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Milano maglia nera in Europa: banche ed Enel KO!

Piazza Affari e le borse europee in forte ribasso nella seduta odierna. Giornata decisamente negativa per Cattolica. Seduta brillante, invece, per Mediaset e Moncler

di Edoardo Fagnani 12 nov 2014 ore 17:44

Piazza Affari e le principali borse europee in forte ribasso nella seduta odierna, dopo che il dato sulla produzione industriale in Europa è risultato inferiore alle attese. In mattinata il Tesoro ha collocato BOT annuali per un ammontare di 6,5 miliardi di euro: il rendimento è stato fissato allo 0,335%, mentre le richieste sono state pari a circa 11,6 miliardi di euro. Bancari protagonisti assoluti di giornata: spiccano i forti ribassi del Banco Popolare, della Popolare dell’Emilia Romagna e della Popolare di Milano, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. In rosso anche Unicredit. Giornata decisamente negativa per Enel e Cattolica Assicurazioni. Seduta brillante, invece, per Mediaset e Moncler.
Il FTSEMib ha ceduto il 2,87% a 18.702 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha terminato la seduta con un calo del 2,69% a 19.756 punti. In ribasso di circa un punto percentuale il FTSE Italia Mid Cap (-1,33%) e il FTSE Italia Star (-0,95%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,56 miliardi di euro, rispetto ai 2,99 miliardi di ieri. Su 316 titoli trattati, 228 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 76. Invariate le restanti dodici azioni.
L’euro ha oscillato tra gli 1,245 euro e gli 1,25 dollari. L’oro è risalito a 1.165 dollari.

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scende_5Bancari protagonisti in negativo di giornata.
Pessima seduta per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto toscano è sceso del 6,48% a 0,635 euro. In giornata si sono riuniti i vertici della banca senese per l’esame dei risultati del terzo trimestre del 2014.
Banca Carige ha subito un calo del 4,91% a 0,0659 euro. L’istituto ligure ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con una perdita netta di 328,76 milioni di euro, valore che si confronta con il rosso di 1,31 miliardi di euro contabilizzato nello stesso periodo dello scorso anno, in conseguenza a componenti non ricorrenti per 208,4 milioni di euro. Escludendo le componenti straordinarie, il risultato finale avrebbe evidenziato un passivo limitato a 50 milioni. A fine settembre il Common Equity Tier1 ammontava al 9,4%.
Il Banco Popolare ha registrato una flessione del 4,22% a 9,865 euro. L’istituto ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con una perdita di 121,75 milioni di euro, risultato che si confronta con l’utile di 165,4 milioni contabilizzato nello stesso periodo dello scorso esercizio. Il risultato finale è stato penalizzato da rettifiche per deterioramento dei crediti della clientela per 1,07 miliardi di euro. Il risultato netto finale normalizzato sarebbe stato negativo per 19,8 milioni di euro. A fine settembre il Common Equity Tier 1 era salito al 13,7%, mentre il dato proforma, calcolato sulla base delle regole che saranno in vigore al termine del periodo transitorio è stimato pari all’11,9%. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha incrementato lo “short” sul Banco Popolare, portandolo dallo 0,64% allo 0,7%.
La Popolare dell’Emilia Romagna ha lasciato sul terreno il 6,02% a 5,07 euro. Nei primi nove mesi del 2014 l’istituto ha registrato un utile netto (escluse le quote di terzi) di 61,1 milioni di euro, il quadruplo rispetto ai 12,21 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. A fine settembre il Common Equity Tier 1 era pari all’11,09%.
La Popolare di Milano ha terminato la giornata con un ribasso del 7,28% a 0,5025 euro. Nei primi nove mesi del 2014 la banca ha realizzato un utile netto di 219,26 milioni di euro, in aumento del 63,2% rispetto ai 134,38 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno, grazie alla plusvalenza da 104,5 milioni realizzata con la cessione della quota detenuta in Anima Holding. A fine settembre il Common Equity Tier 1 era salito all’11,29%. Il management ha precisato che il basso livello dei tassi di mercato continuerà a condizionare il margine di interesse anche nell’ultimo trimestre del 2014. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali il numero della banca, Giuseppe Castagna, ha dichiarato che l’istituto chiederà risorse per 1,5 miliardi di euro nella seconda asta TLTRO organizzata dalla BCE. Il manager ha aggiunto che la Popolare di Milano potrebbe staccare un dividendo nel 2015, sui risultati del 2014, se anche l'ultimo trimestre evidenzierà performance positive in scia a quelle già registrate nei primi nove mesi del 2014.
UBI Banca ha recuperato il 2,7% a 5,41 euro. L’istituto ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con un utile netto di 149,8 milioni di euro, in significativa crescita rispetto ai 101,9 milioni dell’analogo periodo del 2013. Al netto delle poste non ricorrenti, l’utile del periodo si è attestato a 175,5 milioni di euro. A fine settembre i multipli patrimoniali evidenziavano un Common Equity Tier 1 ratio “phased in” del 13%.
Giornata decisamente negativa per Unicredit (-5,64% a 5,105 euro). Dopo la diffusione dei risultati trimestrali Bank of America ha tagliato da 7,3 euro a 6,5 euro il target price sull’istituto guidato da Federico Ghizzoni. Stessa indicazione da Société Générale e da NatIxis, che hanno sforbiciato rispettivamente a 6,2 euro e a 5,9 euro il prezzo obiettivo sulla banca. Gli esperti delle tre banche d’affari hanno ribadito il giudizio “Neutrale”. Jp Morgan, invece, ha migliorato la stima sull’utile per azione di Unicredit, apprezzando la qualità dell’attivo della banca. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 7,9 euro a il giudizio “Overweight” (sovrappesare).
In rosso anche IntesaSanpaolo (-3,66% a 2,158 euro). Dopo la diffusione dei risultati trimestrali Bank of America ha limato da 3,1 euro a 3 euro il target price sull’istituto guidato da Carlo Messina. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
Azimut ha perso il 3,14% a 16,66 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno tagliato da 26,45 euro a 22,35 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

Spicca il forte rialzo messo a segno da Mediaset (+6,06% a 2,87 euro). Il gruppo del Biscione ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con ricavi per 2,39 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il dato dello stesso periodo dello scorso anno. Il periodo gennaio-settembre si è chiuso con un perdita netta di 46,8 milioni di euro, risultato che si confronta con il rosso di 27,3 milioni di euro contabilizzato nei primi nove mesi del 2013. Il management ritiene che il gruppo possa chiudere l’esercizio con un risultato netto positivo. Non si sono fatti attendere i giudizi degli analisti su Mediaset, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Barclays ha tagliato da 3,05 euro a 2,9 euro il prezzo obiettivo sul gruppo del Biscione. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare). Sulla stessa lunghezza d’onda Nomura, che sforbiciato da 3,6 euro a 3,15 euro il target price sulla società, ribadendo il rating “Neutrale”. Anche Jp Morgan e Deutsche Bank hanno ridotto la valutazione su Mediaset, portandola rispettivamente a 5,4 euro e a 4,5 euro per azione. Gli esperti delle due banche d’affari hanno ribadito il giudizio positivo sulla società. Al contrario, Société Générale ha migliorato da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere) il rating su Mediaset, in seguito al calo subito dal titolo negli scorsi mesi. Gli esperti hanno fissato un prezzo obiettivo di 3,1 euro. Sulla stessa lunghezza d’onda NatIxis, che ha migliorato da “Reduce” (ridurre) a “Neutrale” il giudizio sul titolo, sulla base di un target price di 3 euro. Indicazione simile da Equita sim, che ora consiglia l’acquisto del gruppo del Biscione, segnalando che i risultati trimestrali sono stati migliori delle attese. Tuttavia, gli esperti hanno ridotto da 3,6 euro a 3,5 euro il prezzo obiettivo. Exane, invece, ha migliorato le stime sull’utile per azione di Mediaset per l’esercizio in corso, confermando il target price di 2,7 euro e il giudizio “Neutrale”.

Giornata negativa per Cattolica Assicurazioni (-5,42% a 5,06 euro), mentre i diritti relativi all’aumento di capitale hanno perso il 23,5% a 1,322 euro. La compagnia assicurativa ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 71 milioni di euro, in aumento del 51,1% rispetto ai 47 milioni ottenuti negli stessi mesi dello scorso esercizio.

Enel ha subito una flessione del 5,86% a 3,698 euro. Il colosso elettrico ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con ricavi pari a 54,08 miliardi di euro, con un decremento del 6,5% rispetto all’analogo periodo del 2013. L’utile netto si è ridotto al 18,9% a 1,87 miliardi di euro. A fine settembre l’indebitamento finanziario netto era pari a 44,58 miliardi di euro, in crescita dai 39,71 miliardi di fine 2013. Il management di Enel prevede che a fine esercizio l’indebitamento finanziario netto si attesti in un range tra 39 e 40 miliardi di euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Fidentiis hanno peggiorato il giudizio su Enel e ora consigliano di vendere le azioni.
Terna ha perso l’1,4% a 3,81 euro. La società ha chiuso i primi 9 mesi del 2014 con ricavi pari a 1,45 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre l’utile netto è salito dell’1,5% a 417,8 milioni di euro. Il management di Terna ha deliberato la distribuzione dell’acconto sul dividendo ordinario dell’esercizio 2014 nella misura di 0,07 euro per azione.
ENI ha ceduto il 2,6% a 16,14 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno tagliato da 22 euro a 19 euro il prezzo obiettivo sul colosso petrolifero. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il rating.

Società del lusso sotto i riflettori.
Moncler ha guadagnato il 4,16% a 11,01 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con ricavi per 449,3 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto ai 389 milioni realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. In forte miglioramento anche l’utile netto, che è salito da 38,8 milioni a 70,5 milioni di euro. Inoltre, Moncler ha annunciato che, tramite la controllata Industries, è stata sottoscritta una lettera di intenti per la costituzione di una joint-venture con l'attuale partner commerciale in Corea, Shinsegae International, al fine di consolidare ed espandere il marchio Moncler nel mercato asiatico. I dati di Moncler sono piaciuti ad Equita sim e a Kepler Cheuvreux, che hanno alzato le stime sull’utile per azione per il biennio 2014/2015. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni, con un target price rispettivamente di 15,8 euro e di 13 euro.
Brunello Cucinelli è salita dello 0,06% a 16,8 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con ricavi pari a 277,3 milioni di euro, in crescita del 10,2% rispetto ai 251,7 milioni di euro riportati al 30 settembre 2013. L’utile netto è aumentato del 10,2%, passando da 23,5 milioni a 25,9 milioni di euro.
Tod’s ha ceduto l’1,81% a 70,55 euro. In giornata si sono riuniti i vertici dell’azienda per l’esame dei risultati del terzo trimestre del 2014. Prima della diffusione dei risultati trimestrali, gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 92 euro a 85 euro il prezzo obiettivo su Tod’s. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).

Campari ha subito una flessione del 5,73% a 5,265 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con un utile prima delle imposte di 116,9 milioni di euro, in calo del 21,8% rispetto al medesimo periodo del 2013.

 

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