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FTSEMib positivo alla vigilia della BCE

Seduta nervosa per i bancari. Spicca il rialzo di Salvatore Ferragamo. Molto bene anche Fiat Chrysler Automobiles. Ancora una giornata negativa per Astaldi

di Edoardo Fagnani 12 set 2018 ore 17:56

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta con gli indici in territorio positivo, alla vigilia della riunione della BCE. Il team gestionale di ANIMA ha confermato il posizionamento prudente sul mercato azionario italiano, segnalando che il nostro Paese è stato sotto pressione in agosto alla vigilia della presentazione della legge di bilancio 2019. "L’allocazione si mantiene prudente con posizionamento sottopesato, alla luce degli elementi di incertezza già ricordati e in particolare del fatto che il premio al rischio degli investitori a fronte dei timori sull’evoluzione della politica fiscale è salito in modo significativo", hanno precisato gli esperti. Riflettori puntati sulle aste di titoli di stato italiani; in mattinata il Tesoro ha collocato il BOT annuale per un ammontare di 6 miliardi di euro: il rendimento è sceso sotto lo 0,5%. Seduta nervosa per i bancari. Spicca il rialzo di Salvatore Ferragamo. Molto bene anche Fiat Chrysler Automobiles.

Il FTSEMib ha guadagnato lo 0,52% a 20.860 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 20.646 punti e un massimo di 20.966 punti. Stessa variazione per il FTSE Italia All Share (+0,52%). Performance migliori per il FTSE Italia Mid Cap (+0,67%) e il FTSE Italia Star (+0,87%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,29 miliardi di euro, rispetto agli 1,91 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 729.952.906 azioni (747.670.939 nella seduta di ieri). Su 383 titoli trattati, 185 hanno registrato un rialzo, mentre i segni meno sono stati 162; invariate le restanti 36 azioni.

L’euro ha superato 1,16 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin si confermava sotto i 6.500 dollari (poco meno di 5.500 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

indice-azionario-positivoSeduta nervosa per i bancari.

Unicredit ha subito un ribasso dello 0,28% a 13,34 euro.

Il BancoBPM ha perso lo 0,5% a 2,1925 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che l’11 settembre Marshall Wace ha incrementato dal 2,56% al 2,65% la posizione corta sull’istituto.

Performance positiva, invece, per IntesaSanpaolo (+0,54% a 2,34 euro).

Banca Carige invariata a 0,0086 euro. MF ha dato ampio spazio alla situazione dell’istituto ligure a pochi giorni dall'assemblea degli azionisti chiamata a nominare il nuovo consiglio di amministrazione. La sfida principale resta tra la famiglia Malacalza e la cordata guidata dal finanziere Raffaele Mincione, alla ricerca di alleati tra gli azionisti minori. A questo proposito, secondo MF, i fondi di investimento potrebbero assumere una posizione neutrale e convogliare i propri voti versa la lista presentata da Assogestioni.

 

Salvatore Ferragamo ha terminato la giornata con un progresso del 4,07% a 20,98 euro. Secondo alcune indiscrezioni di stampa un fondo di private equity sarebbe interessato a entrare nel capitale della società del lusso. Tuttavia, Salvatore Ferragamo ha smentito queste indiscrezioni.

 

Fiat Chrysler Automobiles è salita del 4,4% a 15,088 euro. Gli analisti di Exane hanno migliorato il giudizio sulla società automobilistica, portandolo da “Neutrale” ad “Outperform” (farà meglio del mercato), in seguito al ribasso subito dal titolo negli ultimi tre mesi; a fine maggio la quotazione di Fiat Chrysler Automobiles era pari a 19,4 euro. Il target price è stato migliorato a 19,5 euro.
Analisti positivi anche su Ferrari (+2,62% a 113,7 euro). Banca Akros ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sul titolo del Cavallino, portandolo da 120 euro a 121,5 euro, dopo l’accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate sul Patent Box. Per lo stesso motivo Equita sim ha incrementato da 120 euro a 121 euro il target price su Ferrari, confermando l’indicazione di acquisto delle azioni. Kepler Cheuvreux ha alzato da 110 euro a 115 euro il prezzo obiettivo sulla società, ribadendo il rating “Hold” (mantenere).

 

Telecom Italia è scesa dello 0,92% a 0,5406 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato il target price sulla compagnia telefonica, portandolo da 0,9 euro a 0,59 euro.

 

ENI ha guadagnato lo 0,87% a 16,018 euro. Gli analisti di HSBC hanno alzato il prezzo obiettivo sul Cane a sei zampe, portandolo da 18 euro a 19,4 euro. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Atlantia ha guadagnato l’1,7% a 17,2 euro. Gli analisti di Banca Akros hanno ridotto da 25 euro a 22 euro il target price sulla concessionaria autostradale, inglobando il rischio di perdita della concessione nel proprio modello di valutazione. Gli esperti hanno confermato il rating “Neutrale”.

 

Buzzi Unicem ha registrato un rialzo l’1,73% a 17,89 euro. L’agenzia S&P ha migliorato di un livello il rating sul debito a lungo termine di Buzzi Unicem, portandolo da “BBB-” a “BB+”; l’attuale giudizio classifica la società quotata al FTSEMib tra gli emittenti non speculativi. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono “stabili”.

 

Prysmian ha subito uno scivolone del 3,45% a 21 euro. La società ha comunicato che la messa in servizio e il collaudo del collegamento in cavo tra la Scozia e il Galles (WesternLink interconnection) sono stati temporaneamente interrotti a causa delle verifiche che sono state avviate in relazione ad un problema verificatosi nella sezione terrestre del collegamento. Prysmian ha precisato che è impegnata a risolvere il problema nel più breve tempo possibile, con il minimo impatto ambientale e logistico.

 

Pessima giornata per STM, che ha lasciato sul terreno il 4,06% a 15,26 euro.

 

Ancora vendite su Astaldi (-1,52% a 1,17 euro), dopo la pesante correzione subita nelle ultime sedute. Il Sole24Ore ha segnalato che domani è in programma un vertici tra il management dell'azienda e gli istituti bancari finanziatori per fare il punto della situazione dopo che "la mancata realizzazione in tempi rapidi della prospettata iniezione di liquidità da 300 milioni ha generato nuove esigenze di cassa, oltre a quella già preventivate dal precedente piano". Secondo il quotidiano finanziario le banche sarebbero disposte a concedere nuova liquidità ma solo in presenza di un nuovo piano. Non è escluso, inoltre, la possibilità di utilizzare alcune procedure concesse dalla legge fallimentare.

 

In deciso ribasso Esprinet (-6,63% a 3,66 euro). La società ha chiuso il primo semestre del 2018 con ricavi per 1,54 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto agli 1,44 miliardi ottenuti nei primi sei mesi dello scorso anno. In crescita dell’11% il risultato operativo, che è salito da 9,83 milioni a 10,94 milioni di euro, per effetto del contenimento dei costi operativi. Di conseguenza, la marginalità si è attestata allo 0,7%. In peggioramento, invece, l’utile netto, che è passato da 6,27 milioni a 6,19 milioni di euro (-1%). Per l’esercizio in corso il management di Esprinet prevede che l’EBIT possa collocarsi nella parte bassa della forchetta compresa tra 39 e i 41 milioni di euro precedentemente comunicata.

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