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Le banche fanno salire il FTSEMib

Performance brillanti per i titoli del comparto, in scia all’ottima trimestrale comunicata dal colosso statunitense Jp Morgan. Molto bene anche FCA

di Edoardo Fagnani 12 apr 2019 ore 18:30

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato l’ultima seduta della settimana con discreti progressi, grazie alle performance messe a segno dai titoli del settore bancario, in scia all’ottima trimestrale comunicata dal colosso statunitense Jp Morgan. Hans-Jörg Naumer, Global Head of Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors - ha ricordato che la settimana prossima entrerà nel vivo la pubblicazione dei bilanci del primo trimestre 2019. "Le attese sono decisamente moderate: le stime di utile degli analisti riflettono i dati economici sottotono", ha precisato l'esperto.

indice-azionario-positivoIl FTSEMib ha messo a segno un progresso dello 0,8% a 21.858 punti (minimo di 21.633 punti, massimo di 21.912 punti) e ha terminato la settimana con un progresso del 0,46%. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,75%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,37%) e il FTSE Italia Star (+0,05%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,59 miliardi di euro, rispetto ai 2,36 miliardi di giovedì; sono passate di mano 892.376.291 azioni (981.008.763 nella seduta di giovedì). Su 418 titoli trattati, 196 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 163; invariate le restanti 59 azioni.

L’euro ha superato gli 1,13 dollari.

Lo spread tra Btp e Bund è sceso a 234 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Performance brillanti per i titoli del settore bancario, in scia all’ottima trimestrale comunicata dal colosso statunitense Jp Morgan.

Ha fatto eccezione il Monte dei Paschi di Siena (-1,4% a 1,34 euro), dopo il rialzo messo a segno nella seduta di giovedì. MF ha fatto il punto di quanto emerso dall’assemblea degli azionisti che si è tenuta ieri. Durante l’assise l'amministratore delegato dell’istituto, Marco Morelli, ha spiegato che il board “ha già iniziato a valutare prospettive di scenari su aggregazioni o diversificazioni dimensionali”. In altre parole, il dossier sulle nozze è decisamente all’attenzione dei vertici di MPS. Il banchiere ha però puntualizzato che “spetta all'azionista di riferimento verificare se possano esserci”.

UniCredit ha chiuso sui massimi di giornata (+4,2% a 12,4 euro). L’istituto ha concluso un accordo con MBCredit Solutions per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario a clientela del segmento consumer. Il portafoglio comprende esclusivamente crediti derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto italiano per un ammontare complessivo - al lordo delle rettifiche di valore - di circa 51 milioni di euro. Intanto, secondo quanto si apprende dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti lo scorso 10 aprile 2019 Norges Bank è salita al 3,004% del capitale dell'istituto guidato da Jean Pirre Mustier.

Seduta brillante per UBI Banca (+3,34% a 2,661 euro), che ha registrato la migliore perferomance settimanale al FTSEMib: tra l'8 e il 12 aprile il titolo ha guadagnato il 6,57%. L’assemblea degli azionisti dell’istituto ha approvato il bilancio del 2018: all’assise era presente il 37,91% del capitale. Nel corso dell’assemblea l’amministratore delegato di UBI Banca, Victor Massiah, ha confermato l’obiettivo di chiudere il 2019 con un utile netto migliore rispetto al risultato ottenuto lo scorso anno. Il manager ha dichiarato di essere aperto a eventuali operazioni straordinarie con altre banche, ma ha precisato che al momento non c’è alcun dossier allo studio.

Il BancoBPM ha guadagnato il 4,33% a 2,05 euro. L’istituto ha concluso l’emissione di strumenti Additional Tier 1 per un ammontare pari a 300 milioni di euro, destinata agli investitori istituzionali. L’operazione s’inserisce nell’ambito dell'efficientamento della struttura di capitale.

Il Creval ha guadagnato il 3,67% a 0,0734 euro. L'agenzia Moody's ha migliorato il giudizio sulla solidità dell'istituto con un incremento del rischio di controparte a lungo termine; gli esperti hanno anche aumentato il rating sul debito subordinato. Inoltre, Moody's ha confermato il rating sui depositi del Creval sia a breve che a lungo termine, con un aggiornamento dell’outlook sui depositi a lungo termine a negative.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha registrato un rialzo del 2,19% a 14,202 euro. L’assemblea degli azionisti del gruppo automobilistico ha approvato il bilancio del 2018. Durante l’assise, il numero uno di Fiat Chrysler Automobiles, Mike Manley, si è detto fiducioso sul raggiungimento degli obiettivi finanziari del 2019 e ed è convinto di poter ottenere risultati operativo migliori rispetto al 2018, ipotizzando un miglioramento dei risultati nel secondo semestre del 2019. Al contrario, il manager prevede una generazione di cassa dalle attività operative inferiore rispetto al 2018, in conseguenza a maggiori investimenti. Intanto, Il Sole24Ore ha analizzato la situazione della società. Secondo il quotidiano finanziario il gruppo sarebbe di fronte a un bivio: con il mercato dell’auto europeo che non riparte e quello americano che rischia di rallentare il tempo stringe e il 2019 potrebbe essere l’anno delle scelte per gli Agnelli-Elkann. Inoltre, chi è interessato a una operazione con Fiat Chrysler Automobiles potrebbe approfittare “della geometria asimmetrica e della architettura squilibrata interna al gruppo, che ormai non sono più sostenibili”.

 

In recupero Prysmian (+2,34% a 15,31 euro), dopo la forte correzione subita negli ltimi giorni: tra l'8 e il 12 aprile il titolo ha lasciato sul terreno il 9,33% e ha registrato la peggiore performance della settimana al FTSEMib.

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