. Inoltre, l’azienda ha sottoscritto un accordo strategico di carattere industriale con IHI Corporation, finalizzato a valorizzare le rispettive competenze e potenzialità attraverso sinergie anche di natura commerciale. Inoltre, Astaldi, i suoi azionisti di riferimento FIN.AST e Finetupar International (società lussemburghese interamente controllata da FINAST) e IHI Corporation hanno anche sottoscritto un accordo di investimento in virtù del quale, subordinatamente al verificarsi di talune condizioni sospensive, in esito all’aumento di capitale annunciato, IHI acquisirà una partecipazione di minoranza significativa della società quotata a Piazza Affari, pari a circa il 18% del capitale e a circa il 13% dei diritti di voto. Post Aumento di Capitale, in base all’Accordo di Investimento, FINAST, direttamente e tramite Finetupar, continuerà a detenere il controllo di diritto di Astaldi, mantenendo circa il 50,2% dei diritti di voto. Astaldi ha anche approvato il piano industriale per il periodo 2018/2022, che si baserà su tre pilastri chiave: crescita sostenibile, de-risking e rafforzamento della struttura finanziaria. A fine piano il fatturato dovrebbe raggiungere i 4,2 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo dovrebbe superare i 370 milioni di euro.

 

Geox ha subito uno scivolone del 6,03% a 2,62 euro. La società ha chiuso il primo trimestre del 2018 con ricavi per 264,48 milioni di euro, in calo dell’11,2% rispetto ai 297,89 milioni ottenuti nei primi tre mesi del 2017. Il management ha precisato che l’andamento del trimestre è stato principalmente influenzato dalle inusuali condizioni climatiche (ritardata partenza della stagione primaverile), dalla programmata ottimizzazione della rete distributiva, da minori vendite promozionali e dall’effetto cambio. A parità di tassi di cambio il calo del fatturato sarebbe stato del 10%. Per l’esercizio in corso il management di Geox resta prudente sull’andamento del fatturato annuale, ma ha confermato le aspettative di miglioramento della marginalità lorda percentuale. Dopo la diffusione delle indicazioni sul fatturato del primo trimestre del 2018 Equita sim ha tagliato il prezzo obiettivo su Geox, portandolo da 2,8 euro a 2,6 euro, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per l’esercizio in corso. Anche Kepler Cheuvreux ha sforbiciato il target price sull’azienda, portandolo da 3,15 euro a 2,85 euro, in seguito al taglio delle stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Sulla stessa lunghezza d’onda Banca Akros, che ha ridotto da 3 euro a 2,8 euro per azione la valutazione sulla società, ribadendo il rating “Neutrale”. Anche Mediobanca ha sforbiciato il target price sulla società, portandolo da 2,29 euro a 2,16 euro; gli esperti di Piazzetta Cuccia hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato).

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