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FTSEMib, la chiusura è negativa

Enel in territorio negativo, dopo la diffusione dei primi nove mesi del 2019. Pessima giornata per Prysmian. Segno più, invece, per Salvatore Ferragamo

di Edoardo Fagnani 13 nov 2019 ore 17:46

Giornata all’insegna delle vendite per i maggiori indici di Borsa Italiana e per le principali borse europee. Michele De Michelis - responsabile investimenti di Frame Asset Management - ha suggerito cautela sui mercati azionari, evidenziando che in questo ultimo periodo gli investitori si sono precipitati a comprare azioni. "Se però analizziamo i volumi, vedremo che sono stati tutt'altro che imponenti, quindi questi massimi sono stati raggiunti senza troppa convinzione", ha sottolineato De Michelis. Gli analisti di IntesaSanpaolo hanno segnalato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un discorso all’Economic Club of New York, ha usato toni positivi, ma complessivamente cauti sull’evoluzione dei negoziati con la Cina. Trump ha anche aggiunto che in caso non si raggiungesse un’intesa, gli Stati Uniti alzerebbero i dazi “in misura molto significativa”, confermando che i rischi sulla politica commerciale sono ridotti ma non eliminati. "Il nodo del contendere al momento è la riduzione dei dazi già imposti, in particolare quelli attuati a settembre. Le schermaglie fra le due parti potrebbero proseguire nel prossimo mese", hanno segnalato gli analisti di IntesaSanpaolo.

mercato-rossoIl FTSEMib ha subito una flessione dello 0,86% a 23.578 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.436 punti e un massimo di 23.727 punti. Il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,78%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,26%) e per il FTSE Italia Star (-0,08%). Nella seduta del 13 novembre il controvalore degli scambi è sceso a 2,68 miliardi di euro, rispetto ai 2,81 miliardi di martedì; sono passate di mano 608.165.501 azioni (686.407.016 nella seduta di martedì). Su 429 titoli trattati, 254 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 139; invariate le restanti 36 azioni.

L’euro si è attestato a 1,1 dollari, mentre il bitcoin è rimasto sotto i 9.000 dollari (circa 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund ha toccato i 155 punti.

 

Enel ha terminato la giornata con una flessione dello 0,76% a 6,93 euro, dopo la diffusione dei primi nove mesi del 2019. Il colosso elettrico ha chiuso il periodo in esame con ricavi per 57,12 miliardi di euro, in aumento del 3,4% rispetto ai 55,25 miliardi ottenuti nei primi tre trimestri del 2018. In forte aumento il margine operativo lordo (+10,5%), passato da 12.01 miliardi a 13,27 miliardi di euro. Enel ha terminato il periodo gennaio-settembre con un utile netto di 813 milioni di euro, rispetto ai 3,02 miliardi contabilizzati nei primi nove mesi del 2018, per effetto essenzialmente dell’adeguamento di valore effettuato su alcuni impianti a carbone. L’utile netto ordinario è cresciuto del 14,1% a 3,3 miliardi di euro. Sulla base di questi risultati i vertici di Enel hanno confermato target economico-finanziari per il 2019. Nel dettaglio, il valore atteso dell’EBITDA ordinario consolidato per l’esercizio 2019 è pari a circa 17,8 miliardi di euro, superiore al target di Piano, pari a circa 17,4 miliardi. L’utile netto ordinario è stimato a circa 4,8 miliardi di euro. Il management di Enel ha approvato la distribuzione dell'acconto sul dividendo 2020 (relativo all'esercizio 2019). I vertici hanno deliberato la distribuzione di una cedola di 0,16 euro per azione. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 7,1 euro a 7,5 euro il target price su Enel; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Anche Banca Akros ha incrementato il prezzo obiettivo sul colosso elettrico, portandolo da 7,2 euro a 7,4 euro; gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni portafoglio.

 

In generale ribasso titoli del settore bancario.

Spicca la flessione di UniCredit, che ha lasciato sul terreno il 2,18% a 12,476 euro.

 

Giornata brillante per Salvatore Ferragamo (+4,03% a 18,19 euro), dopo la diffusione dei risultati trimestrali. La società del lusso ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con ricavi per 994,36 milioni di euro, in aumento del 2,3% rispetto ai 971,86 milioni ottenuti nei primi tre trimestri dello scorso esercizio; a tassi di cambio costanti, il fatturato sarebbe aumentato dell’1,9%. In aumento il margine operativo lordo, che è salito da 149,03 milioni a 242,72 milioni di euro, in conseguenza all’applicazione dei nuovi principi contabili. Al contrario, l’utile netto, si è ridotto da 64,1 milioni a 59,97 milioni di euro. Nel solo terzo trimestre i ricavi di Salvatore Ferragamo si sono ridotti del 2,9% (-3,6% a cambi costanti). I vertici di Salvatore Ferragamo ritengono che il rallentamento dei ricavi e dei margini operativi registrato nel corso del terzo trimestre 2019, possa proseguire nell’ultima parte dell’anno. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Banca Akros hanno ridotto da 20,2 euro a 19,3 euro il target price su Salvatore Ferragamo; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Al contrario, Equita sim ha incrementato da 17,3 euro a 18 euro per azione la valutazione sulla società del lusso, in seguito al miglioramento delle stime sui ricavi e sulla redditività per il triennio 2019/2021; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Jp Morgan si è limitata a ridurre le stime sull’utile per il biennio 2019/2020, ribadendo il target price di 18 euro e il rating “Neutrale”.

 

Prysmian (-7,16% a 18,94 euro) maglia nera al FTSEMib. Nel corso della conference call a commento dei risultati dei primi nove mesi del 2019 l’amministratore delegato della società, Valerio Battista, ha puntualizzato che l’EBITDA adjusted relativo all’esercizio 2019 dovrebbe collocarsi nella parte bassa dell’intervallo comunicato al mercato (forchetta compresa tra i 950 e gli 1,02 miliardi di euro), in seguito al rallentamento della crescita del settore telecom. Il consensus degli analisti (pubblicato sul sito internet di Prysmian e aggiornato all'11 novembre) indicava un'EBITDA rettificato per l'intero 2019 pari a 992 milioni di euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno limato da 21,5 euro a 20,5 euro il target price su Prysmian, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020; gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere). Morgan Stanley ha ridotto da 26 euro a 25 euro per azione la valutazione su Prysmian; tuttavia, gli esperti hanno confermato il rating “Overweight” (sovrappesare), in quanto il nuovo target price implica un rialzo del 30% rispetto all’attuale quotazione di Prysmian. Banca Akros si è limitata a peggiorare da “Buy” ad “Accumulate” il giudizio, ribadendo il prezzo obiettivo di 23,5 euro e le stime per i prossimi trimestri.

 

Tra i titoli a minore capitalizzazione spicca l’ottima performance di Safilo Group (+11,4% a 1,13 euro). La società ha archiviato i primi nove mesi 2019 con le vendite nette delle attività in continuità pari a 708,7 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; a cambi costanti l’incremento sarebbe stato del 2,7%.

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