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Piazza Affari si salva (grazie a Enel)

Seduta nervosa per i bancari: anche oggi vendite su Unicredit. Giornata decisamente negativa per Salvatore Ferragamo e Geox dopo la trimestrale. Male anche RCS

di Edoardo Fagnani 13 nov 2015 ore 17:49

Piazza Affari e le principali borse europee hanno chiuso la seduta odierna in territorio negativo. Tuttavia, gli indici di Borsa Italiana sono riusciti a limitare i ribassi. In mattinata la Banca d’Italia ha comunicato che a settembre 2015 il debito pubblico italiano è risalito a quasi 2.192 miliardi di euro, rispetto ai 2.185 miliardi di fine agosto. In serata, invece, S&P comunicherà l’aggiornamento sul rating del debito sovrano dell’Italia. Seduta nervosa per i bancari, dopo i pesanti ribassi subiti nella seduta di ieri: ancora vendite su Unicredit. Buone performance per Enel ed Enel Green Power, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Pesanti ribassi per Salvatore Ferragamo e Geox.
Il FTSEMib è sceso dello 0,08% a 21.843 punti, terminando la settimana con un ribasso del 3,05%. In rosso il FTSE Italia All Share che ha registrato un calo dello 0,09% a 23.564 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,04%) e il FTSE Italia Star (-0,52%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,63 miliardi di euro, rispetto ai 3,55 miliardi di ieri. Su 336 titoli trattati, 211 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 107. Invariate le restanti 18 azioni.
L’euro è sceso sotto i 1,075 dollari. L’oro si è confermato a 1.080 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_negativo5Seduta nervosa per i bancari, dopo i pesanti ribassi subiti nella seduta di ieri.
Ancora vendite su Unicredit. Il titolo dell’istituto guidato da Federico Ghizzoni è sceso dello 0,72% a 5,55 euro. Ancora indicazioni degli analisti sulla banca dopo la trimestrale. Il Credit Suisse ha tagliato da 7 euro a 5,8 euro il prezzo obiettivo su Unicredit, in seguito alla riduzione delle stime finanziarie per il triennio 2016/2018; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
Seno meno anche per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha ceduto lo 0,53% a 1,489 euro.
La Popolare dell’Emilia Romagna ha guadagnato l’1,66% a 7,345 euro. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno limato il target price sull’istituto, portandolo da 8 euro a 7,7 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.
Pesante ribasso per Anima Holding (-2,05% a 8,35 euro). La compagnia ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con un utile netto di 95,9 milioni di euro, in crescita del 67% dai 57,3 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto normalizzato (che non tiene conto di costi o ricavi straordinari e degli ammortamenti di intangibili a vita definita relativi alla cosiddetta “purchase price allocation”) è stato di 113 milioni di euro, il 48% in più rispetto ai 76,4 milioni di 12 mesi prima.

Enel ha registrato un rialzo dell’1,29% a 4,076 euro. Il colosso elettrico ha terminato il periodo gennaio-settembre con ricavi per 56 miliardi di euro, in aumento del 3,6% rispetto ai 54,08 miliardi ottenuti nei primi nove mesi del 2014. L’utile netto ordinario è balzato del 42%, passando da 1,86 miliardi a 2,64 miliardi di euro, per effetto della migliore gestione operativa, dei minori oneri finanziari, delle minori imposte e del rilascio parziale del fondo oneri in Slovacchia, che hanno compensato la maggiore incidenza dei minoritari in Endesa. A fine settembre l’indebitamento netto è salito a 39,58 miliardi di euro, rispetto ai 37,38 miliardi di inizio anno, in seguito agli investimenti del periodo (4,68 miliardi di euro), al pagamento dei dividendi e all’andamento dei tassi di cambio. Il management ha segnalato che il contributo positivo derivante dalle operazioni straordinarie in corso e il cash flow generato dall’attività operativa permetteranno di finanziare gli investimenti destinati allo sviluppo e consentono di confermare la politica dei dividendi adottata e i target finanziari comunicati al mercato per l’anno 2015.
Performance positiva anche per Enel Green Power (+2,04% a 1,951 euro). La società ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con ricavi per 2,24 miliardi di euro, in aumento del 7,6% rispetto ai 2,08 miliardi ottenuti negli stessi mesi dello scorso esercizio. Al contrario, l’utile netto si è ridotto da 395 milioni a 245 milioni di euro (-38%), in conseguenza alla perdita di valore registrata sugli asset detenuti in Romania (155 milioni di euro), tenuto conto del perdurare delle incertezze nel quadro regolatorio e delle condizioni di mercato del paese. Il management ha segnalato che nel corso del quarto trimestre 2015 proseguirà nella ricerca di nuove opportunità di crescita in paesi con un ampio potenziale di sviluppo, sempre con l’obiettivo di incrementare la diversificazione geografica e massimizzare il valore creato.

Salvatore Ferragamo ha subito uno scivolone dell’8,12% a 21,94 euro. Elevati i volumi sul titolo: nella seduta odierna sono passate di mano oltre 2,4 milioni di azioni. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con ricavi pari a 1,02 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto ai 957 milioni di euro dello stesso periodo del 2014. A cambi costanti la crescita dei ricavi sarebbe stata pari all'1%. L’utile netto ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con  un utile netto di 112 milioni di euro rispetto ai 110 milioni registrati nello stesso periodo del 2014, segnando un incremento del 3%. Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti sulla società del lusso, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Mediobanca e Banca Akros hanno peggiorato il giudizio su Salvatore Ferragamo, portandolo a “neutrale”; le due banche d’affari hanno anche tagliato il target price portandolo a 27 euro. Bocciatura completa anche da Kepler Cheuvreux, che ha sforbiciato da 25 euro a 22 euro il prezzo obiettivo e ora consiglia di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio, in seguito alla riduzione delle stime finanziarie per i prossimi trimestri. Sulla stessa lunghezza d’onda UBS ed Exane che hanno tagliato la valutazione su Salvatore Ferragamo, portandola rispettivamente a 26,5 euro e a 30 euro per azione.
Pesante ribasso anche per Geox (-10,8% a 3,816 euro). La società ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con ricavi pari a 708,9 milioni di euro, in crescita del 6,1% rispetto ai 668,4 milioni dello stesso periodo del 2014. Geox ha terminato il periodo gennaio-settembre con un utile pari a 17,1 milioni di euro, rispetto ai 4,5 milioni di euro dei primi nove mesi del 2014. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno peggiorato il giudizio su Geox, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere), in seguito alla riduzione della stima sull’utile per azione per il prossimo esercizio; gli esperti hanno confermato il target price di 4 euro.

Spunti importanti tra gli editoriali.
RcsMediagroup ha lasciato sul terreno il 5,91% a 0,621 euro. La società editoriale ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con ricavi pari a 743 milioni di euro, in calo del 3,7% rispetto ai 771,8 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. In crescita la perdita, salita a 126,4 milioni di euro dal rosso di 93,1 milioni dei primi nove mesi del 2014. Escludendo le attività destinate alla dismissione e dismesse, il risultato netto sarebbe in rosso per 92,6 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il risultato dei nove mesi 2014. Il management di RcsMediagroup prevede per il 2015 ricavi consolidati in riduzione del 3% rispetto al 2014 e un margine operativo lordo consolidato ante oneri non ricorrenti (a perimetro omogeneo), in crescita sia in valore assoluto sia in termini di redditività.
Mediaset ha ceduto l’1% a 4,16 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno tagliato da 4,96 euro a 4,84 euro il target price sul gruppo del Biscione, in seguito alla riduzione della stima sull’utile per azione per il 2017; tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

 

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