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La settimana borsistica si chiude in territorio lievemente positivo

Chiusura in rialzo per i principali indici di Piazza Affari, ma il rimbalzo rispetto al crollo della seduta precedente non è riuscito. Atlantia in rialzo dopo la trimestrale

di Edoardo Fagnani 12 giu 2020 ore 17:56

borsa-positiva_1I maggiori indici di Borsa Italiana hanno registrato variazioni positive nell’ultima seduta della settimana, dopo la pesante correzione subita nella giornata di giovedì 11 giugno.

Greg Meier - Senior Economist Director di Allianz Global Investors - ha evidenziato un contesto caratterizzato dalla domanda di beni rifugio e da elevati livelli di cash, anche se in diverse asset class si fa strada un trend reflazionistico. Inoltre, l'esperto ha segnalato che i prezzi del petrolio sono risaliti, mentre i rendimenti dei Treasury USA hanno cambiato direzione e sono aumentati. "Se confermati, questi cambiamenti nelle dinamiche del mercato dovrebbero favorire i titoli ciclici, le small cap, l’azionario europeo e quello giapponese", ha puntualizzato Greg Meier.

In chiusura il FTSEMib ha registrato un progresso dello 0,43% a 18.888 punti, dopo aver toccato un minimo a 18.553 punti e un massimo di 19.169 punti. Il FTSE Italia All Share ha chiuso in rialzo dello 0,41%. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,3%) e per il FTSE Italia Star (+0,12%).

L’euro si attesta oltre gli 1,13 dollari, mentre il bitcoin è sceso sotto i 9.500 dollari (meno di 8.500 euro).

Lo spread Btp-Bund è salito a 193 punti.

 

Hanno tentato un recupero i titoli del settore bancario. Antonio Anniballe - gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR - ha ricordato che fra il 17 febbraio e il 21 aprile l’indice bancario europeo ha visto quasi dimezzare il proprio valore (-46%). "Nonostante faccia una certa impressione il +29% segnato dai minimi (dati al 9 giugno), questo movimento corrisponde solo al 40% dell’arretramento precedente, una delle percentuali più basse fra i settori dello Stoxx600", ha puntualizzato l'esperto. Secondo Antonio Anniballe tecnicamente il settore ha ancora ampi spazi di recupero, in quanto il posizionamento degli operatori è molto scarso e questo potrebbe fornire ulteriore spinta. Dal lato opposto l'esperto ha sottolineato che un completo recupero dei livelli di inizio anno, lontani circa il 30%, poggia sull’assunto che il collasso degli utili 2020 sia un episodio isolato, e che dal 2021 si verifichi un consistente recupero di redditività. "Notizie di segno contrario sono quindi destinate a riportare le lancette del mercato indietro di qualche giorno o settimana. E in questo caso il comparto finanziario sarà inevitabilmente fra i più sensibili", ha avvertito Antonio Anniballe. Secondo l'esperto tra i fattori da monitorare in tal senso c’è il fronte commerciale fra USA e Cina (in sordina negli ultimi giorni) e ancora una volta la dinamica del Covid: i casi sono sotto controllo in Europa, ma il contagio è in ascesa in Sudamerica e tutt’altro che risolto negli USA, dove alcuni stati (Texas, ad esempio) negli ultimi giorni vedono i numeri risalire.

IntesaSanpaolo ha registrato un progresso dello 0,26%. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore la prossima settimana la Consob potrebbe dare il via libera alla pubblicazione del prospetto informativo relativo all’OPS lanciata dall’istituto su UBI Banca (+0,6%). Sotto la parità UniCredit (-0,11%).

 

Atlantia è salita del 3,87%, dopo la diffusione dei risultati finanziari e operativi del primo trimestre 2020. La holding di concessioni ha terminato il periodo in esame con ricavi operativi per 2,21 miliardi di euro, in contrazione del 15% rispetto ai 2,59 miliardi ottenuti nei primi tre mesi dello scorso esercizio. In forte calo anche il margine operativo lordo, che è passato da 1,56 miliardi a 1,27 miliardi di euro (-19%). Il risultato netto (esclusa la quota di terzi) è stato negativo per 10 milioni di euro, rispetto all'utile di 157 milioni contabilizzato nei primi tre mesi del 2019. A fine marzo l’indebitamento netto di Atlantia era sceso a 35,47 miliardi di euro, rispetto ai 36,72 miliardi di inizio anno. Nel corso del primo trimestre del 2020 gli investimenti operativi sono stati pari a 361 milioni di euro, mentre le attività operative hanno generato un flusso di cassa di 1,3 miliardi di euro, in conseguenza all'incasso nel primo trimestre 2020 di crediti per imposte da parte del gruppo Abertis per 622 milioni di euro. Considerati i dati di traffico sino ad ora consuntivati e assumendo una graduale ripresa a partire dal secondo semestre 2020, una preliminare analisi di sensitività porta il management di Atlantia a stimare nell’esercizio una riduzione media del traffico autostradale di circa il 30% e aeroportuale di circa il 50%, con un potenziale impatto negativo sui ricavi nell’ordine di 3 miliardi di euro, rispetto ai dati del 2019, e una potenziale riduzione dei flussi operativi al netto degli investimenti pari a 2 miliardi di euro.

 

Tra gli industriali bene Campari (+2,05%), CNH Industrial (+2,56%) e FCA (+1,44%). Balzo di Telecom Italia (+3,61%).

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