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Borsa Italiana la migliore in Europa: FTSEMib +1%

Seduta nervosa per i titoli del settore bancario. Molto bene A2A, Prysmian e NEXI dopo la diffusione della trimestrale. Spicca il balzo di Telecom Italia TIM

di Edoardo Fagnani 12 mag 2020 ore 17:45

borsa-positiva_1I maggiori indici di Borsa Italiana hanno terminato la seduta con buoni rialzi, mentre le principali piazze finanziarie europee hanno registrato variazioni frazionali. Secondo gli analisti di Anima, sarebbe giustificato un orientamento più cauto verso i mercati azionari europei, in quanto, dopo il recupero registrato nelle ultime settimane le valutazioni in termini di rapporto prezzo/utili si trovano su livelli superiori a quelli precedenti la crisi. Senza trascurare il fatto che prosegue il processo di revisione al ribasso delle stime sugli utili da parte degli analisti, alimentato dai messaggi di cautela delle società che emergono dalla stagione delle trimestrali. "E anche sui mercati azionari europei, il posizionamento nel breve periodo viene comunque orientato alla neutralità", hanno sottolineato gli esperti.

Il FTSEMib ha terminato la seduta con un progresso dell'1,02% a 17.559 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 17.394 punti e un massimo di 17.602 punti. Il FTSE Italia All Share è salito dello 0,81%. Segno meno, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,77%) e per il FTSE Italia Star (-0,38%). Nella seduta del 12 maggio 2020 il controvalore degli scambi è salito a 1,41 miliardi di euro, rispetto agli 1,34 miliardi di lunedì; sono passate di mano 476.324.576 azioni (471.190.118 nella seduta di lunedì). Su 424 titoli trattati, 203 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 190; invariate le restanti 31 azioni.

L’euro è salito oltre gli 1,085 dollari, mentre il bitcoin si è attestato sotto i 9.000 dollari (poco sopra gli 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund si è allargato a 244 punti.

 

Seduta nervosa per i titoli del settore bancario.

In evidenza IntesaSanpaolo (+0,81%) e UBI Banca (+1,31%). Con riferimento all'offerta pubblica di scambio lanciata dall’istituto guidato da Carlo Messina, La Repubblica ha evidenziato la battaglia già avviata tra i due istituti, anche con esposti in Consob. Secondo il quotidiano, l'esito dell'offerta, che dovrebbe partire a luglio, resta incerto: IntesaSanpaolo si accontenterebbe del 50% più un’azione di UBI Banca, "ma è cruciale il raggiungimento del 66%, anche per i possibili vincoli che la vigilanza potrebbe altrimenti porre".

UniCredit ha terminato la giornata con progresso dello 0,62% a 6,656 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno tagliato da 14,4 euro a 9,4 euro il prezzo obiettivo sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2020/2022. Tuttavia, gli esperti hanno migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni, in quanto il nuovo target price implica in rialzo di oltre il 40% rispetto all’attuale quotazione delle azioni UniCredit.

 

FinecoBank è salita del 5,11% a 10,5 euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Equita sim e Kepler Cheuvreux hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo della compagnia, portandolo rispettivamente a 11,2 euro e a 11 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2020/2021; entrambe le banche d’affari hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

ENI ha guadagnato lo 0,96% a 8,714 euro. Il colosso petrolifero ha comunicato i risultati dell'amissione di due emissioni obbligazionarie a tasso fisso con durata di 6 e 11 anni; i bond sono stati collocati per un ammontare complessivo di 2 miliardi di euro. Nel dettaglio, il prestito obbligazionario della durata di 6 anni ha un ammontare di un miliardo di euro, paga una cedola annua dello 1,25% ed è stato emesso un prezzo di re-offer di 99,308%. Il bond della durata di 11 anni ha un ammontare di un miliardo di euro, paga una cedola annua del 2% ed è stato emesso a un prezzo di re-offer di 99,941%.

 

A2A (+4,19%) tra i migliori al FTSEMib dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre 2020. La società ha chiuso il periodo in esame con ricavi per 1,71 miliardi di euro, in flessione del 19,1% rispetto ai 2,11 miliardi ottenuti nello stesso arco di tempo dello scorso anno. Al contrario, l’utile netto è salito a 112 milioni di euro, in crescita del 7,7% rispetto ai 104 milioni contabilizzati nei primi tre mesi del 2019, beneficiando del calo degli oneri finanziari. Il management prevede che la società riuscirà a raggiungere, nel 2020, risultati economici positivi e soddisfacenti, sostanzialmente in linea con le attese.

 

Molto bene anche NEXI (+4,41%). La società ha comunicato i dati economici e finanziari del primo trimestre del 2020, sostanzialmente in linea con quelli dei primi tre mesi dello scorso anno, nonostante il deterioramento registratosi nell’ultima parte del trimestre a causa delle misure di lockdown. La compagnia ha terminato il periodo in esame con ricavi per 225,3 milioni di euro, in contrazione dello 0,5%, mentre il margine operativo lordo è salito del 3,9%, passando da 110,6 milioni a 115 milioni di euro. Considerato l’attuale contesto in continua evoluzione e l’inevitabile incertezza sulla conseguente velocità della ripresa, NEXI ha conservativamente sospeso al momento la guidance finanziaria. Inoltre, l’azienda ha identificato e intrapreso un piano di contenimento costi e investimenti per un valore complessivo pari a oltre 100 milioni di euro.

 

Performance positiva per Prysmian (+4,48%). La società ha terminato il primo trimestre del 2020 con ricavi per 2,59 miliardi di euro, in contrazione del 6,6% rispetto ai 2,77 miliardi di euro registrati nei primi tre mesi dello scorso anno. Tuttavia, il dato è stato migliore delle attese: il consensus degli analisti, pubblicato sul sito internet della società, indicava un fatturato di 2,5 miliardi di euro. Il margine operativo lordo adjusted è sceso da 231 milioni a 197 milioni di euro (-14,7%), ma è risultato superiore ai 185 milioni stimati dagli analisti. Il management di Prysmian ha deciso di ritirare la guidance per il 2020 alla luce dell’incertezza che persiste riguardo alla diffusione e al prolungarsi della pandemia da coronavirus.

 

In agenda anche i CdA di Poste Italiane (+2,13%) e Salvatore Ferragamo (invariata) per l'esame dei risultati del primo trimestre 2020.

 

In evidenza Telecom Italia TIM, che ha registrato un balzo del 5,77%, in linea con il ternd positivo del comparto telefonico.

 

Tra le società a media capitalizzazione spicca lo scivolone di IMA (-6,95%). La società ha comunicato i risultati finanziari del primo trimestre del 2020, periodo che ha risentito dell’impatto economico-finanziario dell’emergenza Covid-19. Inoltre, il management di IMA ha deciso di sospendere l'assegnazione del dividendo 2020 (relativo all’esercizio 2019), destinando l'utile a riserva; IMA ha precisato che il dividendo sugli utili 2019 sarà eventualmente proposto quando l’attuale situazione legata al Covid-19 sarà superata.

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