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Rally del FTSEMib (grazie a un tweet di Trump)

Le borse hanno beneficiato dell’avvio positivo di Wall Street: il presidente degli USA, Donald Trump, ha dichiarato che è vicino un accordo commerciale con la Cina

di Edoardo Fagnani 12 dic 2019 ore 17:48

Giornata positiva per i maggiori indici di Borsa Italiana e per le principali borse europee. Le borse europee hanno beneficiato dell’avvio positivo di Wall Street: il presidente degli USA, Donald Trump, ha dichiarato che è vicino un accordo commerciale con la Cina. Nessuna sorpresa, invece, dalla riunione della BCE, la prima presieduta da Christine Lagarde: come nelle attese l'istituto centrale europeo ha confermato i tassi di interesse: il saggio di riferimento è rimasto fermo allo zero.

mercato-positivo_2Il FTSEMib ha terminato la seduta con un rialzo dell’1,02% a 23.391 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.161 punti e un massimo di 23.488 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,92%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,29%) e per il FTSE Italia Star (+0,09%). Nella seduta del 12 dicembre il controvalore degli scambi è balzato a 2,55 miliardi di euro, rispetto agli 1,79 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 578.826.745 azioni (467.597.163 nella seduta di mercoledì). Su 422 titoli trattati, 237 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 133; invariate le restanti 52 azioni.

L’euro si è confermato oltre gli 1,11 dollari.

Lo spread Btp-Bund si è avvicinato ai 150 punti.

 

Spiccano i rialzo dei titoli del settore bancario.

Ottima giornata per il Monte dei Paschi di Siena (+2,37% a 1,428 euro). L'istituto ha comunicato di aver ricevuto la decisione finale della BCE riguardante i requisiti patrimoniali da rispettare a partire dal 1° gennaio 2020. Secondo tale decisione, MPS deve rispettare nel 2020 un requisito minimo complessivo in termini di Common Equity Tier 1 ratio pari al 10,14%. Al 30 settembre 2019, il Monte dei Paschi di Siena presentava un CET1 ratio transitional del 14,8% (12,6% fully loaded), valore ampiamente superiore ai requisiti minimi richiesti.

Performance migliore per UBI Banca (+3,96% a 3,02 euro).

Molto bene anche IntesaSanpaolo (+1,8% a 2,3525 euro). La banca ha ottenuto dalla Cina la Fund Distribution License. Il quotidiano finanziario MF ha spiegato che si tratta dell'autorizzazione a svolgere attività di Wealth Management e che l'istituto di Carlo Messina è la prima banca straniera in assoluto ad ottenerla. IntesaSanpaolo svolgerà questa attività "attraverso una propria società, Yi Tsai (Talento Italiano), distribuendo prodotti mirati per il mercato a clienti High Net, quelli con un'ottima disponibilità economica".

UniCredit è salita del 3,17% a 13,266 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno ritoccato al rialzo il titolo sull’istituto, portandolo da 14,3 euro a 14,4 euro, dopo la presentazione del piano strategico al 2023; tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Add” (aggiungere) il giudizio, in seguito al rialzo messo a segno dal titolo negli ultimi quattro mesi: il prezzo delle azioni UniCredit è passato dai 9,19 euro del 14 agosto ai 12,858 euro della chiusura dell’11 dicembre.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato il 2,47% a 13,194 euro. I rappresentanti dell’UAW – il sindacato dei lavoratori USA del settore automobilistico, aerospaziale e macchinari agricoli – hanno comunicato di aver ratificato l’accordo quadriennale con il gruppo automobilistico quotato al FTSEMib. L’intesa prevede la creazione di 7.900 nuovi posti di lavoro e investimenti complessivi per 9 miliardi di dollari, suddivisi equamente tra nuovi prodotti e nuovi impianti produttivi (compreso quello di Detroit).

 

È proseguito il trend positivo di NEXI (+2,45% a 11,27 euro), che ha fissato il nuovo massimo storico a 11,39 euro. Matteo Oddi di Exante ha segnalato che la spinta rialzista delle azioni NEXI dura ormai da oltre un mese e negli ultimi 30 giorni le quotazioni sono salite di circa il 20%. “La dinamica attuale di prezzo è ancora favorevole ai compratori, che puntano ora al prossimo target fissato a 11,4 euro”, ha segnalato l’esperto. Secondo Matteo Oddi, visto la dinamica tecnica e il segnale di forza fornito dal titolo nella seduta dell’11 dicembre, è difficile immaginare che nel breve NEXI possa invertire la rotta, ma non è comunque da escludere un ritracciamento nelle prossime sedute. “Sotto questo punto di vista eventuali pullback in area 11 euro e 10,8 euro costituiscono ora i livelli per rientrare in acquisto, mentre solo una nuova chiusura giornaliera sotto quota 10,3 euro decreterebbe uno stop agli acquisti”, ha precisato l’esperto. Intanto, secondo quanto scritto su Il Messaggero, la Cassa Depositi e Prestiti vedrebbe con favore l’ipotesi di integrazione tra la società quotata al FTSEMib e SIA, azienda attiva nella fornitura di piattaforme per tutti i pagamenti digitali di istituzioni, cittadini, imprese.

 

Ottima giornata anche per STM (+2,02% a 24,19 euro). Gli analisti di Morgan Stanley hanno incrementato da 22 euro a 28 euro il target price sul gruppo italofrancese; gli esperti hanno inserito la società nei titoli preferiti per il 2020, in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica un rialzo di oltre il 15% rispetto all’attuale quotazione delle azioni STM.

 

In rosso la Juventus FC (-2,3% a 1,2325 euro). Oggi è stato l’ultimo giorno di quotazione dei diritti relativi all’aumento di capitale da 300 milioni di euro. Intanto, il club bianconero ha rafforzato il passaggio agli ottavi di finale della Champions League con una convincente vittoria contro il Bayer Leverkusen.

 

OVS ha subito una flessione dell’1,62% a 2,06 euro. La società ha comunicato i risultati dei primi nove mesi dell’esercizio 2019/2020 (l’azienda chiude il bilancio il 31 gennaio), periodo chiuso con ricavi per 990,9 milioni di euro, in flessione dell’1,9% rispetto agli 1,01 miliardi realizzati nei primi tre trimestri dello scorso esercizio. OVS ha terminato i primi nove mesi dell’esercizio 2019/2020 con un utile ante imposte rettificato di 43,3 milioni di euro.

 

È rimasto negativo il trend di Safilo, dopo aver terminato la seduta dell’11 dicembre con un tonfo del 25,5%. Il titolo ha lasciato sul terreno il 3,02% a 1,158 euro. Nel corso della conference call a commento del piano industriale al 2024 i vertici dell’azienda hanno precisato che nei prossimi cinque anni non è prevista la distribuzione del dividendo. Intanto, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno ridotto da 1,45 euro a 1,35 euro il target price su Safilo, confermando l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

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