NAVIGA IL SITO

Milano in rosso, ma sul finale la flessione si riduce

Gli indici di Piazza Affari hanno decisamente recuperato nel finale ma hanno chiuso comunque con ribassi nell'ordine del punto percentuale. Sulle montagne russe i bancari

di Edoardo Fagnani 16 giu 2016 ore 17:50

Giornata negativa per Borsa Italiana e per le principali piazze europee, ma poteva andare molto peggio e invece gli indici, specie quelli di Piazza Affari, hanno decisamente recuperato nel finale. I timori relativi l’incertezza sull’esito del voto per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea (Brexit) continuano a pesare sull’andamento dei mercati. Secondo Amundi sarebbe molto pericoloso illudersi che la BREMAIN (scenario che prevede la permanenza del RU nell’UE) spazzerà via tutte le incertezze riguardo al Regno Unito o all’Unione europea, oppure banalizzare la questione sostenendo che il Regno Unito corre un rischio economico e l’UE un rischio politico. Giornata decisamente negativa per i bancari; pioggia di vendite sul Banco Popolare: oggi era l'ultimo giorno di quotazione dei diritti relativi all'aumento di capitale.
I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi superiori al punto percentuale. Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,98% a 16.352 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha perso l’1,1% a 17.943 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,84%) e il FTSE Italia Star (-1,61%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,87 miliardi di euro, rispetto ai 2,38 miliardi di ieri. Su 330 titoli trattati, 266 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 47. Invariate le restanti 17 azioni.
L’euro è sceso a 1,115 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

mercato3_4Hanno recuperato sul finale i bancari.
Si è salvato il Banco Popolare
. Le azioni della banca hanno registrato una flessione dello 0,08% a 2,626 euro. Oggi era l’ultimo giorno di quotazione dei diritti relativi all’aumento di capitale (-0,08% a 0,6095 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 15 giugno Susquehanna International Holdings ha incrementato dallo 0,67% allo 0,75% lo “short” sul Banco Popolare.
Sulla stessa linea la Popolare di Milano (-0,09% a 0,4383 euro).

In ribasso il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha perso il 2,97 a 0,4834 euro, dopo essere stato sospeso per eccesso di ribasso.
Chiusura negativa anche per IntesaSanpaolo (-0,97% a 1,948 euro) e Unicredit (-2,04% a 2,208 euro).
Azimut ha guadagnato l’1,01% a 16,97 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno iniziato la copertura sulla compagnia con un prezzo obiettivo di 21,4 euro e un giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

Snam ha perso l’1,16%% a 4,953 euro
. Gli analisti di Equita sim hanno tagliato da 5,5 euro a 5,2 euro il target price sulla società, in seguito al recente stacco del dividendo; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Generali ha perso lo 0,78% a 11,52 euro.
Gli analisti di Banca IMI hanno tagliato da 18,3 euro a 16,2 euro il target price sulla compagnia assicurativa, in seguito alla riduzione delle stime sul risultato operativo per il triennio 2016/2018; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di aggiungere le azioni in portafoglio.

Fiat Chrysler Automobiles ha terminato la seduta con un calo dello 0,97% a 5,81 euro
. L’ACEA ha comunicato che nel mese di maggio in Europa sono state immatricolate circa 1,33 milioni di vetture, in aumento del 15,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. Nei primi cinque mesi del 2016 le vendite sono aumentate del 9,7%. Fiat Chrysler Automobiles ha fatto meglio del mercato, segnando un incremento delle immatricolazioni del 25,3% con poco più di 98mila vetture vendute; di conseguenza, la quota di mercato in Europa del gruppo guidato da Sergio Marchionne si è attestata al 7,4%. Intanto, gli analisti di Citigroup hanno peggiorato il giudizio su Fiat Chrysler Automobiles e ora consigliano la vendita delle azioni; gli esperti hanno anche tagliato il target price, portandolo da 6,96 euro a 5 euro, segnalando difficoltà nella generazione di cassa dalle attività operative.

Telecom Italia ha perso il 2,24% a 0,7425 euro.
Gli analisti di Barclays hanno ridotto da 0,8 euro a 0,75 euro il prezzo obiettivo sulle azioni ordinarie della compagnia telefonica e hanno sforbiciato da 0,66 euro a 0,61 euro il target price sui titoli di risparmio; gli esperti hanno confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare) su entrambe le categorie di titoli.

Tutte le ultime su: piazza affari
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.