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CROLLO DEL FTSEMIB (-4,8%)

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno registato flessioni nell'ordine del 4-5%. Numerose sospensioni al ribasso tra le blue chip

di Edoardo Fagnani 11 giu 2020 ore 17:46

milano-negativaGiornata decisamente negativa per i maggiori indici di Borsa Italiana e per le principali piazze finanziarie europee, chiusa con ribassi nell'ordine del 4-5%. Sono state numerose sospensioni al ribasso tra le blue chip italiane. Secondo Maurizio Novelli - gestore del fondo Lemanik Global Strategy Fund - la fine del lockdown potrebbe indurre a pensare che la crisi provocata dal Coronavirus sia ormai in fase di superamento. Tuttavia, l'esperto ha segnalato che la vera crisi inizia quando cominciano a manifestarsi i fallimenti, evidenziando che egli ultimi due mesi, negli Stati Uniti sono fallite 1.600 aziende al giorno, mentre il credito al consumo si è contratto pesantemente, passando da +15/20 miliardi di dollari al mese a -12 miliardi a marzo. "A questo punto, c’è il rischio che si verifichi una corporate solvency crisis indotta da una consumer liquidity crisis. Quindi, la crisi comincia adesso", ha avvertito Maurizio Novelli.

Il FTSEMib ha registrato una flessione del 4,81% a 18.807 punti, il minimo di giornata (massimo di 19.353 punti). Il FTSE Italia All Share ha subito un tonfo del 4,66%. Male anche il FTSE Italia Mid Cap (-4,03%) e il FTSE Italia Star (-3,81%). Nella seduta dell'11 giugno 2020 il controvalore degli scambi è salito a 3,26 miliardi di euro, rispetto ai 2,7 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 1.298.305.903 azioni (1.143.238.195 nella seduta di mercoledì). Su 439 titoli trattati, 400 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati solo 24; invariate le restanti 15 azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,14 dollari, mentre il bitcoin si mantenuto poco sopra i 9.500 dollari (poco meno di 8.500 euro).

Lo spread Btp-Bund è risalito a 189 punti.

 

In rosso i titoli del settore bancario, in una seduta caratterizzata da numerose sospensioni per eccesso di ribasso.

IntesaSanpaolo ha lasciato sul terreno il 4,98%. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera nell’ambi dell’OPS lanciata su UBI Banca (-5,65%) l’istituto guidato da Carlo Messina starebbe valutando la possibilità di aumentare il numero di filiali da vendere, in modo da superare le obiezioni mosse dall’antitrust.

Andamento negativo per BPER Banca (-6,38%). L'istituto ha collocato un’emissione obbligazionaria Senior Preferred per un ammontare di 500 milioni di euro e scadenza 5 anni destinata a investitori istituzionali, ricevendo richieste pari a oltre il doppio dell’ammontare allocato. Il rendimento del titolo è pari al relativo tasso mid swap maggiorato di 220 punti base.

Performance peggiori per il BancoBPM (-7,82%) e per UniCredit (-7,87%).

 

Pessima giornata per Fiat Chrysler Automobiles (-7,7%). Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore l’esame del progetto di fusione con PSA da parte dell’antitrust potrebbe durare quattro mesi in più di quanto previsto, in quanto i due gruppi non avrebbero presentato la documentazione richiesta dall’authority. Il Sole24Ore ha segnalato che FCA e PSA puntano a completare l’operazione nel primo trimestre del 2021.

Male anche CNH Industrial (-11,8%), la peggiore al FTSEMib.

 

I titoli del settore petrolifero si sono allineati al trend negativo di Piazza Affari, dopo che il prezzo del greggio a New York (contratto con scadenza a luglio 2020) è scivolato a 36 dollari al barile.

ENI ha registrato uno scivolone del 7,03%.

Performance peggiore per Saipem (-7,51%).

 

Male anche Atlantia (-9,16%), prima della diffusione dei risultati finanziari e operativi del primo trimestre 2020.

 

Italgas non è riuscita a limitare i danni (-1,67%), nonostante le stime finanziarie per il 2020 diffuse dalla società. Il management prevede ricavi per oltre 1,3 miliardi di euro, un margine operativo lordo tra 960 e 980 milioni di euro e un reddito operativo compreso tra i 530 milioni e i 550 milioni di euro. A fine 2020 l'indebitamento netto è stimato a 4,5 miliardi di euro, dopo investimenti per oltre 700 milioni di euro.

 

Telecom Italia TIM ha ceduto l'8,21% a 0,3411 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato da 0,62 euro a 0,38 euro il target price sulla compagnia telefonica; gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio, portandolo da “Overweight” (sovrappesare) a “Neutrale”.

 

Cattolica Assicurazioni ha registrato un calo del 6,17%. L'agenzia S&P Global ha confermato a "BBB" il rating sulla solidità finanziaria della compagnia assicurativa. L’outlook rimane "negativo" e riflette quello relativo al debito sovrano della Repubblica Italiana.

 

In difficoltà Trevi Group: il titolo ha subito uno scivolone del 16,8%.

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