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FTSEMib nervoso alla vigilia della BCE

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno registrato rialzi frazionali, alla vigilia della riunione della BCE. Spicca il forte rialzo di STM

di Edoardo Fagnani 11 set 2019 ore 17:45

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta dell’11 settembre con rialzi frazionali, in attesa della riunione della BCE in agenda per il 12 settembre. Intanto, l’agenzia Moody’s ha confermato il rating “Baa3” sul debito pubblico dell’Italia, apprezzando il nuovo incarico di governo assegnato a Giuseppe Conte; le prospettive sul rating per i prossimi trimestri restano “stabili”. Tuttavia, Moody’s ha tagliato la stima sulla crescita del Pil italiano per il 2019, ora fissata allo 0,2%, rispetto allo 0,4% indicato in precedenza; per l’esercizio successivo gli esperti stimano un incremento del pil nell’ordine dello 0,5%. Inoltre, in mattinata il Tesoro ha collocato il BOT annuale per un ammontare di 6,5 miliardi di euro: il rendimento del titolo è tornato negativo.

andamento-mercato_1Il FTSEMib ha messo a segno un progresso dello 0,1% a 21.892 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.796 punti e un massimo di 22.033 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,16%. Performance migliori per il FTSE Italia Mid Cap (+0,62%) e per il FTSE Italia Star (+1,16%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,68 miliardi di euro, rispetto ai 2,7 miliardi di martedì; sono passate di mano 749.405.752 azioni (645.600.534 nella seduta di martedì). Su 416 titoli trattati, 211 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 167; invariate le restanti 38 azioni.

L’euro è sceso a 1,1 dollari, mentre il bitcoin si attesta a 10.000 dollari (circa 9.000 euro).

Lo spread Btp-Bund si è riportato a 155 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

In generale flessione i titoli del settore bancario.

BancoBPM è stata la peggiore del comparto (-2,34% a 1,8765 euro).

In calo di oltre un punto percentuale UniCredit (-1,25% a 10,76 euro).

 

Fiat Chrysler Automobiles ha terminato la giornata con un ribasso dell’1,21% a 12,412 euro. La Repubblica ha riportato le dichiarazioni di Thierry Bolloré, numero uno di Renault, a margine del salone dell’automobile a Francoforte. Il manager ha puntualizzato che la proposta di alleanza tra le due società automobilistiche “non è sul tavolo, è stata ritirata”.

In rialzo di un punto percentuale Ferrari (+0,95% a 138,85 euro), dopo aver lasciato sul terreno poco meno del 6% nella seduta di martedì 10 settembre. Matteo Oddi, di Exante ha segnalato che sulle azioni Ferrari sono arrivate le prese di beneficio degli investitori, dopo che da inizio anno il titolo ha incrementato il proprio valore del 70% e a luglio aveva aggiornato il massimo storico, fissandolo a 152,6 euro. "A livello grafico su time frame giornaliero possiamo osservare come ormai da quasi due mesi il titolo Ferrari abbia iniziato una fase di ritracciamento a partire dai massimi a 152,6 euro; preoccupa in particolare ora la possibile rottura del supporto a 136,6 euro, livello che sta tenendo a galla il titolo e la cui rottura provocherebbe con tutta probabilità un’ulteriore accelerazione al ribasso", ha segnalato Matteo Oddi, che ha aggiunto “In caso di ulteriori vendite va monitorato l’importante supporto a 129 euro, livello che dovrebbe calamitare nuovi acquisti in caso di estensione del pullback”. Al contrario, secondo l’esperto le azioni Ferrari potrebbero incontrare un’importante resistenza a quota 148,5 euro, il cui superamento potrebbe proiettare il titolo verso il successivo obiettivo rialzista a quota 160 euro.

 

Telecom Italia ha recuperato l’1,09% a 0,5093 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno alzato da 0,55 euro  a 0,69 euro il prezzo obiettivo sul gruppo telefonico, apprezzando il miglioramento della generazione di cassa delle attività operative. Gli analisti hanno anche migliorato il giudizio portandolo da “Neutrale” a “Overweight” (sovrappesare).

 

In forte rialzo STM (+3,99% a 18,095 euro). Il titolo del gruppo italofrancese ha beneficiato della presentazione dei nuovi modelli iPhone presentati ieri da Apple. Il colosso di Cupertino, infatti, è il maggiore cliente di STM, con una quota del 13% dei ricavi del gruppo, sulla base del giro d’affari del 2018.

 

Seduta brillante per Technogym (+7,47% a 9,78 euro). Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Equita sim hanno alzato il target price sulla società, portandolo da 11,2 euro a 12 euro; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni, in seguito al ribasso subito dal titolo negli ultimi sei mesi: il valore delle azioni Technogym è passato dagli 11,6 euro del 19 marzo ai 9,1 euro della chiusura di martedì 10 settembre.

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