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Il FTSEMib ha ripreso la corsa

Il dato sullo ZEW tedesco di novembre diffuso in mattinata è risultato decisamente migliore delle attese degli analisti. In generale rialzo i titoli del settore bancario

di Edoardo Fagnani 12 nov 2019 ore 17:51

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 12 novembre con buoni rialzi, in scia al dato sullo ZEW di novembre (indice macroeconomico che sintetizza l’opinione di un panel di esperti sul futuro dell’economia tedesca) diffuso in mattinata e risultato decisamente migliore delle attese degli analisti. Intonazione positiva per i titoli del settore bancario, dove spicca il progresso messo a segno da UBI Banca. Da segnalare anche il forte rialzo di Mediaset.

mercato-positivo_2Il FTSEMib ha chiuso la giornata con un rialzo dell’1,24% a 23.782 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.548 punti e un massimo di 23.828 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato l’1,27%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+1,48%) e per il FTSE Italia Star (+1,21%). Nella seduta del 12 novembre il controvalore degli scambi è salito a 2,81 miliardi di euro, rispetto ai 2,06 miliardi di lunedì; sono passate di mano 686.407.016 azioni (553.709.905 nella seduta di lunedì). Su 421 titoli trattati, 258 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 128; invariate le restanti 35 azioni.

L’euro è sceso a 1,1 dollari, mentre il bitcoin è rimasto sotto i 9.000 dollari (circa 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund è tornato sotto i 150 punti.

 

Chiusura positiva per i titoli del settore bancario.

In rialzo di oltre mezzo punto percentuale BPER Banca (+0,72% a 4,32 euro) dopo la buona performance registrata lunedì. Nel corso di un’intervista pubblicata su La Repubblica, l’amministratore delegato della banca, Alessandro Vandelli, ha dichiarato che al momento "non ci sono dossier aperti" per eventuali aggregazioni, aggiungendo che le banche potenzialmente coinvolte in un probabile progetto di integrazione non sarebbero molte. Vandelli ha citato BancoBPM, UBI Banca (+2,78% a 2,775 euro), la stessa BPER Banca e Banca MPS. Intanto, BPER Banca ha fornito un aggiornamento sui coefficienti patrimoniali dell’istituto. A fine settembre il Common Equity Tier 1 era pari al 14,24% (includendo il badwill provvisorio derivante dall’acquisizione di Unipol Banca, pari a circa 354 milioni di euro), rispetto al 14,27% di inizio anno. Escludendo questa voce il Common Equity Tier 1 ratio Phased in si ridetermina al 13,23%, ampiamente superiore al requisito SREP fissato dalla BCE al 9% per il 2019.

Mediobanca ha guadagnato il 2,01% a 10,645 euro. L’istituto di Piazzetta Cuccia ha fornito l’aggiornamento delle linee evolutive del piano strategico per il periodo 2019/2023. Mediobanca punta a conseguire un positivo sviluppo in tutti i suoi segmenti di operatività, senza escludere la possibilità di crescita per linee esterne tramite acquisizioni. L'istituto di Piazzetta Cuccia ha confermato che Generali continuerà a contribuire in maniera positiva alla creazione dei ricavi e degli utili della banca, migliorandone la stabilità e visibilità. A livello finanziario Mediobanca prevede una crescita media annua dei ricavi del 4% nel quadriennio 2019/2023, per arrivare all’ultimo esercizio con ricavi per 3 miliardi di euro, rispetto ai 2,52 miliardi ottenuti nell’esercizio 2018/2019. La crescita dell'utile seguirà lo stesso trend dei ricavi. L'utile per azione dovrebbe passare da 0,93 euro a 1,1 euro, (+4% il tasso di crescita medio annuo, considerando la cancellazione delle azioni derivanti dal piano di buyback). Mediobanca ha fornito anche un aggiornamento sulla politica dei dividendi che sarà adottata nei prossimi esercizi, con l’obiettivo di remunerare gli azionisti per un ammontare fino a 2,5 miliardi di euro nel quadriennio 2019/2023. In particolare, il dividendo unitario crescerà del 10% nel 2020 (a 0,52 euro per azione) e successivamente del 5% ogni anno (fino a 0,6 euro nel 2023).

Da segnalare il balzo della Popolare di Sondrio (+13,6% a 2,158 euro).

 

Azimut Holding tra i migliori al FTSEMib; il titolo della compagnia ha registrato un rialzo del 2,58% a 21,43 euro. L'impostazione tecnica del titolo resta positiva da inizio 2019. Matteo Oddi ha evidenziato che l’uscita dalla fase di compressione di volatilità in area 17,45 euro abbia alimentato nuovi acquisti. Secondo l'esperto una chiusura odierna al di sopra della resistenza tecnica e psicologia dei 21 euro spingerebbe le azioni Azimut Holding verso il prossimo target fissato a 22,5 euro, anche se il vero obiettivo del trend di medio periodo è posizionato a quota 25 euro. "Visti i recenti rialzi non è comunque da escludere che nelle prossime sedute possano arrivare delle prese di beneficio; in ogni caso a meno di assistere a chiusure inferiori a 17,8 euro è consigliabile mantenere le posizioni in acquisto", ha puntualizzato Matteo Oddi.

 

Fiat Chrysler Automobiles (+1,2% a 14,684 euro) si è allineata al trend del FTSEMib. Gli analisti di Exane hanno incrementato da 13 euro a 17,5 euro il target price sul titolo, evidenziando che il progetto di fusione con il gruppo francese Psa favorirà maggiormente l’azienda quotata a Piazza Affari. Gli esperti hanno anche migliorato ad “Outperform” (farà meglio del mercato) il giudizio, in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica un rialzo nell’ordine del 20% rispetto all’attuale quotazione del titolo.

 

Prysmian ha registrato una flessione dell’1,59% a 20,4 euro. Nel pomeriggio la società ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2019, periodo chiuso con ricavi praticamente invariati a 8,64 miliardi di euro e un utile netto in crescita del 53,4% a 273 milioni di euro. Il management ha confermato i target finanziari per l’intero 2019.

 

Buona giornata per Mediaset (+2,03% a 2,767 euro). Il gruppo del Biscione ha comunicato che la controllata spagnola Mediaset España ha acquisito una quota del 5,5% in ProSiebenSat.1 Media. La partecipazione complessiva detenuta dal gruppo del Biscione è salita al 15,1% del capitale azionario del gruppo tedesco.

 

Al segmento STAR focus su Carel Industries. Il titolo ha subito una flessione del 5,52% a 13,36 euro, dopo aver toccato un minimo a 12,4 euro in mattinata. La società ha diffuso i risultati del terzo trimestre del 2019 e ha anticipato che per fine anno la crescita dei ricavi (escludendo il contributo delle società Hygromatik e Recuperator) dovrebbe attestarsi nella fascia media dei valori a una cifra percentuale, mentre la profittabilità potrebbe essere leggermente inferiore rispetto a quanto registrato nei primi nove mesi dell’anno per effetto della leva operativa.

 

Ottima giornata per MolMed (+7,68% a 0,3645 euro), dopo la diffusione dei risultati trimestrali. La società biotech ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con ricavi operativi per 24,89 milioni di euro, in aumento del 24% rispetto ai 20,01 milioni realizzati nei primi tre trimestri dello scorso anno. La perdita netta è scesa da 4,87 milioni a 2,41 milioni di euro.

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