NAVIGA IL SITO

Piazza Affari, indici in rosso: FTSEMib -0,8%

Banca Carige ha terminato la giornata con un progresso. Ancora vendite sui petroliferi. Mediaset e Geox in forte calo, dopo la diffusione della trimestrale

di Edoardo Fagnani 14 nov 2018 ore 17:49

Giornata negativa per Piazza Affari e per le borse europee: i principali indici di Borsa Italiana hanno ceduto poco meno di un punto percentuale, dopo essere arrivati a perdere il 2%. Nessuna novità rilevante dalla riunione del consiglio dei ministri di ieri: il governo ha deciso di non modificare le linee guida della Legge di Bilancio per il 2019, confermando l’obiettivo di deficit/PIL (2,4%) e le previsioni di crescita (1,5%) per il prossimo anno. Il governo ha annunciato la volontà di procedere con dismissioni immobiliari fino a 18 miliardi di euro. Secondo Jon Day, gestore reddito fisso di Newton IM (BNY Mellon IM), queste notizie non dovrebbero offrire alcun sollievo (nel breve termine) ai titoli italiani, poiché non segnano la fine immediata dell’incertezza politica. "Con la BCE pronta a concludere il proprio programma di quantitative easing alla fine dell’anno, è probabile che le obbligazioni italiane resteranno sotto pressione, con la necessità di trovare nuovi acquirenti", ha precisato il gestore. Tra i bancari si segnala il rimbalzo di Banca Carige. Ancora vendite sui titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del barile è sceso fino a 55 dollari. Male Mediaset e Geox, dopo la diffusione dei risultati trimestrali.

Il FTSEMib ha terminato la giornata con un ribasso dello 0,78% a 19.077 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18.858 punti e un massimo di 19.257 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,83%. Performance peggiori il FTSE Italia Mid Cap (-1,11%) e il FTSE Italia Star (-1,92%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,01 miliardi di euro, rispetto agli 1,96 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 3.238.610.896 azioni (1.969.174.001 nella seduta di ieri). Su 383 titoli trattati, 238 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 124; invariate le restanti 21 azioni.

L’euro è tornato sopra gli 1,13 dollari; alle 17.30 il bitcoin era scivolato sotto i 6.000 dollari (poco più di 5.000 euro).

Lo spread tra Btp e Bund tedesco con scadenza a 10 anni si è attestato poco sopra i 310 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

mercato-scende_1Banche sempre protagoniste.

Banca Carige ha terminato la giornata con un progresso del 5,26% a 0,002 euro, dopo aver terminato la seduta del 13 novembre con un tonfo del 48,7%. Borsa Italiana ha comunicato che da oggi e fino a successivo provvedimento sulle azioni ordinarie dell’istituto ligure non sarà consentita l'immissione di ordini senza limite di prezzo (ordini al meglio). Inoltre, la Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sul titolo Banca Carige Il provvedimento avrà efficacia per l’intera seduta borsistica del 14 novembre 2018.

Giornata negativa per IntesaSanpaolo (-1,18% a 1,9788 euro) e per Unicredit (-1,53% a 11,058 euro).

Performance peggiore per BPER Banca che ha ceduto il 3% a 3,39 euro.

 

Mediaset ha perso il 6,88% a 2,478 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in avvio di giornata. Il gruppo del Biscione ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2018, chiusi con ricavi netti per 2,43 miliardi di euro, in leggera contrazione rispetto ai 2,47 miliardi ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto si è ridotto da 34,5 milioni a 27 milioni di euro. Il management di Mediaset ha segnalato che il terzo trimestre è stato decisamente migliore rispetto al pari periodo 2017 anche per effetto dei benefici generati in Italia dalla cessazione dei contratti pluriennali per gli eventi calcio di Premium e dal processo di digital transformation dell’offerta pay avviata nella prima parte dell’esercizio. I vertici del gruppo del Biscione hanno segnalato che nel corso del quarto trimestre dell’esercizio, i risultati economici e la generazione di cassa dovrebbero evidenziare un andamento migliore rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Inoltre, il risultato operativo - la cui entità sarà funzione dell’andamento dei ricavi pubblicitari sui quali la visibilità rimane ancora limitata - dovrebbe essere leggermente superiore a quello registrato nello scorso esercizio, mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre si ridurrà ulteriormente rispetto a quello del 30 settembre 2018, anche in virtù dell’incasso netto di 179,1 milioni di euro avvenuto all’inizio del mese di ottobre al perfezionamento dell’OPA su EI Towers. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Equita sim e di Kepler Cheuvreux hanno ridotto il target price sul gruppo del Biscione, portandolo rispettivamente a 3,2 euro e a 2,7 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per i prossimi trimestri; gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Anche Banca Akros ha ridotto il target price su Mediaset, portandolo da 3,7 euro a 3,6 euro; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.

 

Ancora vendite sui titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del barile è sceso fino a 55 dollari.

ENI ha subito un ribasso dell’1,47% a 14,926 euro.

Performance simile per Saipem, che ha lasciato sul terreno l’1,3% a 4,247 euro.

 

Forti vendite su Telecom Italia (-3,16% a 0,521 euro). Secondo il Corriere della Sera potrebbe essere Alfredo Altavilla il sostituto di Amos Genish alla carica di amministratore delegato della compagnia telefonica. Inoltre, secondo il quotidiano, non è escluso che Vivendi convochi un'assemblea per riprendere il controllo del consiglio di amministrazione. Dopo il terremoto ai vertici dell’azienda gli analisti di Bernstein hanno tagliato a 0,4 euro il prezzo obiettivo su Telecom Italia e hanno peggiorato il giudizio, portandolo ad “Underperform” (farà peggio del mercato).

 

Pirelli è balzata del 2,27% a 6,124 euro. Oggi si è riunito il consiglio di amministrazione della società per esaminare i risultati dei primi nove mesi del 2018. Il consensus degli analisti, indicato dall’azienda nel proprio sito internet, indica ricavi in calo del 2,6% a 3,93 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo adjusted dovrebbe salire da 836 milioni a 896 milioni di euro, con una marginalità del 22,8%. Il risultato netto è previsto a 295 milioni di euro. A fine settembre l’indebitamento netto è stimato in calo a 4,07 miliardi di euro. 

 

Geox ha registrato un tonfo del 15,5% a 1,386 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con ricavi consolidati pari a 672,4 milioni di euro (732,7 milioni nello stesso periodo del 2017) con un calo dell’8,2% (-7,7% a cambi costanti). Il gruppo ha anche approvato le linee guida del piano industriale 2019-2021. In particolare, il management prevede una crescita delle vendite nette a un tasso medio annuo del 6,5% nel periodo 2018-2021, raggiungendo un fatturato di circa 950-1.000 milioni di euro nel 2021. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Kepler Cheuvreux ha tagliato da 1,9 euro a 1,3 euro il target price sulla società, in seguito alla revisione dei target sulla redditività per i prossimi trimestri. Gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio e ora consigliano di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Per lo stesso motivo Equita sim ha sforbiciato da 2,4 euro a 1,6 euro il prezzo obiettivo su Geox.

 

Pessima giornata anche per Datalogic (-16,2% a 21,75 euro). La società ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2018, periodo chiuso con ricavi per 466,1 milioni di euro, in aumento del 3,4% rispetto ai 450,7 milioni ottenuti nei primi tre trimestri dello scorso anno. Al contrario, l’utile netto è sceso a 43,58 milioni di euro, dai 45,07 milioni dei primi nove mesi del 2017 (-3,3%). Il management di Datalogic prevede di poter chiudere il 2018 con ricavi in ulteriore crescita rispetto al trend dei primi nove mesi, mantenendo l’incidenza del margine operativo lordo sui ricavi (EBITDA Margin) sostanzialmente allineata a quella dell’esercizio precedente. I vertici dell'azienda hanno segnalato che le attività di completamento del passaggio alla tecnologia Android hanno richiesto tempi più lunghi del previsto, con il conseguente posticipo rispetto alle attese iniziali dei tempi di lancio di alcuni rilevanti nuovi prodotti.

 

Performance peggiore per Mondo TV (-30,9% a 2,525 euro). La società ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con ricavi pari a 22,2 milioni, in calo dell'8% rispetto ai 24 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto è sceso a 7,7 milioni, in contrazione del 17% rispetto ai 9,2 milioni dei primi nove mesi del 2017.

Tutti gli articoli su: piazza affari Quotazioni: MEDIASET S.P.A ENI GEOX BCA CARIGE
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
da

SoldieLavoro

Reddito di cittadinanza (Rdc) 2019: a chi spetta, requisiti e importo

Reddito di cittadinanza (Rdc) 2019: a chi spetta, requisiti e importo

Il Reddito di cittadinanza è il nuovo sussidio contro la povertà. Lo si potrà richiedere dal 6 marzo 2019 e verrà distribuito a partire dal 27 aprile. Destinatari, requisiti e importi Continua »

da

ABCRisparmio

Scadenze fiscali settembre 2019 per le pesone fisiche

Scadenze fiscali settembre 2019 per le pesone fisiche

Vediamo quali sono le principali scadenze fiscali per il mese di settembre 2019. Tratteremo in particolare quelle che riguardano le persone fisiche. Continua »