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Il FTSEMib chiude in rosso

Rally di Fiat Chrysler Automobiles: il prezzo delle azioni del gruppo automobilistico è stato rettificato in seguito allo stacco del dividendo straordinario

di Edoardo Fagnani 14 gen 2021 ore 17:45

mercato-neutroI maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno registrato variazioni frazionali, con Piazza Affari che ha risentito marginalmente delle tensioni politiche in Italia, dopo le dimissioni dal governo dei due ministri in quota Italia Viva. Secondo gli analisti dell'ufficio studi di IG Italia il settore finanziario potrebbe frenare l’ascesa del FTSEMib. "Le aspettative è che la corsa degli ultimi mesi possa arrestarsi poco sopra 24mila punti. Sarà questo l’ostacolo, superato il quale potremmo puntare verso i 26mila punti nel corso dell’anno", hanno ipotizzato gli esperti.

Il FTSEMib ha subito una flessione dello 0,47% a 22.638 punti, il minimo di giornata (massimo di 22.880 punti). Il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno lo 0,49%. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,38%) e per il FTSE Italia Star (+0,16%). Nella seduta del 14 gennaio 2021 il controvalore degli scambi è salito a 2,29 miliardi di euro, rispetto ai 2,08 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 569.493.371 azioni (526.838.372 nella seduta di mercoledì). Su 432 titoli trattati, 236 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 171; invariate le restanti 25 azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,215 dollari. Alle 17.30 il bitcoin era poco sotto i 40mila dollari (oltre 32.500 euro).

Lo spread Btp-Bund ha superato i 115 punti.

 

Rally di Fiat Chrysler Automobiles. Il titolo ha guadagnato il 2,9% a 13,142 euro. Il prezzo delle azioni ordinarie del gruppo automobilistico era stato rettificato in seguito allo stacco del dividendo straordinario di 1,84 euro. Di conseguenza, il prezzo di chiusura di mercoledì 13 gennaio, pari a 14,612 euro, era stato fissato a 12,772 euro.

 

Hanno prevalso le vendite sui bancari. Secondo gli analisti di IG Italia il settore proseguirà il processo di consolidamento avviato negli ultimi anni. Con ogni probabilità i tasselli di questo grande puzzle si completeranno già nei prossimi mesi, con le ultime banche che convoleranno a nozze.

In rosso UniCredit (-1,41% a 7,844 euro). Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore l’annuncio al mercato del nuovo amministratore delegato dovrebbe avvenire al termine del consiglio di amministrazione in agenda per il 10 febbraio, lo stesso giorno in cui sarà approvato il bilancio dell’esercizio 2020. Tuttavia, il quotidiano finanziario ha precisato che il comitato nomine della banca sta valutando diversi profili, sia esterni che interni alla banca; tra i nomi in esame ci sarebbero Andrea Orcel (ex UBS e Merrill Lynch) e Fabio Gallia (ex ceo di Cdp e Bnl Bnp Paribas).

Il BancoBPM ha ceduto lo 0,6% a 1,894 euro. Dalle comunicazioni diffuse della Consob il 13 gennaio 2021 si apprende che il 6 gennaio UBS Group ha ridotto allo 0,827% la partecipazione detenuta nel capitale dell’istituto. In precedenza, il colosso svizzero era accreditato dell’1,308% della banca.

In frazionale rialzo solo il Creval (+0,77% a 11,8 euro). Il valore delle azioni dell’istituto si mantiene oltre il prezzo dell’OPA lanciata da Crédit Agricole Italia (10,5 euro per azione). A questo proposito il CdA della banca ha preso atto delle posizioni rese note da parte di alcuni azionisti che non ritengono adeguato il corrispettivo di 10,5 euro ad azione offerto da Crédit Agricole, e del fatto che il titolo Creval, nel periodo successivo all’annuncio dell’OPA, ha negoziato sul mercato a premio rispetto al corrispettivo d’offerta.

 

Prese di beneficio su Azimut Holding (-1,77% a 18,58 euro), dopo il rialzo registrato nelle precedenti due sedute. A conclusione della convention annuale la compagnia ha fornito una guidance di utile netto per il 2021. Il management prevede di chiudere l'esercizio con un risultato finale di 350 milioni di euro, in condizioni di mercato normali.

 

Al segmento STAR spicca il rialzo di Unieuro (+3,72% a 15,06 euro). La società ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi 2020/2021 (l’azienda chiude il bilancio il 28 febbraio) chiuso con ricavi per 1,89 miliardi di euro, in salita del 7,4% rispetto ai dati del 2019. Unieuro ha terminato i primi nove mesi 2020/2021 con un utile netto adjusted di 49,6 milioni di euro, rispetto ai 19,3 milioni contabilizzati nello stesso periodo dello scorso esercizio. Il management ha segnalato che il trend dei ricavi di dicembre è positivo e in linea con il terzo trimestre, nonostante il protrarsi delle restrizioni alle attività commerciali e alla mobilità delle persone.

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