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Borse in rosso: FTSEMib -2,1%

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno registrato ribassi nell'ordine del 2-3%. Male bancari ed EXOR

di Edoardo Fagnani 13 mag 2020 ore 17:45

borsa-rossoI maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno registrato ribassi nell'ordine del 2-3%. Secondo Irene Lauro - Economista di Schroders - gli investitori azionari sono diventati troppo ottimisti e troppo in fretta; in particolare, l'esperta ha segnalato che i mercati azionari stanno ignorando l’impatto totale che la pandemia avrà sui bilanci societari, sugli investimenti delle aziende e sui consumi. "La crisi legata al Covid-19 colpirà gli utili delle aziende, soprattutto di quelle che operano nei settori dei trasporti aerei, delle automobili e del turismo", ha precisato Irene Lauro.

Il FTSEMib ha subito un calo del 2,14% a 17.183 punti, il minimo di giornata (massimo di 17.427 punti). Il FTSE Italia All Share ha registrato una flessione dell'1,93%. Ribassi frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,4%) e per il FTSE Italia Star (-0,83%). Nella seduta del 13 maggio 2020 il controvalore degli scambi è salito a 1,75 miliardi di euro, rispetto agli 1,41 miliardi di martedì; sono passate di mano 518.301.874 azioni (476.324.576 nella seduta di martedì). Su 421 titoli trattati, 297 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 102; invariate le restanti 22 azioni.

L’euro ha oscillato intorno agli 1,085 dollari, mentre il bitcoin si è riportato oltre i 9.000 dollari (circa 8.500 euro).

Lo spread Btp-Bund è sceso a 236 punti.

 

Vendite sui titoli del settore bancario.

IntesaSanpaolo ha chiuso la seduta con una flessione dell'1,91%. L'agenzia DBRS Morningstar ha confermato il rating a lungo termine senior preferred (unsecured) di IntesaSanpaolo, fissato a "BBB (high)" e quello a breve termine a "R-1 (low)". Al contrario, gli esperti hanno peggiorato le prospettive sul rating per i prossimi trimestri, portandole da "Stabili" a "Negative". Fitch Ratings, invece, ha ridotto di un livello il rating a lungo termine senior preferred (unsecured) di IntesaSanpaolo, portandolo a "BBB-" dal precedente "BBB" e quello a breve termine a "F3" da "F2". La stessa agenzia ha modificato il rating a lungo termine di UniCredit (-3,85%) a "BBB-" (da "BBB"), il rating a breve termine in "F3" (da "F2") e il viability rating in "bbb-" (da "bbb"). Le prospettive sul rating dei due istituti per i prossimi trimestri restano "stabili".

Segno meno anche per UBI Banca (-3,8%). Sempre DBRS Morningstar ha confermato il rating Long-Term Deposits rating a "BBB (high)" e lo Short-Term Deposits rating a "R-1 (low)" sull’istituto. Al contrario, gli esperti hanno peggiorato le prospettive sul rating per i prossimi trimestri, portandole da "Stabili" a "Negative". Fitch Ratings, invece, ha ridotto di un livello il Long-term Issuer Default Rating di UBI Banca, portandolo a "BB+" dal precedente "BBB-", e lo Short-term Issuer Default Rating a "B" da "F3". I rating dell'istituto sono sotto osservazione e Fitch Ratings non esclude un miglioramento nei prossimi mesi.

 

Giornata decisamente negativa per EXOR (-7,21%). La holding ha comunicato che Covea non onorerà l'impegno per rilevare la controllata PartnerRE, sulla base degli accordi preliminari siglati a inizio marzo.

 

Terna è salita dell'1,11%. La società ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2020, chiuso con ricavi per 567,5 milioni di euro, in aumento del 5,7% rispetto ai 537 milioni ottenuti nei primi tre mesi dello scorso anno. L’utile netto è salito dello 0,3% a 186,6 milioni di euro, rispetto ai 186 milioni contabilizzati nei primi tre mesi del 2019, scontando un aumento degli oneri finanziari.

 

Salvatore Ferragamo invariata. Il gruppo del lusso ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2020, periodo chiuso con ricavi per 221,73 milioni di euro, in contrazione del 30,1% rispetto ai 317,08 milioni ottenuti nei primi tre mesi dello scorso esercizio. Il risultato finale è stato negativo per 39,08 milioni di euro, rispetto all’utile di 10,16 milioni contabilizzato nei primi tre mesi del 2019. I vertici di Salvatore Ferragamo hanno confermato gli obiettivi di medio lungo termine, ma non ritengono di potere formulare previsioni attendibili circa la performance di vendita nei vari mercati e canali distributivi per l’esercizio in corso.

 

Poste Italiane ha chiuso la giornata con un ribasso del 4%, dopo la diffusione della trimestrale. La società ha terminato il primo trimestre del 2020 con ricavi per 2,76 miliardi di euro, in contrazione del 3% rispetto ai 2,84 miliardi realizzati nei primi tre mesi dello scorso anno. I ricavi normalizzati sono stati pari a 2,46 miliardi di euro (-4,4% rispetto al primo trimestre del 2019). In forte peggioramento il risultato operativo, che è sceso da 617 milioni a 441 milioni di euro (-28,6%), in seguito ai minori ricavi dovuti al lockdown e ai costi straordinari per far fronte all'emergenza. Il management ha segnalato che ad oggi è impossibile effettuare realistiche previsioni sull’evoluzione economica e finanziaria del gruppo nel corso del 2020.

 

DiaSorin è balzata del 7,48%. La società di diagnostica ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2020, chiuso con un fatturato di 174,6 milioni di euro, in aumento del 2,3% rispetto ai 170,8 milioni registrati nei primi tre mesi dello scorso anno. Al contrario, l’utile netto si è ridotto da 40,4 milioni a 37,7 milioni di euro (-6,6%). Tenuto conto del significativo deterioramento dello scenario macroeconomico DiaSorin ha ritenuto opportuno ritirare la Guidance 2020, riservandosi di dare un aggiornamento non appena si avrà maggiore visibilità sulla prevedibile evoluzione del business.

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