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Piazza Affari chiude con un buon rialzo

Spicca l'ottima performance messa a segno da Saipem. In generale rialzo i bancari. Giornata decisamente positiva per Telecom Italia e Brunello Cucinelli

di Edoardo Fagnani 13 gen 2015 ore 17:46

Piazza Affari e le principali borse europee in forte rialzo nella seduta odierna. Oggi era in agenda la prima asta dei titoli di stato italiani a lungo termine del 2015. In mattinata il Tesoro ha collocato tre Btp per un ammontare di 7 miliardi di euro: il rendimento del titolo con scadenza a sette anni è sceso all’1,29%. Sotto pressione i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 44,5 dollari. Spicca l’ottima performance messa a segno da Saipem. In generale rialzo i bancari. Giornata decisamente positiva per Telecom Italia e Brunello Cucinelli.
Il FTSEMib ha guadagnato l’1,96% a 18.709 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha messo a segno un rialzo dell’1,88% a 19.850. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+1,35%) e il FTSE Italia Star (+1,54%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,59 miliardi di euro, rispetto ai 2,32 miliardi di ieri. Su 322 titoli trattati, 222 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 87. Invariate le rimanenti 13 azioni.
L’euro è tornato a 1,18 dollari. L’oro si è riportato a 1.240 dollari.

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mercato9Sotto pressione i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 44,5 dollari.
Saipem ha guadagnato il 4,44% a 7,525 euro. La Consob ha deciso di vietare le vendite allo scoperto sul titolo per la seduta odierna. Il provvedimento è stato adottato in applicazione del Regolamento comunitario in materia di "Short Selling", tenuto conto della variazione di prezzo registrata ieri dal titolo (calo superiore al 10%).
In ripresa anche ENI che ha recuperato l’1,61% a 13,91 euro. Gli analisti di S&P Equity hanno tagliato il target price sul Cane a sei zampe, portandolo da 13 euro a 10,4 euro, in seguito al pesante calo subito dal prezzo del petrolio nelle ultime settimane. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di vendere con decisione le azioni.
Enel ha terminato la giornata con un rialzo del 2,84% a 3,544 euro. Morgan Stanley ha ridotto da 4,35 euro a 4,2 euro il prezzo obiettivo sul colosso elettrico, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il periodo 2015/2018. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare). Al contrario, Macquarie ha ritoccato al rialzo il target price su Enel, portandolo da 4 euro a 4,1 euro. Gli esperti hanno anche migliorato da “Underperform” (farà peggio del mercato) ad “Outperform” (farà meglio del mercato) in giudizio. Indicazione positiva anche da Bernstein, che ha alzato da 4,9 euro a 5 euro per azione la valutazione sul colosso elettrico. Gli esperti hanno confermato Enel nella propria lista di titoli preferiti.
Enel Green Power è salita dello 0,48% a 1,683 euro. Macquarie ha limato da 1,42 euro a 1,4 euro il prezzo obiettivo sul gruppo energetico, in seguito alla revisione delle stime sull’utile per azione per il 2016. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato). Anche Bernstein ha limato il target price su Enel Green Power, portandolo da 2,3 euro a 2,2 euro. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato). Sulla stessa lunghezza d’onda Morgan Stanley, che ha ridotto da 2 euro a 1,9 euro per azione la valutazione sulla società, in seguito al peggioramento delle stime sulla redditività per i prossimi esercizi. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Equalweight” (neutrale).

In ripresa i bancari.
Seduta positiva per Unicredit (+2,36% a 5,085 euro). Ieri la banca ha emesso un bond non garantito a tasso variabile con scadenza a febbraio 2020 per un ammontare di un miliardo di euro. Il titolo ha ottenuto richieste per 1,5 miliardi, con ordini per il 70% fuori dai confini italiani. Il titolo paga una cedola pari al tasso Euribor trimestrale, aumentato di uno spread di 100 punti base con un prezzo di emissione pari a 99.75%. Di conseguenza, il rendimento è pari all’Euribor a tre mesi, maggiorato di 105 punti base.
Bene anche IntesaSanpaolo (+3,01% a 2,396 euro). Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa l’Ente CariFirenze starebbe valutando la possibilità di uscire dal capitale dell’istituto guidato da Carlo Messina. Stando alle indicazioni pubblicate dalla Consob l’azionista è accreditato del 3,378% del capitale di IntesaSanpaolo.
La Popolare dell’Emilia Romagna ha registrato un progresso del 2,33% a 4,916 euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, l’istituto avrebbe emesso un bond garantito. Il titolo avrebbe ottenuto richieste per oltre un miliardo di euro. Il rendimento è indicato a 43 punti base oltre il tasso mid swap di durata equivalente.
Più limitato il rialzo del Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano è salito dello 0,09% a 0,4636 euro.

Telecom Italia è balzata del 4,39% a 0,904 euro. Ieri la compagnia telefonica ha emesso un bond con scadenza nel 2023 per un ammontare di un miliardo di euro. Il titolo avrebbe ottenuto richieste per 4 miliardi. Il rendimento è pari al tasso midswap di durata equivalente (otto anni), maggiorato i 275 punti base. Il rendimento dell’emissione, pari a 3,33%, risulta inferiore al costo medio del debito, che a fine settembre 2014 si attestava a 5,4%.

Mediaset è salita del 3,24% a 3,378 euro. Il gruppo del Biscione ha perfezionato l'accordo con cui l'operatore spagnolo Telefonica ha acquisito l'11,1% delle azioni di Mediaset Premium per un corrispettivo di 100 milioni di euro. L'investimento riflette una valutazione complessiva della nuova società di tv a pagamento italiana pari a 900 milioni.

Fiat Chrysler Automobiles ha registrato un rialzo dell’1,87% a 10,36 euro. L'amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, ha dichiarato che la società potrebbe raggiungere il pareggio operativo in Europa già durante l’esercizio in corso. Intanto, Barclays ha ripreso la copertura sul gruppo guidato da Sergio Marchionne con un target price di 11,5 euro e un giudizio “Overweight” (sovrappesare). Gli esperti ritengono che il gruppo possa beneficiare del recente scivolone subito dal prezzo del petrolio.

Brunello Cucinelli ha guadagnato il 4,71% a 18,9 euro. Il gruppo del cachemire ha chiuso lo scorso anno con ricavi per 355,8 milioni di euro, in aumento del 10,3% rispetto ai 322,5 milioni contabilizzati nell’esercizio precedente. A parità di tassi di cambio il fatturato sarebbe cresciuto del 10,5%. A fine 2014 l’indebitamento netto era salito a 43 milioni di euro, rispetto ai 16,1 milioni di inizio anno. Lo scorso esercizio Brunello Cucinelli ha investito complessivamente 40 milioni di euro. Per il 2015 il numero uno, Brunello Cucinelli, prevede una crescita dei ricavi e della redditività superiore al 10%. Dopo la diffusione dei risultati preliminari gli analisti di Equita sim hanno alzato da 16,6 euro a 17,5 euro il target price su Brunello Cucinelli, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione della società. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.
YOOX ha messo a segno un progresso del 5,09% a 16,53 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 9 gennaio Norges Bank ha ridotto la quota detenuta nel capitale dell’azienda, portandola dal 2,022% all’1,903%.
In forte rialzo anche Tod’s (+4,21% a 76,7 euro).

Campari è salita del 3,47% a 5,51 euro. Goldman Sachs ha migliorato il giudizio sul titolo, portandolo da “Sell” (vendere) a “Neutrale”, in seguito alla performance registrata dal titolo nell’ultimo anno rispetto ai competitors. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 5,2 euro.

CTI BioPharma è balzata del 4,06% a 2,05 euro. La società biotech ha anticipato che i ricavi preliminari per l’esercizio 2014 dovrebbero ammontare a circa 60 milioni di dollari, rispetto ai 34,68 milioni contabilizzati nell'anno precedente.

 

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